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Giorno 31: preparazione per il rientro in Italia

Giorno 31: preparazione per il rientro in Italia

Ultimi giorni a Porto Seguro e preparazione per il rientro in Italia è seguendo tutte le normative necessarie e in sicurezza

Giorno 29: ultimi giorni di Brasile

Giorno 29: ultimi giorni di Brasile

Iniziato il conto alla rovescia dei nostri ultimi giorni di Brasile trascorsi ancora tra spiagge, sole, caldo e ottimo cibo locale .

Giorno 25: tour delle spiagge di Porto Seguro

Giorno 25: tour delle spiagge di Porto Seguro

Dopo Praia Toa Toa, abbiamo proseguito il tour delle spiagge di Porto Seguro:

  • sabato è stata la volta di Coroa Vermelha, che si chiama così perché vedendola dall’alto la lingua di sabbia che la attraversa forma una corona rossa come la sua sabbia.
    Si tratta di una zona che è suddivisa in due parti, una gestita dai nativi ricca di baracche vecchio stile con un altrettanto ricco centro di bancarelle con artigianato locale quasi esclusivamente “di madeira” ovvero legno, mentre l’altra parte di spiaggia, che con la bassa marea è molto grande, è una lunga zona incontaminata con nulla intorno e nemmeno baracche sulla spiaggia.
    Coroa Vermalha è una zona turistica, ma estremamente piacevole e con un tocco retrò. di vecchio Brasile, mentre le altre spiagge viste fino ad ora, sono sicuramente più alla moda.
    Ci siamo fermati a pranzo a “Sun Beach” , una baracca enorme con dei lettini con materassino e zanzariere direttamente sulla spiaggia che le danno un tocco vagamente caraibico.
    Pranzato con un ottimo ceviche di mare con pesce locale, gamberi e mango, mentre Stefano ha mangiato i gamberi croccanti anticipati da uno street food (anzi sarebbe meglio definirlo beach food!) tipico del Brasile: queijo coalho, ovvero uno spiedino di formaggio che viene cotto direttamente su una brace portatile.
Pranzo Sun Beach

Sabato sera passeggiata sulla passerella do alcool, molto animata, e cena all’Acaraje Gourmet, indovinate cosa abbiamo scelto ?

Ve lo spiega Stefano nel video…

Ovviamente la specialità della casa, e in generale dello stato di Bahia: acaraje, uno street food solitamente servito dalle donne bahiane per strada, una polpetta fatta di fagioli con un ripieno di vatapá. A seguire dei meravigliosi gamberi “pistola” (Tiger prawn) grigliati.
Abbiamo inteso che il lockdown è soggetto a zone, in centro tutto chiude alle 21, fuori centro, senza controlli, praticamente non esiste.

  • Come per noi sabato è pizza, per gli inglesi domenica è Sunday Roast e per gli americani è barbecue, per i brasiliani la domenica è …churrasco. È così è stato anche per noi.
  • Il churrasco brasileiro non è semplicemente una grigliata in famiglia o tra amici, ma è soprattutto un momento di condivisione, di stare insieme per una intera giornata che sia sulla spiaggia, tra il verde o a casa in giardino o il luoghi di fortuna, e due cose non devono mai mancare ad accompagnare la carne: la musica brasiliana a tutto volume (la hit del momento è “Traficante do amor”) e la birra.
  • Il churrasco ha generalmente inizio nella tarda mattinata e si conclude in serata inoltrata, tutti ubriachi e felici 😆😆😆!!
  • In attesa della diretta serale di Viaggiando Mangiando On Air dalla pagina Facebook (che potete rivedere QUI) noi abbiamo trascorso la domenica sulla spiaggia di Taperapuā, a 5 minuti a piedi dal nostro appartamento, lunghissima spiaggia con qualche club e molte baracche.
  • A pranzo ci siamo seduti sulle sedie di legno del Clube da Praia: Beat Beach, per replicare il ceviche di mare, accompagnato da un mix di pasteis e da pancetta croccante.
Ceviche, pasteis e pancetta
  • Abbiamo acquistato la carne in un mega supermercato in centro, dove c’era l’imbarazzo della scelta tra pezzi freschi e surgelati, e abbiamo scelto tre tra i tagli più rappresentativi: picanha, fraldinha e linguiça. Ci siamo concessi anche i benjinos (dolcetti al cocco) acquistati anch’essi nella pasticceria-panetteria del grande supermercato.

