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Giorno 7: Capodanno a Memphis, cosa fare e dove festeggiare

Siamo arrivati a Memphis martedì 30 dicembre, dopo una tappa di passaggio in Arkansas, a Little Rock, lasciandoci alle spalle una città più amministrativa che turistica.

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Little Rock è una città più vissuta che visitata, lo stato dell’Arkansas lavora, amministra e si incontra, più che mostrarsi.

Si tratta di una città che è più dedita ad un turismo business, legato alla politica e al grande convention Center che domina il centro del paese.
Ma è valsa la pena fermarsi una notte qui anche solo per assaggiare il Catfish, la sera del 29 dicembre al ristorante Flying Fish, dove abbiamo anche goduto del tipico Soul Food del sud degli Stati Uniti con grits e gumbo e jambalaya.

Ed è valsa la pena anche fare la colazione in un tipico Diner americano, il Frontier Diner la mattina della nostra partenza in direzione Memphis, che è stato veramente eccezionale su due fronti: perché esattamente come noi italiani ci immaginiamo un Diner americano fermo agli anni 70, con tanto di personaggi che lo popolano, e poi perché ho mangiato credo la omelette più buona della mia vita.

Memphis, invece, è un’altra storia.

Per trascirrere il nostro capodanno a Memphis, abbiamo alloggiato due notti al Crowne Plaza Memphis Downtown by IHG, camera 628, a circa 15 minuti a piedi da Beale Street (possibilità di servizio navetta gratuito), per trascorrere il Capodanno in una delle città più iconiche del Sud degli Stati Uniti.

Memphis non è una città da visitare di fretta: è una città da capire.

Si trova sul fiume Mississippi e storicamente è stata un grande porto commerciale del cotone, fondamentale per l’economia del Sud degli Stati Uniti.

La città serviva come punto di smistamento per le piantagioni del Tennessee, del Mississippi e anche degli Stati vicini.

Ma è anche una città segnata da profonde fratture sociali, centrale nella storia afroamericana e nel movimento per i diritti civili. Ed è proprio da questo intreccio di tensioni, identità e creatività che nasce la sua anima musicale.

È stata porto commerciale, crocevia di culture, luogo di profonde ferite sociali e, allo stesso tempo, culla di alcune delle rivoluzioni musicali più importanti del Novecento.

Blues, soul, rock’n’roll: qui la musica non è intrattenimento, è identità.

Molti però arrivano a Memphis per Elvis Presley, e non è un caso. È qui che Elvis ha mosso i primi passi, è qui che il rock’n’roll ha preso forma, ed è qui che la sua presenza è ancora fortissima, quasi tangibile. Ma ridurre Memphis solo a Elvis sarebbe limitante: la città è anche blues, soul, gospel, storia e memoria.

Oggi Memphis si racconta attraverso luoghi simbolo che intrecciano musica, storia e identità.

Tra le cose da vedere e vivere in città ci sono:

Beale Street, cuore pulsante della scena blues e musicale, ma non aspattevi una lunga via ricca di negozie, bensí una strada storica con ristoranti e locali che hanno fatto di Memphis una tra le cittá piú iconiche al mondo.
Sun Studio, dove Elvis ha registrato il suo primo singolo That’s All Right (1954). Qui sono nati anche i primi successi di Johnny Cash, Jerry Lee Lewis e Carl Perkins.
Graceland, la casa-museo di Elvis Presley (fuori dal centro)
Memphis Rock ‘n’ Soul Museum, per comprendere il contesto musicale in cui è cresciuto Elvis

Stax Museum of American Soul Music, simbolo della Memphis soul, è stata la casa del soul del Sud, diverso da quello più patinato di Motown.

Qui sono nati suoni sporchi, profondi, intensi, legati alla vita reale della comunità afroamericana del Sud.
È stato uno dei rarissimi luoghi davvero integrati in piena segregazione razziale: musicisti bianchi e neri lavoravano insieme.

National Civil Rights Museum, al Lorraine Motel, luogo centrale della storia americana, il luogo simbolo della storia dei diritti civili a Memphis, perché qui fu assassinato Martin Luther King Jr. il 4 aprile 1968.

Oggi il museo racconta la vita di MLK e il movimento per i diritti civili negli Stati Uniti, con esposizioni su leggi segregazioniste, marce, proteste e figure chiave del periodo.

