Tigelle grandi fritte – ricetta infallibile –

Oggi vi propongo una versione modificata delle classiche tigelle: le tigelle grandi fritte. Le tigelle vengono chiamate crescentine, gnocchi fritti e sono tipiche del modenese.  Sicuramente sono un’alternativa meno leggera ma ogni tanto uno strappo alle regola fa bene all’umore 😉 Le tigelle grandi fritte sono ottime ancora calde ed imbottite sul momento, provatele anche il giorno dopo servite al posto del pane sono deliziose ! In questa ricetta le ho riempite con mozzarella fresca e del prosciutto cotto … ma non disdegnano lo speck, il prosciutto crudo e formaggi tipo brie o gorgonzola.

Tigelle grandi fritte

                                   Tigelle grandi fritte

 

Ingredienti per circa 10 tigelle : 

  • 1/2 kg di farina 00
  • 100 ml di latte tiepido
  • 10 grammi di lievito fresco
  • 2 cucchiai di olio evo
  • 1 cucchiaino raso di sale
  • 1/2 cucchiaino di zucchero
  • 100 ml circa di acqua
  • olio extravergine di oliva o di semi per friggere
  • 300 grammi di mozzarella fresca
  • 250 grammi di prosciutto cotto

Procedimento:

  1. Preparate l’impasto per le tigelle mettendo la farina in una spianatoia, disposta a fontana. Sciogliete il lievito nel latte, aggiungete lo zucchero e mescolate bene. Mettete il latte al centro della farina ed iniziate a lavorare, successivamente aggiungete l’olio, l’acqua ed il sale, continuando a lavorare fino ad ottenere una palla elastica e morbida. Trasferite l’impasto delle tigelle in una terrina leggermente unta, praticate un’incisione a croce e lasciate lievitare per un’ora, coperto da un canovaccio, in luogo tiepido, va bene anche il forno spento con la luce accesa, in tal caso non coprite.Se avete la planetaria lavorate tutti gli ingredienti (escluso il sale che aggiungerete alla fine) con la frusta a gancio per 3 minuti a media velocità o fino ad ottenere la giusta consistenza.
  2. Nel frattempo tagliate a fette la mozzarella e trasferitela in un colapasta affinché persa il siero in eccesso.
  3. Trascorso il tempo di lievitazione, ungetevi le mani e prelevate piccoli pezzi d’impasto del peso di 80 grammi circa ciascuno, create delle palline e poi appiattitele con le dita fino a formare delle focaccine. Adagiate le tigelle grandi, così ottenute, su un tagliere leggermente infarinato e proseguite fino a finire l’impasto, se l’ambiente e caldo e areato coprite le tigelle con un canovaccio.
  4. Preriscaldate una padella antiaderente e mettete 2 cucchiai di olio e friggete, a fuoco medio, le tigelle iniziando dalle prime che avete realizzato. Se necessario prima di cuocere le successive aggiungete dell’altro olio. Trasferite le tigelle grandi fritte in un vassoio rivestito di carta assorbente.

Tagliatele a metà e farcite le tigelle cotte, con la mozzarella ed il prosciutto, mentre sono ancora calde o, se preferite, lasciate che i vostri commensali facciano tutto da se, servendo le tigelle accompagnate con salumi e formaggi.

Curiosa io … di sapere se vi è piaciuta questa ricetta o se avete suggerimenti… fatemelo sapere anche attraverso Facebook nella pagina “Nel tegame sul fuoco

Tigelle grandi fritte

Precedente Coda di rospo alla mediterranea - secondi di pesce- Successivo Risotto agli asparagi con zafferano

2 commenti su “Tigelle grandi fritte – ricetta infallibile –

  1. William Battaglini il said:

    Sono di Serramazzoni, patria delle Crescentine nelle Tigelle (che sono formine di terracotta di castagno decorate a disegni semplici che scaldate tra le braci venivano usate per cuocere i dischi di pasta), quello che viene descritto invece è il “gnocco fritto” fatto della stessa pasta e fritto nello strutto di maiale.
    Il taglio della pasta (tonda) somiglia più alla versione dell’Appennino Bolognese, dove nel Modenese usa la forma rettangolare e nel Reggiano pure la forma a losanga.
    La forma influenza pure la cottura, che va particolarmente curata, dalla temperatura dello strutto, allo spessore della pasta, al tempo di cottura, al modo di mettere e togliere i pezzi di pasta (nella versione a losanga bastano pochi secondi per bruciare tutto, e i pezzi vanno girati una volta sola!) quindi preparatevi a buttare i primi pezzi che cuocerete…
    Ricordatevi di tenere sgocciolati i pezzi e poi appoggiarli sulla carta assorbente.
    Lo strutto ha un punto di fumo più alto degli oli da friggere quindi cuoce prima, a temperature più elevate ed è MOLTO più fluido, occhio alle scottature!
    Con lo strutto “il” gnocco rimane molto meno unto che coll’ olio.
    Una perversione da appassionati è mangiarla la mattina, fredda, col caffellatte.

    • neltegamesulfuoco il said:

      Ciao William, sono consapevole che questa ricetta non ha nulla a che fare con le tigelle. Adoro lo gnocco fritto emiliano, nei miei anni di vita a Bologna, nel ristorante dove lavoravo, mi son deliziata con gli gnocchi fritti, serviti sempre da salumi. Questa è solo una rivisitazione, nata dall’impasto delle tigelle che poi ho fritto. Comunque grazie del tuo approfondimento.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.