Ecco il video della nostra spesa al supermercato Cambuì:

  • Il mio churraschero è stato ovviamente Stefano 😉, che ha grigliato a bordo della piscina del complesso residenziale dove alloggiamo, e abbiamo cenato con la famiglia proprietaria: i soci di mio zio.
  • Ogni casa che si rispetti ha il suo angolo per il churrasco… Ecco il nostro…
  • Ieri, lunedì, è stata la volta di Prai Mutà, poco prima di Coroa Vermelha, a cui somiglia molto, ma è più tranquilla e le baracche lungo la spiaggia sono saltuarie, peccato solo che l’acqua calda dell’oceano in questa zona sia un po’ torbida per la presenza di molte alghe.
  • Pranzo sotto le piante della Cabana “A Praia Branca” con pollo grigliato, riso, feijao, e verdure saltate … Tra esse il chuchu, ovvero il nome brasiliano del chayote che qui viene molto spesso servito bollito oppure ripieno di carne e poi fritto.
Spiaggia di Mutà

Serata “casalinga”, con gli avanzi del Churrasco.

  • Oggi, martedì 13 aprile, niente spiaggia. Ci siamo dedicati ad altro e, dopo essere stati in centro per lavare i panni sporchi di queste lunghe settimane in una delle poche lavanderia a gettoni (LaundrOmat Rua das Jandaias 57), siamo andati nella zona dell’aeroporto per cambiare il giorno di consegna dell’auto perché abbiamo deciso di fermarci qualche giorno in più.
  • Quindi abbiamo deciso di pranzare in una Churrascaria frequentata prevalentemente da locali che lavorano nella zona, che si chiama “Bito” anche qui comida a chilo con churrasco, un’ottima carne e un prezzo da fare veramente sorridere..
  • Nel pomeriggio ci siamo dedicati alla città vecchia che rimane parte alta di Porto Seguro, noto per essere il primo punto in cui sbarcarono i portoghesi che poi colonizzarono l’intero Brasile. Esiste infatti un vero e proprio un museo memoriale dedicato alla scoperta del Brasile.
  • La zona vecchia è una cittadella storica dove ci sono due chiese molto antiche e un bel prato, dell’ombra e si gode una bella vista dall’alto e piccoli negozi di artigianato. La zona è il patrimonio nazionale quindi può essere soltanto raggiunta a piedi lasciando il parcheggio dell’auto a poco più là. Porto Seguro fino agli anni 80 aveva poco più di 6000 abitanti, ma con l’arrivo della Rodoviaria (stazione bus) in pochi decenni è aumentata fino a 60000 abitanti nel 2000 e il turismo si è decisamente espanso in questi anni.
  • Infine abbiamo passeggiato per la via del centro, nella zona portuale, per fare qualche acquisto: sicuramente la zona più ricca dei negozi. Una nota è da segnalare per quanto riguarda i parcheggi dell’auto che sono tutti a pagamento però sono a minutaggio ovvero ci sono degli addetti che affiggono dei foglietti sull’auto e poi si paga direttamente a loro per i minuti che si è sostato. L’auto è sicuramente una ottima soluzione anche per visitare le zone limitrofe, ma il servizio dei bus e capillare e anche la presenza di Uber.

Cena da vip come scoprirete nel video:

Con una mariscada mista, ovvero una grigliata di pesce (soprattutto frutti dai mare) con gamberi, aragosta, gamberetti, polpo, pesce bianco e calamari, accompagnati da verdure e riso direttamente sulla spiaggia di Itapirapuā al ristorante “Cohler de Pau”, con i piedi quasi nella sabbia: una cena davvero eccezionale!