Mississippi Riverfront, per capire il ruolo del fiume nello sviluppo della città

Sightseeing Cruise (tour panoramico)

📍 Parte da Riverside Drive, vicino al Riverfront
🕐 Tipicamente dura 90 minuti
💰 Prezzo base: circa $25 adulti (con tour storico incluso) — le fasce scontate per giovani o bambini sono inferiori. (Controllare orari sul sito, nel periodo invernale non si effettuano crociere) .

Downtown e South Main, tra edifici storici, murales e vecchi magazzini riconvertiti.

Con questo mix di musica, storia e cultura pop, Memphis diventa il luogo perfetto per trascorrere il Capodanno: una città vera, lontana dalle luci artificiali, dove ogni angolo racconta un pezzo d’America.

Va detto però che Graceland non è per tutti.

Se si è veri appassionati di Elvis, probabilmente vale ogni dollaro speso; se invece l’interesse è più generale, il costo può far riflettere. I biglietti, infatti, non sono economici e variano in base all’esperienza scelta:

🎟️ Prezzi standard (2025) e tour principali e i costi indicativi:

  • Elvis Experience Tour
  • $84 per adulto
  • $48 per bambini
    Include visita alla villa di Graceland con audio-guida e accesso a varie esposizioni, tra cui auto e aerei di Elvis.
  • Elvis Presley’s Memphis + Planes Tour
  • $51 per adulto
  • $28.85 per bambini
    Include l’ingresso al complesso Elvis Presley’s Memphis e l’area dei jet privati, ma non sempre la visita completa alla villa.
  • Elvis Entourage VIP Tour
  • $145 per tutte le età
    Accesso più veloce alla villa e aree speciali, senza guida personale.
  • Ultimate VIP Tour
  • $235-$250
    Esperienza più completa con guida, accessi esclusivi e altri vantaggi opziona • Sun Studio, per confronto, resta più accessibile.
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Amiamo Elvis, soprattutto dopo aver visto il film di Buz Luhrman che ha avuto il pregio di raccontare il personaggio come uomo e non solo come icona americana, ma non siamo così appassionati di Presley o del soul in senso stretto, e Memphis ci incuriosiva soprattutto come città da vivere, non come museo a cielo aperto.

Per questo motivo abbiamo deciso di non concentrare il nostro tempo (e budget) solo sui luoghi musicali.

Abbiamo preferito perderci nei quartieri, camminare lungo il Mississippi, respirare l’atmosfera di Beale Street e, soprattutto, dedicarci alla scena gastronomica, che qui è parte integrante della cultura locale.

A Memphis il cibo racconta la città tanto quanto la musica, e per noi è stato il modo più autentico per conoscerla.

Nel nostro On the road nel Sud degli Stati Uniti, siamo arrivati a Memphis dopo il Texas, e in particolare dopo Fort Worth, e il confronto culinario viene naturale.

In Texas eravamo abituati a una cucina fatta soprattutto di manzo, barbecue affumicato e porzioni generose.

A Memphis, invece, il sapore cambia: qui il protagonista diventa il maiale, dalle ribs al pulled pork, con contorni raccontano un altro Sud, più casalingo e comfort, dai collard greens al cornbread.

Complice il freddo più intenso del solito, Memphis di giorno appare quasi vuota. Ma basta entrare in un locale, una steakhouse o un club su Beale Street per capire che la città vive semplicemente al chiuso.

La nostra prima cena in cittá, martedí 30 dicembre, è stata al Charlie Vergos rendezvous .

Charles Vergos’ Rendezvous non è solo un ristorante, ma una vera istituzione di Memphis. Aperto nel 1948 in uno scantinato del centro, è famoso per le sue dry ribs speziate, un’interpretazione storica e diversa del barbecue locale. Più che un’esperienza gourmet, è un viaggio nella memoria gastronomica della città.

Ed infatti abbiamo godito sia di ribs speziate che di brisket, in un locale dalla atmosfera unica!

Ieri, mercoledí 31 dicembre, abbiamo trascorso la nostra mattinata al Sun Studio.

Aperto 7 giorni su 7 con tour guidati ogni ora, in genere dalle 10:30 alle 16:30/17:30 (dipende dal giorno) e non si prenotano online: i biglietti si comprano sul posto in ordine di arrivo.

💲 Biglietto standard:
• Adulto: $20
• Youth (12–18 anni): $18
• Bambini (5–11 anni): $15
• Bambini sotto i 5 anni: non ammessi al tour guidato

📍 Il tour dura circa 40–45 minuti e ti porta dentro lo studio storico, con audio, racconti e memorabilia legati alla nascita del rock’n’roll. Disponibile un libretto in italiano che traduce completamente l’interessante tour e che potete leggere e scaricare QUI.

