La tartare è diventata un classico della cucina internazionale con il nome di Steak Tartare, quando ci si riferisce alla carne.
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Col termine “tartare” infatti si indica un alimento tagliato a cubetti piccoli (tartare di verdure, di tonno, di carne…) .
▶Piatto che in Francia viene comunemente associato alle classiche patatine fritte.
▶Secondo la leggenda, il popolo nomade dei Tartari, originari dell’Asia, mettevano la carne di cui si alimentavano sotto le selle dei cavalli per trovarla ammorbidita al momento del pasto. Si dice addirittura che la carne venisse ricavata dai cavalli feriti o malati.
In questo modo ottenevano, dopo le lunghe cavalcate della giornata, un cibo macinato pronto per il pasto serale, che altrimenti sarebbe andato sprecato.
La bistecca alla tartara si diffuse poi in Russia, e all’inizio del ‘900 fu fatta conoscere in Francia dai cuochi in esilio.
▶E’ una ricetta molto semplice a base di carne bovina (o equina) fresca e cruda insaporita con sale, olio, pepe e ingredienti quali cipolla, capperi e salsa worchester o senape, nella ricetta tradizionale. Solitamente viene accompagnata da salsa tartara e molto spesso servita con un tuorlo crudo al centro.
Io l’ho accompagnata da sale rosa dell’Himalaya, sale nero Lava Salt che arriva direttamente dall’Islanda (il sale di lava nero è un sale marino friabile geotermico islandese miscelato con carbone attivo) e senape di Djon.
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Classe 1980, ligure, ha pubblicato tre romanzi e altrettante raccolte di poesia, diplomata al Centro Sperimentabile di Cinematografia in sceneggiatura e produzione fiction televisiva, si occupa dell'organizzazione degli eventi artistico/culturali dell'associazione di cui è presidente.
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