Giorno 18: Trancoso

Giorno 18: Trancoso

Altra tappa del nostro viaggio a Trancoso, dove torniamo dopo 12 anni e troviamo nuovi ristoranti chic e le stesse lunghe spiagge dorate

Giorno 12: Santo André (Brasile)

Giorno 12: Santo André (Brasile)

Arrivati nel paesino di Santo André ci godiamo la spiaggia e le delizie del luogo, con piatti noti e anche nuove specialità mai assaggiate.

Giorno 10: il viaggio continua

Giorno 10: il viaggio continua

Il viaggio continua…scoprite dove in questo video:

Torniamo indietro di un giorno…


Ieri, domenica 28 marzo, dopo aver pranzato con Lucrezia e la sua famiglia sulla spiaggia di Anfi, accanto a noi, al ristorante “Mar de Tapas” con Chicken Cesar Salad e le nostre ultime tapas: chorizo parillado e ovviamente papas arrugadas con mojo, ci siamo diretti in aeroporto.

La riconsegna dell’auto ci ha confermato la poca efficienza della GoldCar. Non fate la fila per consegnare la chiave, semplicemente restituitela al banco. Non serve altro.

Aeroporto di Las Palmas grande, con un quarto di negozi aperti, voli in partenza prevalentemente per Madrid e le altre isole.

Primo volo: IBERIA per Madrid, imbarcati ore 19.15 locali (Canarie meno 1 ora rispetto all’Italia, anche con l’ora legale). Panico al check in: non volevano farci partire perché non abbiamo il volo di rientro. Pazientemente ho spiegato alla signora che parlava ben poco inglese, come un po’ tutti a Gran Canaria, che possiamo soggiornare in Brasile per un massimo di 90 giorni senza visto, che le normative Covid non prevedono restrizioni di carattere “aereo”, ma solo sanitarie. Alla fine si è convinta….

Secondo volo: IBERIA per San Paulo.
Ricordate come finisce “Il giro del mondo in 80 giorni”? Willy Fog vince la scommessa grazie ai fusi orari. Ecco, noi abbiamo rischiato di essere beffati proprio da un fuso orario. Madrid è un’ora avanti rispetto alle Canarie. Ce ne siamo resi conto solo atterrando, in ritardo di 20 minuti. Avevamo solo un’ora di tempo per imbarcarci sul volo, e Madrid è uno degli aeroporti più incasinati al mondo. 24 minuti per raggiungere il terminal S, percorsi in 12 minuti, di corsa, a perdi fiato. Non ce l’avremmo mai fatta se il volo non fosse partito con 20 minuti di ritardo causa approfonditi controlli.

Una volta quando si saliva su un aereo per una lunga attraversata (10 ore e 45 minuti) era già come essere in vacanza, adesso si viaggia come su un bus. Viene sbrigativamente servito il pasto dopo di che le hostess non si vedono più fino allo sbarco e i loro toni sono quello marziali del comando per il rispetto delle normative di bordo, che essenzialmente sono: indossa la mascherina. Non ci sono più i giornali di bordo, i film scarseggiano perché ovviamente le uscite cinematografiche si sono dimezzate.

Stamattina, lunedì 29 marzo, ore 7.45, terzo volo: LATAM per Porto Seguro.
Tutto regolare e tranquillo. A San Paulo abbiamo sdoganato i bagagli per imbarcarli sul volo domestico e abbiamo passato la dogana più veloce della storia brasiliana…solitamente ci vogliono ore, ce la siamo cavata in 5 minuti: ci hanno chiesto solo il passaporto e null’altro.

Totale ore di volo effettive: 14 e 40 minuti.

Siamo a + 5 ore rispetto l’Italia.

