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Giorno 29: ultimi giorni di Brasile

Giorno 29: ultimi giorni di Brasile

Iniziato il conto alla rovescia dei nostri ultimi giorni di Brasile trascorsi ancora tra spiagge, sole, caldo e ottimo cibo locale .

Giorno 25: tour delle spiagge di Porto Seguro

Giorno 25: tour delle spiagge di Porto Seguro

E continua il nostro tour nelle spiagge di Porto Seguro scoprendole e assaggiando anche i piatti tipici nelle baracche sulle spiagge.

Giorno 18: Trancoso

Giorno 18: Trancoso

Prima di partire alla volta di Trancoso domenica abbiamo preso un ottimo aperitivo con una splendida vista mare in uno dei pochi locali di Santo André aperto: il bistrot Luz das Minas, mentre la nostra ultima cena a Villa Araticum abbiamo scelto due tra i piatti che abbiamo amato di più: il filet mignon accompagnato da manioca sauté, ovvero cotta e poi fatta saltare nel burro, davvero molto cremosa e bife ancho accompagnato invece dal riso biri biri, piatti che vedete qui sotto:

I due piatti migliori al Vila Araticum

Ieri, lunedì mattina, dopo la solita abbondante colazione in compagnia delle scimmiette che sono a centinaia nella foresta che affiancava la nostra pousada, abbiamo lasciato la bianca e meravigliosa spiaggia di Santo André, il suo sole, i suoi timidi granchi dalla chela grande, conosciuti in Italia con il nome granchio fantasma, le sue bellezze e la sua tranquillità per raggiungere Trancoso.
Durante il viaggio in Brasile di 11 anni fa, eravamo già stati a Trancoso e ricordo una lunga passeggiata sulla spiaggia durata quasi un’intera giornata per tornare poi ad Arrajal d’Ajuda dove, allora, alloggiavamo. Ma questa volta abbiamo deciso di trascorrervi almeno tre notti.

Attraversando ancora attraverso la balsa siamo ritornati quasi al punto di partenza e ci siamo fermati sulla spiaggia di Cabralia dove abbiamo pranzato in una delle baracche direttamente sulla spiaggia “Wave beach”: l’immancabile calabresa açebolada, come vedete nel video qui sotto:

Per chi non ci avesse seguito negli altri viaggi in Brasile volevo solo sottolineare che quando parlo di baracca, significa quello che noi definiremmo “chiosco sulla spiaggia”, ma in Brasile viene definito così.

Una volta aver nuovamente attraversato con la balsa, da Porto Seguro (25 reais, circa 4,50 euro, ma per il ritorno solo 20 reais perché i passeggeri non pagano) con un viaggio di circa un’ora, attraverso lunghe distese verdi e grandi fazende, abbiamo raggiunto Trancoso che, onestamente ricordavo molto meno trafficata, ma in effetti sono passati 12 anni.

Alloggiamo nel particolare boutique hotel “Trancoso house” in una via parallela della zona centrale chiamata Quadrado, un arredamento che definirei minimal chic, con una grafica piscina e siamo al “quarto” numero 3. Una bella reception, con un simpatico ragazzo brasiliano che ci ha accolto e sommerso di informazioni.

Una prima passeggiata notturna nel centro di Trancoso ci ha letteralmente scioccato, perché in 11 anni c’è stata una trasformazione tale che ci ha riportato a quando siamo tornati a Jericoacoara dopo 8 anni e tutto era cambiato. 11 anni fa il Quadrado, che è la piazza centrale, era solo un pezzo di terra davanti a una chiesa bianca, circondato da qualche negozio e un paio di ristoranti. Oggi, la piazza è completamente accerchiata da ristoranti, tutti molto chic, con luci soffuse, arredamento in legno stile shabby e decisamente è completamente differente da come lo ricordavamo! Più bello? Non saprei.. Sicuramente più turistico.

Abbiamo cenato all’interno della pousada, ma con servizio a delivery direttamente in camera con beiju de tapioca, petto di pollo grigliato e spiedino di carne, ma nel nostro breve tour serale abbiamo compreso che le regole dell’orario del lockdown qui sono molto più labili, si può infatti cenare seduti al ristorante fino alle 20, nonostante il decreto dica fino alle 18…

Cena a delivery!