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Memphis ha un tasso di criminalità superiore alla media americana, ed è qualcosa da sapere se stai pianificando un viaggio qui, tuttavia le zone turistiche sono presidiate dalla polizia e la sera di capodanno c’é stato un dispiegamento di forze dell’ordine degno di una zona di guerra, con polizia, Esercito e Guardia Nazionale, Dea, FBI, Rangers e chissà quanti altri corpi di cui no conosciamo nemmeno il nome…

Il nostro ultimo pranzo dell’anno, per proseguire il viaggio tra i Diner del sud (presto disponibile il Diner Book volume 2, che segue il volume 1) é stato al Barksdale’s, dove la colazione é servita tutto il giorno, fino alle 14, orario di chiusura, e cosí abbiamo optato per una colazione tardiva a base di omelette, hasbrowns, biscuits and gravy e BLT, sandwich a base di Bacon, Lattuga e Tomatoes.

Locale celebre per aver mantenuto quasi inalterato il suo stile da classico diner americano (“greasy spoon”).

Le pareti sono decorate con foto autografate di celebrità locali, musicisti (incluso un forte legame con l’iconografia di Elvis Presley).

Capodanno a Memphis non è fatto di grandi fuochi d’artificio o eventi spettacolari.

Qui si festeggia soprattutto su Beale Street, entrando e uscendo dai locali, ascoltando musica dal vivo e vivendo la città.

È un Capodanno poco che scenografico, ma perfetto per chi vuole sentirsi un po’ local, passeggiare, bere qualcosa, mangiare bene e lasciarsi guidare dall’atmosfera, senza aspettarsi grandi show.

Cena prenotata attraverso Opentable al Itta Bena situato sopra il B.B. King’s Blues Club sulla Beale Street.

Pur essendo recente, è stato progettato per evocare l’atmosfera dei locali clandestini dell’era del proibizionismo. L’ingresso è volutamente discreto (si accede da una scala antincendio esterna su Second Street senza insegne vistose) e l’interno presenta soffitti a volta, pavimenti in legno scuro e luci soffuse.

Locale molto elegante e anche piuttosto caro con cucina del sud rivisitata.. immancabile perciò la scelta dei pomodori verd fritti, di insalata di granchio accompagnata da avocado, pollo alle erbe con patate e spinaci, e un meraviglioso tomahawck di maiale, con beurre blanc, casseruola di patate dolci e noci pecan e cavoletti di bruxelles.

Onestamente ci aspettavamo molta più gente e molto più caos, invece i locali non erano tutti pieni e nemmeno lungo la via, a cui si accedeva solo con il controllo dei documenti di identitá e attraverso dei metal detektor, c’era troppa folla…

Tra i locali di Memphis che organizzano serate particolari o concerti live ci sono:

  • Tin Roof – un bar musicale storico su Beale Street con musica dal vivo ogni sera, DJ e party speciali per il nostro Capodanno; abbiamo infatti trascorso qui la serata dopo la cena., aspettando la mezzanotte a ritmo di musica rock dal vivo.
  • B.B. King’s Blues Club – Una delle tappe musicali più vivaci di Beale Street è il B.B. King’s Blues Club, un locale dedicato a una delle leggende del blues. Qui la musica non è sottofondo, ma protagonista: concerti live quasi ogni sera e un’atmosfera che ti fa sentire parte di una tradizione che qui si respira a pieni polmoni, noi il 30 dicembre abbiamo assistito a parte di un concerto Live Blues favoloso!
  • Rum Boogie Cafe – club storico per live blues e musica dal vivo, perfetto se vuoi ascoltare sound autentico fino a mezzanotte e oltre.
  • Band Box e Blues Hall Juke Joint – altri bar con buona musica e atmosfera tipica.
  • Silky O’Sullivan’s – atmosfera da pub e grill con musica e drink.

Stamattina siamo in partenza per la nostra prossima tappa: Nashville!


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Pubblicato da viaggiandomangiando

Classe 1980, ligure, ha pubblicato tre romanzi e altrettante raccolte di poesia, diplomata al Centro Sperimentabile di Cinematografia in sceneggiatura e produzione fiction televisiva, si occupa dell'organizzazione degli eventi artistico/culturali dell'associazione di cui è presidente.