Vi state chiedendo come si arriva in Brasile, vero?
Se avete visto il video sopra in qualche modo ve l’ho spiegato, ma ecco nel dettaglio:

Tutti i passeggeri devono compilare la dichiarazione obbligatoria sulla salute on line (DSV); il modulo deve essere compilato da tutti i passeggeri (https://formulario.anvisa.gov.br/). Senza la presentazione della conferma via e-mail della DSV, l’imbarco sarà negato all’origine. Anche i passeggeri con collegamenti internazionali in Brasile devono presentare la dichiarazione sulla salute.

Venerdì abbiamo infatti fatto il tampone molecolare alla Clinica Scandinavica Puerto Rico la cifra di ben 130 euro a persona !!!! E io che credevo fosse già caro in Italia…ma non c’era altra soluzione e in Spagna i prezzi per i tamponi non rapidi sono questi (quelli rapidi, che sono sufficienti per il rientro in Italia, costano 60€).
Nel corso della settimana trascorsa abbiamo vagliato più ipotesi…abbiamo virtualmente girato il mondo e le due mete più facili da raggiungere, ovvero quelle senza necessità di tampone, sarebbero state: Messico (da cui, tra l’altro dopo due settimane saremmo addirittura potuti entrare negli Stati Uniti) e Costarica. In entrambi è tutto aperto. La difficoltà è nata per i voli: carissimi. Pur risparmiando con il tampone, le cifre erano davvero improponibili. Così abbiamo scelto il nostro Brasile. Tampone per tampone, spesa per spesa, tanto vale andare in quella che per noi è una sorta di “seconda casa”.

Il Brasile non preclude l’ingresso per turismo e la Spagna non vieta i viaggi per turismo, perciò il nostro viaggio è regolare. Non lo sarebbe stato se fossimo partiti dall’Italia da dove si può raggiungere il Brasile solo per motivi famigliari o di lavoro, sempre che si trovino dei voli, che sono assai scarsi.

Ed eccoci qua. Per me è quasi come essere tornata al punto di partenza. Un anno fa ero in Brasile, durante il lockdown. Ora mi trovo in Brasile in una sorta di “fuga” da una Italia che ci ha blindato e tolto ogni libertà di scelta in poco più di un anno.

Siamo già stati a Porto Seguro, nel settembre 2010, o meglio, ad Arrajal d’ajuda, piccolo borgo esclusivo che si raggiunge attraverso l’imbarco su una chiatta che attraversa un fiume: il paesello si trova al di là, zona sud rispetto Porto Seguro.
A Porto Seguro, mio zio, che vive però in Italia attualmente, ha con altri soci, in costruzione una struttura residenziale che affitta, perciò abbiamo un appoggio. Jericoacoara sarebbe stata la nostra scelta, ma per le normative Covid, lo stato del Cearà è entrato in semi lockdown, ovvero si trova nella situazione in cui mi trovavo io lo scorso anno: tutto chiuso, ma nessuno chiuso in casa. Ma attenzione, lo stato si trova in questa situazione solo da metà marzo, e da agosto scorso, quando ha riaperto tutto, non ha subito altre chiusure…ora, in bassa stagione, il governatore ha scelto di entrare in lockdown.

Nello stato di Bahia, dove ci troviamo ora, le norme sono differenti: coprifuoco dalle 18 fino alle 6, con chiusura ristoranti e bar, ma se si alloggia in una struttura alberghiera (compreso le pousade) si può cenare all’interno della struttura. Dalle 6 alle 18 è tutto aperto. Spiaggia compresa.


La nostra scelta, questa volta, è caduta su Santo André, a circa un’ora di strada dal centro di Porto Seguro.

Una volta atterrati abbiano noleggiato l’auto prenotata attraverso booking.com al Foco, che si raggiunge con la navetta gratuità fuori dall’aeroporto, una Volkswagen Gol (auto solo per il mercato brasiliano) e sulla stasa per Santo André, nella zona della balsa, ovvero dove ci si imbarca per andare al di là del fiume (anche Santo André si trova al di là, ma verso nord rispetto a Porto Seguro) ci siamo fermati a pranzare nel paesino piccolo, ma ben ricco di locali di spiagge incontaminate: Cabralia, ristorante Tropical. E ovviamente…Picanha con aipim frito e caipi: triade perfetta..