C’è la colazione americana, c’è la colazione all’inglese, c’è la colazione irlandese e scozzese, quella cinese poi c’è la colazione brasiliana… Magari meno nota delle altre, ma sicuramente dello stesso livello. Anche qui al Trancoso House c’è un eccellente e ricco buffet soprattutto di bolos sia salati che dolci e poi una incredibile scelta a la carte.
La mattinata di oggi martedì 6 aprile é perciò cominciata molto bene, peccato poi per la pioggia che ci ha più o meno accompagnati per tutto il giorno.. siamo riusciti a scendere in spiaggia e, non è facile trovare la via per la Praia e per darvi un’indicazione: guardando la chiesa di San Giovanni Battista nel Quadro, alla vostra destra c’è una strada che conduce direttamente alle spiagge, che sono tre: Praia Dos Nativos, Praia Dos Coqueiros e Praia Verde e si susseguono. Ricordavo le lunghe spiagge dal colore marrone dorato, ma non ricordavavo assolutamente tutte le strutture molto chic, anche queste come quelle in centro, che si snocciolano lungo la battigia di Praia dos Nativos.

Abbiamo pranzato in una di esse, Uxua, dove si possono anche noleggiare degli splendidi lettini in legno, matrimoniali e con un materasso bianco per 100 reais a persona per tutto il giorno.

Per me un insalata con caju, ananas, e petto di pollo grigliato, per Stefano l’immancabile quinoa con gamberi, spinaci, zenzero e mango. Menù di chiaro taglio internazionale e devo dire piuttosto originale, ma anche caro rispetto alla media brasiliana.

Stasera aperitivo con Caipirinha e una meravigliosa linguiça mineira, da Minas Gerais, che è più grande e più speziata di quella che solitamente mangiamo, nel ristorante “Bem te vi” e poi decidendo di cenare alle 19 ci siamo potuti accomodare in un ristorante, dove finalmente mi è arrivata la casquinha de siri che aspettava ancora da il ristorante di Santo André 😆😆e a seguire picanha con contorno di verdure, direttamente nel quadrado al ristorante e chopperia “Pi quià” come vedete nel video che segue:

Mascherine solo all’interno, non obbligatorie all’esterno, e come abbiamo potuto notare allungamento del lockdown a partire dalle 20.

Menomale!

Cena nel Quadrato a Trancoso

Speriamo nel buon tempo di domani. Noi vi diamo appuntamento a Porto Seguro, l’ultima tappa del nostro viaggio, dove ci trasferiremo tra 2 giorni !


Per dovere di cronaca a quanti so che sono preoccupati perché ci troviamo in Brasile o perché ascoltando i telegiornali credono che qui si muoia di Covid ad ogni angolo, vorrei spingervi ancora una volta, così come hai fatto nella diretta Facebook, a riflettere su quanto è grande il Brasile e quindi a fare una proporzione rispetto all’Italia all’Europa e al resto del mondo. Dove ci troviamo noi, il distanziamento sociale é naturale ed è ovvio che nelle grandi città ci sia più concentrazione del virus e un po’ più di difficoltà a gestirlo dal punto di vista sanitario, ma qui siamo passati davanti a diversi ospedali e nessuno ha la fila fuori che attende e tantomeno si sentono passare delle ambulanze e altra precisazione, anche i cimiteri, almeno quei pochi che abbiamo visto noi, non sono presi d’assalto così come ci fanno credere in televisione.
Ultima annotazione : qui sono arrivati a vaccinare già nella fascia che va tra il 60 e 70 anni, sono perciò anche un po’ più avanti rispetto a noi…


Giorno 16: notizie dal Brasile

Giorno 16: notizie dal Brasile

Le giornate trascorse a Santo André nel relax delle spiagge infinite, bianche e selvagge, il buon cibo e la tranquillità della vacanza.

Giorno 12: Santo André (Brasile)

Giorno 12: Santo André (Brasile)

Arrivati nel paesino di Santo André ci godiamo la spiaggia e le delizie del luogo, con piatti noti e anche nuove specialità mai assaggiate.

