Le cime di fava sono una parte poco conosciuta ma preziosa di questa pianta primaverile. Non tutti sanno infatti che anche gli apici teneri della pianta possono essere utilizzati in cucina, proprio come altre verdure a foglia.
Questa pratica appartiene alla tradizione contadina della cucina anti spreco, quando nulla dell’orto veniva buttato. Oggi queste conoscenze tornano utili per cucinare in modo più sostenibile e valorizzare tutto ciò che la natura ci offre.
Le cime di fava hanno foglie tenere e un sapore delicato, leggermente aromatico, che ricorda quello delle fave fresche con una nota di nocciola. Possono essere utilizzate sia crude sia cotte, in moltissime preparazioni.
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Cosa sono le cime di fava
Le cime di fava sono le punte della pianta di fava, lunghe circa 5-10 cm, che si eliminano quando si effettua la cosiddetta cimatura o potatura verde.
Questa operazione serve a limitare la crescita della pianta e a favorire lo sviluppo dei fiori e dei baccelli. Invece di essere scartate, queste parti tenere possono essere raccolte e cucinate.
Le foglioline sono morbide e ricordano gli spinaci per consistenza e utilizzo in cucina.

Come si cucinano le cime di fava
Le cime di fava sono molto versatili e possono essere usate in diversi modi.
1️⃣ In insalata
Se sono molto tenere si possono consumare crude, condite semplicemente con:
- olio extravergine di oliva
- sale
- succo di limone
Sono perfette per insalate primaverili insieme ad altri ortaggi freschi.
2️⃣ Con la pasta
Uno dei modi più gustosi per usarle è nella pasta con le cime di fava, simile alla pasta con le cime di rapa.
Si lessano insieme alla pasta negli ultimi minuti di cottura e poi si ripassano in padella con:
- aglio
- olio extravergine di oliva
- acciughe
- peperoncino.
In alternativa si possono semplicemente condire con olio e parmigiano.
3️⃣ Nelle frittate
Le foglie tritate sono ottime anche nelle frittate primaverili, come si fa con bietole o spinaci.
4️⃣ In minestre e risotti
Le cime di fava possono essere aggiunte a:
- minestre di verdure
- zuppe primaverili
- risotti
- torte salate.
Anche i bacelli delle fave si possono usare
In una cucina davvero sostenibile si può utilizzare anche un’altra parte della pianta: i bacelli delle fave.
Dopo averli lavati bene si possono:
- sbollentare
- tagliare a striscioline
- saltare in padella con cipolla e pomodoro.
Oppure si possono frullare per preparare un pesto anti spreco o usare al posto dei fagiolini nella pasta con il pesto.

Le cime di fava nella cucina ligure
Nella cucina ligure le fave sono sempre state molto apprezzate, soprattutto in primavera, quando gli orti si riempiono di piante giovani e tenere. Oltre ai baccelli e ai semi, però, c’è una parte della pianta che un tempo non veniva mai sprecata: le cime di fava, cioè gli apici teneri della pianta.
Quando le piante crescono troppo in altezza, si usa cimarle, cioè tagliare le punte per favorire la produzione dei baccelli. Queste cime, con le foglioline più giovani e morbide, in passato finivano direttamente in cucina. Era una pratica tipica della cucina contadina ligure, dove nulla dell’orto veniva buttato.
Le cime di fava hanno un sapore delicato e leggermente erbaceo, simile a quello delle fave fresche ma più gentile. Per questo si prestano bene a diverse preparazioni semplici, come piace alla tradizione ligure.
Si possono ad esempio:
- aggiungere alle minestre di verdure primaverili, insieme a patate e altre erbe dell’orto
- saltare in padella con olio extravergine d’oliva ligure, aglio e acciughe
- usare nelle frittate o nelle torte salate con ricotta e formaggio.
Come spesso accade nella cucina della nostra regione, il segreto è proprio la semplicità: pochi ingredienti, buoni, che permettono di valorizzare ciò che l’orto offre in quel momento.
Oggi le cime di fava sono poco conosciute, ma rappresentano un bellissimo esempio di cucina sostenibile e anti spreco, capace di trasformare una parte della pianta spesso scartata in un ingrediente gustoso e stagionale.
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Veramente interessante… non lo sapevo.
Anche io le ho scoperte da pochi giorni… ed è stata una bella scoperta!