Primo pranzo brasiliano!

Costo di attraversata per due persone con auto: 23 Reais, ovvero circa 4 euro.

Nel tragitto per raggiungere la nostra pousada abbiamo, per ora, notato che le mascherine vengono indossate a proprio piacimento, ovvero nei centri urbani sono più presenti che in quelli piccoli. Il cameriere del ristorante, il personale della pousada e in aeroporto la indossavano tutti.

Abbiamo la villa numero 30 all’interno della pousada Vila Araticum che è una via di mezzo tra un resort e una pousada semplice perché è molto chic e più grande delle strutture similari, è una sorta di eco resort direttamente sulla spiaggia, ha due ristoranti, uno sul mare e l’altro per la sera. Noi abbiamo fatto un giro breve sulla spiaggia nel pomeriggio: molto particolare perché zona protetta per le tartarughe infatti non si può accedervi oltre le 18 per non disturbarle.
Questa sera ovviamente mangeremo qua…. Perché non si può fare altrimenti, e vi diamo appuntamento ai prossimi giorni….

Giorno 8: notizie da Gran Canaria

Giorno 8: notizie da Gran Canaria

Notizie dal mondo: qui da Gran Canaria si cerca di tornare alla normalità con aperture e i turisti, sebbene pochi, ben accetti.

Giorno 6: Gran Canaria

Giorno 6: Gran Canaria

I primi giorni trascorsi a Gran Canaria scoprendo l’isola.. le sue spiagge i suoi ristoranti e le sue specialità …

Giro del mondo in 80 piatti – parte 2, dal 4 gennaio al 24 marzo 2021

Giro del mondo in 80 piatti – parte 2, dal 4 gennaio al 24 marzo 2021

Diamo il bentornato ad una delle rubriche più amate del 2020:

GIRO DEL MONDO IN 80 PIATTI, parte 2

Così come nella prima parte, affronteremeno insieme un lungo viaggio virtuale attraverso le diverse nazioni grazie ai piatti tipici di ognuno di esse.

La rubrica avrà inizio il 4 gennaio e ci terrà compagnia fino al 24 marzo, e con lei torneranno anche gli appuntamenti “on air” con ViaggiandoMangiando On air * e le dirette dalla Pagina Facebook di ViaggiandoMangiando.

Così come in passato, la rubrica sarà suddivisa in blocchi:

  • Blocco 1: luoghi dove NON sono mai stata, a sua volta suddiviso in “nuovi” e “già incontrati grazie al blog”.
  • Blocco 2: luoghi dove sono già stata.
  • Blocco 3: luoghi dove sono già stata, e vorrei tornare.

BLOCCO 1, questa volta comincerò proprio dai luoghi sconosciuti, alcuni probabilmente non li visiterò mai, se non attarverso alle ricette, altri invece potrebbero proprio attrarmi grazie alla rubrica, altri ancora sono destinazione remote del mondo, difficili da raggiungere.

BLOCCO 2, alcuni di questi luoghi sono già stati raccontati attraverso la prima parte della rubrica “Giro del Mondo in 80 piatti”, altri invece saranno delle vere e proprie new entry…

BLOCCO 3, e infine i miei luoghi del cuore, quelli dove tornerei ancora e ancora e ancora, o semplicemente quelle destinazioni che vorrei conoscere meglio.

Con la solita speranza, spero non vana, di poter a marzo, al termine della nostra rubrica di ricette e viaggi, di poter finalmente tornare a viaggiare non solo virtualmente.

Ancora una volta:

BUON VIAGGIO!

Per i non vedenti e per chi non ama leggere ecco il PODCAST dell’articolo (tempo di ascolto: 6:07):
Ascolta “Giro del mondo in 80 piatti – Parte 2” su Spreaker.

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Il titolo della rubrica richiama chiaramente un grande classico della letteratura… Perchè non riscoprirlo?

GIRO DEL MONDO IN 80 GIORNI, Jules Verne, copertina flessibile 9,00 €