Giorno 10: il viaggio continua

Giorno 10: il viaggio continua

Il viaggio continua…scoprite dove in questo video:

Torniamo indietro di un giorno…


Ieri, domenica 28 marzo, dopo aver pranzato con Lucrezia e la sua famiglia sulla spiaggia di Anfi, accanto a noi, al ristorante “Mar de Tapas” con Chicken Cesar Salad e le nostre ultime tapas: chorizo parillado e ovviamente papas arrugadas con mojo, ci siamo diretti in aeroporto.

La riconsegna dell’auto ci ha confermato la poca efficienza della GoldCar. Non fate la fila per consegnare la chiave, semplicemente restituitela al banco. Non serve altro.

Aeroporto di Las Palmas grande, con un quarto di negozi aperti, voli in partenza prevalentemente per Madrid e le altre isole.

Primo volo: IBERIA per Madrid, imbarcati ore 19.15 locali (Canarie meno 1 ora rispetto all’Italia, anche con l’ora legale). Panico al check in: non volevano farci partire perché non abbiamo il volo di rientro. Pazientemente ho spiegato alla signora che parlava ben poco inglese, come un po’ tutti a Gran Canaria, che possiamo soggiornare in Brasile per un massimo di 90 giorni senza visto, che le normative Covid non prevedono restrizioni di carattere “aereo”, ma solo sanitarie. Alla fine si è convinta….

Secondo volo: IBERIA per San Paulo.
Ricordate come finisce “Il giro del mondo in 80 giorni”? Willy Fog vince la scommessa grazie ai fusi orari. Ecco, noi abbiamo rischiato di essere beffati proprio da un fuso orario. Madrid è un’ora avanti rispetto alle Canarie. Ce ne siamo resi conto solo atterrando, in ritardo di 20 minuti. Avevamo solo un’ora di tempo per imbarcarci sul volo, e Madrid è uno degli aeroporti più incasinati al mondo. 24 minuti per raggiungere il terminal S, percorsi in 12 minuti, di corsa, a perdi fiato. Non ce l’avremmo mai fatta se il volo non fosse partito con 20 minuti di ritardo causa approfonditi controlli.

Una volta quando si saliva su un aereo per una lunga attraversata (10 ore e 45 minuti) era già come essere in vacanza, adesso si viaggia come su un bus. Viene sbrigativamente servito il pasto dopo di che le hostess non si vedono più fino allo sbarco e i loro toni sono quello marziali del comando per il rispetto delle normative di bordo, che essenzialmente sono: indossa la mascherina. Non ci sono più i giornali di bordo, i film scarseggiano perché ovviamente le uscite cinematografiche si sono dimezzate.

Stamattina, lunedì 29 marzo, ore 7.45, terzo volo: LATAM per Porto Seguro.
Tutto regolare e tranquillo. A San Paulo abbiamo sdoganato i bagagli per imbarcarli sul volo domestico e abbiamo passato la dogana più veloce della storia brasiliana…solitamente ci vogliono ore, ce la siamo cavata in 5 minuti: ci hanno chiesto solo il passaporto e null’altro.

Totale ore di volo effettive: 14 e 40 minuti.

Siamo a + 5 ore rispetto l’Italia.

Vi state chiedendo come si arriva in Brasile, vero?
Se avete visto il video sopra in qualche modo ve l’ho spiegato, ma ecco nel dettaglio:

Tutti i passeggeri devono compilare la dichiarazione obbligatoria sulla salute on line (DSV); il modulo deve essere compilato da tutti i passeggeri (https://formulario.anvisa.gov.br/). Senza la presentazione della conferma via e-mail della DSV, l’imbarco sarà negato all’origine. Anche i passeggeri con collegamenti internazionali in Brasile devono presentare la dichiarazione sulla salute.

Venerdì abbiamo infatti fatto il tampone molecolare alla Clinica Scandinavica Puerto Rico la cifra di ben 130 euro a persona !!!! E io che credevo fosse già caro in Italia…ma non c’era altra soluzione e in Spagna i prezzi per i tamponi non rapidi sono questi (quelli rapidi, che sono sufficienti per il rientro in Italia, costano 60€).
Nel corso della settimana trascorsa abbiamo vagliato più ipotesi…abbiamo virtualmente girato il mondo e le due mete più facili da raggiungere, ovvero quelle senza necessità di tampone, sarebbero state: Messico (da cui, tra l’altro dopo due settimane saremmo addirittura potuti entrare negli Stati Uniti) e Costarica. In entrambi è tutto aperto. La difficoltà è nata per i voli: carissimi. Pur risparmiando con il tampone, le cifre erano davvero improponibili. Così abbiamo scelto il nostro Brasile. Tampone per tampone, spesa per spesa, tanto vale andare in quella che per noi è una sorta di “seconda casa”.

