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Gratinée Lyonnaise: la ricetta originale della zuppa di cipolle alla lionese

La Gratinée Lyonnaise è un piatto caldo al cucchiaio appartenente alla tradizione culinaria francese, nello specifico della città di Lione

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Si tratta di una variante arricchita della classica zuppa di cipolle (soupe à l’oignon).

La preparazione si basa su un fondo di cipolle dorate affettate sottilmente e stufate a fuoco lento per un tempo prolungato, fino a ottenere una completa caramellizzazione degli zuccheri naturali dell’ortaggio.

Successivamente, le cipolle sono bagnate con brodo di carne e la zuppa viene assemblata, spesso in ciotole di terracotta, e stratificata con fette di pane tostato e abbondante formaggio Gruyère o Emmental, per poi essere passata al forno in modalità grill fino alla formazione di una crosta dorata e croccante.

Infine in un foro nella crosta di formaggio si introduce una miscela di tuorli d’uovo sbattuti e vino Madera (o Porto).

Le origini della zuppa di cipolle affondano nell’antichità romana, periodo in cui era considerata un cibo povero e di sussistenza, data la grande disponibilità e il basso costo delle cipolle.

La sua evoluzione moderna risale tuttavia al XVIII secolo in Francia.

Mentre la versione parigina divenne celebre nei mercati generali di Les Halles come pasto energetico notturno o mattutino per i lavoratori, la variante lionese si consolidò tra il XIX e il XX secolo all’interno dei bouchons, le tipiche trattorie di Lione.

In questi locali, gestiti originariamente dalle Mères Lyonnaises (le cuoche che standardizzarono la cucina regionale), la zuppa assunse una connotazione più ricca e strutturata, pensata per ristorare i tessitori di seta (i canuts) e i lavoratori dell’area urbana.

La consacrazione internazionale della ricetta lionese si deve in seguito a chef storici come Paul Bocuse, che ne codificarono i passaggi tecnici e gli ingredienti caratteristici.

Ascolta la ricetta

  • CostoEconomico
  • Tempo di preparazione15 Minuti
  • Tempo di cottura48 Minuti
  • Porzioni4Persone
  • Metodo di cotturaFornelloForno
  • CucinaFrancese
  • StagionalitàTutte le stagioni
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Ingredienti

1 kg cipolle dorate
50 g burro
1 cucchiaio olio di oliva
1 pizzico zucchero
2 cucchiai farina
150 ml vino bianco secco
1.5 l brodo di carne (caldo)
q.b. timo
1 foglia alloro
q.b. sale e pepe
12 fette pane (tipo baguette)
150 g Formaggio Gruyère (o Emmental grattugiato)

Per il servizio:

2 tuorli
4 cucchiai vino MaderaAcquista (o Porto)

Strumenti

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Passaggi

La base e la caramellizzazione
In una casseruola capiente dal fondo spesso, sciogli il burro insieme all’olio. Aggiungi tutte le cipolle affettate e un pizzico di sale.

Copri e lascia appassire a fuoco medio-basso per 10 minuti.

Togli il coperchio, aggiungi lo zucchero e prosegui la cottura a fuoco dolce per circa 30-40 minuti, mescolando spesso. Le cipolle devono ridursi drasticamente e assumere un colore ambrato scuro e profondo.

La pazienza in questa fase è tutto: è la caramellizzazione degli zuccheri naturali della cipolla a dare il tipico sapore alla zuppa.


La cottura del brodo
Spolverizza le cipolle con la farina e mescola energicamente per un minuto per tostarla leggermente.

Sfuma con il vino bianco secco, raschiando bene il fondo della pentola per recuperare tutti i succhi zuccherini.

Una volta evaporato l’alcol, versa il brodo bollente. Aggiungi il timo e l’alloro. Regola di sale e pepe, copri parzialmente e lascia sobbollire a fuoco lento per altri 25-30 minuti.


La tostatura e l’assemblaggio
Mentre la zuppa finisce di cuocere, tosta le fette di pane in forno fino a renderle croccanti. Elimina gli aromi dalla zuppa.

Prendi 4 ciotole di ceramica monoporzione adatte al forno o un’unica grande zuppiera da forno.

Distribuisci sul fondo un mestolo di zuppa, adagia un paio di fette di pane tostato, cospargi con un po’ di formaggio e copri con altra zuppa e altre cipolle.

Termina la superficie coprendo interamente lo strato superiore di pane con il restante Gruyère grattugiato.


La gratinatura
Inforna in modalità grill alla massima potenza (circa 220°C-230°C) per 8 minuti, finché il formaggio non ha formato una crosta dorata, bollente e con le tipiche bollicine scure.


Il servizio alla lionese
In una tazzina, sbatti rapidamente i due tuorli d’uovo con il Madera. Appena sforni le ciotole, porta in tavola e, davanti ai commensali, solleva delicatamente un angolo della crosta gratinata con un cucchiaio.

Versa un quarto della miscela di uovo e vino in ogni ciotola, infilando il cucchiaio sotto il pane per incorporarla al brodo bollente (touiller la gratinée). Servila immediatamente.

FAQ (Domande e Risposte)

Quale è la differenza tra Gratinée Lyonnaise e Soupe à l’oignon parigina?

Sebbene la base di partenza sia comune, la Gratinée Lyonnaise si distingue in modo netto dalla classica Soupe à l’oignon parigina e dalle varianti rurali per alcuni dettagli tecnici fondamentali:

La legatura con l’uovo e il vino (Chabrot o Liaison): La differenza principale risiede nel servizio. Nella versione lionese tradizionale, subito dopo la gratinatura in forno, viene praticato un foro nella crosta di formaggio per introdurre una miscela di tuorli d’uovo sbattuti e vino Madera (o Porto).
Questo liquido, amalgamato al brodo bollente sottostante, crea un’emulsione vellutata che arricchisce la consistenza della zuppa, un passaggio assente nella versione di Parigi.

L’uso dei grassi: Mentre la ricetta parigina prevede l’impiego esclusivo del burro per la cottura delle cipolle, le versioni lionesi più antiche e rurali utilizzavano spesso lo strutto (saindoux), talvolta combinato con l’olio d’oliva, a testimonianza delle diverse disponibilità economiche delle campagne circostanti.

L’addensante: La versione parigina prevede comunemente l’aggiunta di farina per addensare il brodo (tecnica del singler). Al contrario, una variante storica del territorio di Lione esclude la farina e il pane, impiegando al loro posto una piccola quantità di riso a chicco tondo cotto direttamente nel brodo per sfruttare l’amido come legante naturale.


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Pubblicato da viaggiandomangiando

Classe 1980, ligure, ha pubblicato tre romanzi e altrettante raccolte di poesia, diplomata al Centro Sperimentabile di Cinematografia in sceneggiatura e produzione fiction televisiva, si occupa dell'organizzazione degli eventi artistico/culturali dell'associazione di cui è presidente.