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Tangyuan (Cina)

Buon Natale si dice Gun Tso Sun Tan’Gung Haw Sun (Cantonese), Kung His Hsin Nien bing Chu Shen Tan (Mandarino), mentre Vigilia di Natale è stato tradotta in cinese con l’espressione 平安夜 che significa notte di pace.

Nonostante solo circa il 7% della popolazione cinese sia cristiana e le persone lavorino per tutto il mese di Dicembre, il Natale è ogni anno sempre più sentito in Cina, soprattutto nei grandi centri e tra i giovani.
Ma niente cenoni o pranzi di Natale in Cina, solo allestimenti, decorazioni ed illuminazioni.

E’ la festa del “Dōngzhì”, in realtà, l’originale festività cinese legata al periodo natalizio e al solstizio invernale (tra il 21 e il 23 dicembre). Il calendario tradizionale dell’Asia orientale divide l’anno in 24 “mesi solari” (節氣) e il Dōngzhì rappresenta il 22°.
In questi giorni la famiglia cinese si riunisce, proprio come per il nostro Natale. La tradizione più diffusa è quella del sud della Cina, che prevede la preparazione dei tangyuan (湯圓), oppure tangtuan, polpette di riso glutinoso che con la loro forma ricordano e commemorano la prima luna piena e vengono spesso tinti di rosso o di rosa e serviti in un brodo denso.

Le celebrazioni del Dōngzhì trovano origine nella filosofia yin-yang, secondo la quale il solstizio d’inverno rappresenterebbe il punto di incontro tra il culmine di freddo e oscurità – caratteristiche yin – e la svolta verso un nuovo inizio evolutivo di yang, che porta con sé luce e calore.
Così come “Natale” significa letteralmente “nascita” e la festività nell’Antica Roma del Dies Natalis Solis Invicti (“Giorno di nascita del Sole Invitto”) veniva celebrata proprio durante il solstizio d’inverno,

  • DifficoltàMedia
  • CostoEconomico
  • Tempo di preparazione20 Minuti
  • Tempo di cottura5 Minuti
  • Porzioni6 persone
  • Metodo di cotturaBollitura
  • CucinaCinese

Ingredienti

Preparazione

  1. La preparazione viene fatta a mano.

    Tostare il sesamo nero a fuoco medio in una padella antiaderente. Farlo raffreddare.

    Schiacciare i semi di sesamo nero con un mattarello, mescolarli in una padella calda e poi incorporarvi a fuoco spento lo zucchero e lo strutto.

    Nel frattempo va preparato l’impasto aggiungendo acqua fredda alla farina di riso glutinoso e conferendogli una forma concava con le mani.

    Una volta inserito il ripieno al sesamo dentro l’impasto, esso va avvolto tutto intorno e arrotolato con i palmi delle mani, così da ottenere la forma di una pallina.

    Infine, i dolcetti circolari ottenuti vanno fatti bollire in una miscela di acqua, zenzero a fette e zucchero di canna in modo che gli ingredienti si fondano bene insieme.

    Quando le palline iniziano a galleggiare nella parte superiore del brodo, si può spegnere il fuoco, aggiungere una spruzzata di fiori di osmanto e servire il tutto in una ciotolina con l’acqua di cottura.

Differenza tra farina di riso e farina di riso glutinoso:

La farina di riso è ottenuta dalla specie Oryza sativa (riso comune) mentre la farina di riso glutinoso è ottenuta dalla macinazione del riso Oryxa sativa varietà glutinosa. Ciò significa che si tratta di farine ottenute da piante diverse, entrambe della specie Oryxa sativa (riso) ma che hanno caratteristiche diverse.

La farina di riso glutinoso viene ottenuta dalla macinazione a pietra di una pregiata varietà di riso asiatico, detto anche riso dolce, riso ceroso, riso botan, riso mochi, riso perla o biroin chal. La particolarità di questa farina sta nella sua capacità di legarsi (ecco perché “glutinosa”), caratteristica dovuta alla presenza elevata di amilopectina e non di glutine (ecco perché la farina di riso glutinoso è senza glutine).

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Pubblicato da viaggiandomangiando

Classe 1980, ligure, ha pubblicato tre romanzi e altrettante raccolte di poesia, diplomata al Centro Sperimentabile di Cinematografia in sceneggiatura e produzione fiction televisiva, si occupa dell'organizzazione degli eventi artistico/culturali dell'associazione di cui è presidente.

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