Il Brasile non preclude l’ingresso per turismo e la Spagna non vieta i viaggi per turismo, perciò il nostro viaggio è regolare. Non lo sarebbe stato se fossimo partiti dall’Italia da dove si può raggiungere il Brasile solo per motivi famigliari o di lavoro, sempre che si trovino dei voli, che sono assai scarsi.

Ed eccoci qua. Per me è quasi come essere tornata al punto di partenza. Un anno fa ero in Brasile, durante il lockdown. Ora mi trovo in Brasile in una sorta di “fuga” da una Italia che ci ha blindato e tolto ogni libertà di scelta in poco più di un anno.

Siamo già stati a Porto Seguro, nel settembre 2010, o meglio, ad Arrajal d’ajuda, piccolo borgo esclusivo che si raggiunge attraverso l’imbarco su una chiatta che attraversa un fiume: il paesello si trova al di là, zona sud rispetto Porto Seguro.
A Porto Seguro, mio zio, che vive però in Italia attualmente, ha con altri soci, in costruzione una struttura residenziale che affitta, perciò abbiamo un appoggio. Jericoacoara sarebbe stata la nostra scelta, ma per le normative Covid, lo stato del Cearà è entrato in semi lockdown, ovvero si trova nella situazione in cui mi trovavo io lo scorso anno: tutto chiuso, ma nessuno chiuso in casa. Ma attenzione, lo stato si trova in questa situazione solo da metà marzo, e da agosto scorso, quando ha riaperto tutto, non ha subito altre chiusure…ora, in bassa stagione, il governatore ha scelto di entrare in lockdown.

Nello stato di Bahia, dove ci troviamo ora, le norme sono differenti: coprifuoco dalle 18 fino alle 6, con chiusura ristoranti e bar, ma se si alloggia in una struttura alberghiera (compreso le pousade) si può cenare all’interno della struttura. Dalle 6 alle 18 è tutto aperto. Spiaggia compresa.


La nostra scelta, questa volta, è caduta su Santo André, a circa un’ora di strada dal centro di Porto Seguro.

Una volta atterrati abbiano noleggiato l’auto prenotata attraverso booking.com al Foco, che si raggiunge con la navetta gratuità fuori dall’aeroporto, una Volkswagen Gol (auto solo per il mercato brasiliano) e sulla stasa per Santo André, nella zona della balsa, ovvero dove ci si imbarca per andare al di là del fiume (anche Santo André si trova al di là, ma verso nord rispetto a Porto Seguro) ci siamo fermati a pranzare nel paesino piccolo, ma ben ricco di locali di spiagge incontaminate: Cabralia, ristorante Tropical. E ovviamente…Picanha con aipim frito e caipi: triade perfetta..

Primo pranzo brasiliano!

Costo di attraversata per due persone con auto: 23 Reais, ovvero circa 4 euro.

Nel tragitto per raggiungere la nostra pousada abbiamo, per ora, notato che le mascherine vengono indossate a proprio piacimento, ovvero nei centri urbani sono più presenti che in quelli piccoli. Il cameriere del ristorante, il personale della pousada e in aeroporto la indossavano tutti.

Abbiamo la villa numero 30 all’interno della pousada Vila Araticum che è una via di mezzo tra un resort e una pousada semplice perché è molto chic e più grande delle strutture similari, è una sorta di eco resort direttamente sulla spiaggia, ha due ristoranti, uno sul mare e l’altro per la sera. Noi abbiamo fatto un giro breve sulla spiaggia nel pomeriggio: molto particolare perché zona protetta per le tartarughe infatti non si può accedervi oltre le 18 per non disturbarle.
Questa sera ovviamente mangeremo qua…. Perché non si può fare altrimenti, e vi diamo appuntamento ai prossimi giorni….

Giorno 8: notizie da Gran Canaria

Giorno 8: notizie da Gran Canaria

Notizie dal mondo: qui da Gran Canaria si cerca di tornare alla normalità con aperture e i turisti, sebbene pochi, ben accetti.

Giorno 6: Gran Canaria

Giorno 6: Gran Canaria

I primi giorni trascorsi a Gran Canaria scoprendo l’isola.. le sue spiagge i suoi ristoranti e le sue specialità …

Giorno 12: ultima serata a Goa

Giorno 12: ultima serata a Goa

Oggi è l’ultima giornata intera a Goa.  Domani partiremo nel tardo pomeriggio alla volta dell’aeroporto, in queste giornate trascorse qui oltre ad approfondire la nostra conoscenza della cucina indiana abbiamo notato alcuni aspetti curiosi e interessanti della cultura indiana, tra questi: sulla spiaggia vendono il miele, ma ancora nell’alveare con ancora  le api… Le donne  fanno il bagno quasi completamente vestite, e questo probabilmente dipende dalla religione di appartenenza, inoltre non si fanno mai fotografare da sole e sono loro a fotografare i propri compagni che vengono ritratti in posizione da set fotografico un po’ come noi donne occidentali ci facciamo fotografare dei nostri compagni maschi. Ancora.. le donne e salgono sulle moto come passeggero posteriore allo stesso modo in cui noi andavamo negli anni ’50 ovvero a gambe unite. In aeroporto le donne vengono “perquisite” al metal detector solo da altre donne e dentro un’apposita cabina. Se siete sulla spiaggia di Goa vi consigliamo vivamente di utilizzare il fatto che nessuno parla italiano per fingere di non capire le numerose venditrice ambulanti sulla spiaggia perché se per caso promettete di comprare qualcosa nei giorni a venire, non vi molleranno più e sono davvero asfissianti, al limite del litigio! Incompresibilmente  sono le uniche donne che parlano bene l’inglese e ovviamente dovete contrattare. Agli indiani piace urlare un po’ come fanno da noi i nostri napoletani e non importa che sia alla mattina presto in mezzo ad un corridoio oppure all’ora dell’aperitivo in mezzo ad una piscina! Il coltello spesso non viene portato a tavola, in effetti non serve molto…

Pensate di fare un viaggio in India?

Non fatelo se:

  • siete schizzinosi;
  • non amate le spezie;
  • cercate locali alla moda;
  • amate i comfort e il lusso;
  • odiate il traffico;
  • non vi piace aspettare a lungo prima di essere serviti al ristorante.

Al contrario scegliete una vacanza in India se:

  • amate le vacanze easy;
  • vi piace provare e sperimentare le cucine locali ed etniche;
  • amate la natura;
  • amate la musica da discoteca, ma quella bella, quella da ballare, quella che vi cattura;
  • (se optate per una meta di mare) vi piacciono le spiagge lunghe selvagge ed incontaminate;
  • vi piace lo yoga;
  • volete spendere davvero poco per mangiare tanto.

Oggi abbiamo mangiato di nuovo da “Hadimba” preferendo un biryani con i gamberi ( anche se era più un biryani di cipolle)  e una zuppa di lenticchie ovvero dal, con missy roti che comprende nell’impasto spezie  e cipolle.

Ultima cena indiana a “O’Saiba restaurant“, anch’esso dentro una struttura alberghiera sebbene molto semplice. Abbiamo esagerato un po’..chicken kebab platter (uno splendido mix dei vari kebab di pollo), sizzler king prawn (gamberi serviti in una foglia di cavolo con salsa e accompagnamento di verdure stufate), jeera rice e biryani al pollo con paratha alla menta e alle patate. Ricordate sempre che le porzioni di un piatto sono praticamente per due, perciò una cena di questo genere è davvero troppo!

 

Kebab chicken platter

Sizzler king prawn

Con la tristezza nel cuore ci prepariamo a salutare Goa, l’India, il suo clima caldo, ventilato e secco, le sue lunghe spiagge, i suoi sapori speziati, le sue bizzarre usanze.

– 6 giorni alla partenza: il nostro itinerario di viaggio

– 6 giorni alla partenza: il nostro itinerario di viaggio

Meno 6 giorni alla partenza, questa volta destinazione India con i suoi sapori e i suoi colori! Ecco l’itinerario di viaggio.