Come sapete, sono arrivata nella mia fatiscente Phoenix Island domenica 25 ottobre — e dico fatiscente perché ve l’ho già raccontato nel dettaglio nell‘articolo precedente.
Thank you for reading this post, don't forget to subscribe!Alla fine, però, la sistemazione si è rivelata una bolla di tranquillità quasi surreale, dandomi l’impressione costante di sentirmi parte di un futuro distopico.
Lunedì 26 ottobre Stefano mi ha raggiunta dall’Italia e ha preso il via la nostra vacanza all’insegna delle tante attività da fare a Sanya.
Nei primi giorni, per permettergli di acclimatarsi al meglio, l’ho condotto alla scoperta di Sanya Bay, un luogo che ormai conosco alla perfezione avendolo vissuto per diverse settimane.
Per il cena ci siamo fermati prima da 福记羊羊羊汤馆 (Fújì Yángyángyáng Tāngguǎn), un piccolo e caratteristico locale riconoscibile dalla grande insegna luminosa rossa con scritte gialle.
Specializzato in zuppe d’agnello e specialità tradizionali del Nord della Cina:
- 烧饼夹肘子肉 Shāobǐng Jiā Zhǒuziròu – 12 RMB: Un focaccino croccante al sesamo (shāobǐng) farcito con stinco di maiale brasato e tritato con peperoncini verdi freschi. Il contrasto tra la fragranza del pane e la morbidezza saporita della carne rende questo street food un piccolo capolavoro di gusto.
- 驴肉蒸饺 Lǘròu Zhēngjiǎo – 30 RMB: Ravioli al vapore ripieni di carne d’asino (lǘròu), tipici della tradizione gastronomica del Nord della Cina (in particolare dell’Hebei e dello Shanxi).
- 羊肉汤 Yángròutāng – 35 RMB : la ricca e confortante zuppa di carne d’agnello, dal brodo chiaro ma saporito, che avevo giá assaggiato

Per far conoscere a Stefano i miei punti di riferimento preferiti, martedí 27 ottobre poi l’ho portato in quello che è diventato indiscutibilmente il mio posto del cuore in queste settimane a Sanya.
Si tratta del piccolo xiǎochīdiàn (小吃店, la tipica tavola calda di quartiere) specializzato in cucina dell’Hunan, situato proprio vicino all’alloggio dove ho trascorso le prime due settimane.
Per me è stata addirittura la quarta volta che ci tornavo! Un locale informale, verace e incredibilmente saporito, dove abbiamo ordinato una serie di piatti:
- 湘西腊肉饭 Xiāngxī Làròu Fàn – 25 RMB: Un saporitissimo riso servito con carne di maiale affumicata ed essiccata tipica della regione dello Xiangxi servito nel cestello di legno.
- 木耳肉丝粉 Mù’ěr Ròusī Fěn – 15 RMB: Tagliolini di riso dell’Hunan (Húnán mǐfěn) accompagnati da straccetti di maiale e funghi orecchio d’giuda (mù’ěr).
- 干锅土豆 Gānguō Tǔdòu: Le patate saltate alla maniera dell’Hunan, rosolate, leggermente speziate e saporitissime.
- 番茄鸡蛋汤 Fānqié Jīdàntāng – 15 RMB: La zuppa al pomodoro e uovo.
Ritornare nei luoghi che mi hanno fatta sentire a casa durante queste settimane e condividere queste scoperte con Stefano è stato uno dei momenti più belli della giornata.



Mercoledì 27 ottobre, invece, ci siamo diretti a Dadonghai.
A differenza della lunga, rilassata Sanya Bay, Dadonghai ha un cuore più dinamico, energico e turistico.
Incastonata tra due promontori montuosi, questa baia a forma di mezzaluna offre una spiaggia di sabbia dorata bagnata da un mare subito più profondo e ideale per il nuoto e gli sport acquatici, come jet-ski e snorkeling.
Raggiungibile in appena dieci minuti di Didi (il mezzo più comodo ed economico per spostarsi in città), è una destinazione ideale per chi desidera esplorare il lato più internazionale e frequentato della costa.
La spiaggia di sabbia dorata è bagnata da un mare subito più profondo rispetto a quello di Sanya Bay, rendendolo adatto a sport acquatici come jet-ski e snorkeling.
Tuttavia, la balneazione è rigorosamente regolamentata: il bagno è consentito esclusivamente all’interno di specifiche aree delimitate da boe e sorvegliate, all’esterno delle quali non è permesso nuotare per motivi di sicurezza.
A differenza dell’ampia ed estesa Sanya Bay – dove si respira la vita quotidiana e si assiste alle attività tradizionali della gente del posto, tra canti, balli di gruppo e momenti di socialità verace –, Dadonghai offre un’esperienza dichiaratamente orientata al turismo.
Il lungomare si sviluppa in un susseguirsi continuo di locali, bar con musica dal vivo e ristoranti con tavoli all’aperto affacciati sulla spiaggia.
Sebbene l’impronta delle strutture sia di stampo internazionale, l’offerta gastronomica rimane radicata nei sapori locali, con prezzi leggermente più alti rispetto ad altre zone della città, ma comunque del tutto accessibili e contenuti.
Durante la nostra tappa a Dadonghai ci siamo concessi un pranzo con vista mare con: 红鱼肉沫茄子 Hóngyú Ròumò Qiézi – 42 RMB: Uno stufato di melanzane servito in coccio caldissimo, insaporito con carne trita di maiale e hóngyú (pesce rosso salato tipico dell’isola).
Il tutto accompagnato da una birra artigianale Jack Panda.

Luhuitou Scenic Area (鹿回头): la collina panoramica tra mito e vista sulla città
Giovedì 29 ottobre, ci siamo dedicati alla visita della Luhuitou Scenic Area (Lùhuítóu), un promontorio roccioso immerso nella natura tropicale situato a sud di Sanya.
L’area è celebre per offrire una spettacolare vista panoramica a 360 gradi sulla città, sui grattacieli di Phoenix Island e sulle baie circostanti, ed è legata a una delle storie d’amore e di origine più importanti dell’etnia Li.
È proprio qui che si colloca la nota leggenda del cervo che si volta: la storia racconta di un giovane cacciatore Li che inseguì un magnifico cervo per tre giorni e tre notti fino al ciglio di questa scogliera.
Quando l’animale si trovò senza via di fuga, si voltò a guardare il cacciatore con occhi dolci e profondi; commosso da quel gesto, il giovane abbassò l’arco e in quel momento il cervo si trasformò in una splendida fanciulla.
I due si innamorarono e si stabilirono sulla collina. Questa leggenda è oggi celebrata sia dalla grande scultura in pietra che domina la vetta, sia nel famoso spettacolo scenografico Sanya Eternal Love (Sānyà Qiāngǔqíng), allestito nel parco tematico cittadino.
Info pratiche per la visita: orari, accessi e costi
- Orari di apertura: Il parco è aperto tutti i giorni dalle 07:30 alle 22:30 (con ultimo ingresso e chiusura delle biglietterie intorno alle 21:30), risultando perfetto sia per le passeggiate diurne sia per ammirare il tramonto e lo skyline illuminato della città.
- Costo dell’ingresso: L’accesso al parco è completamente gratuito.
- Preregistrazione d’ingresso: Per varcare i tornelli è richiesta una rapida registrazione nominale dei visitatori. La procedura si effettua all’ingresso scansionando il codice QR ufficiale tramite le app WeChat o Alipay (inserendo i dati del passaporto per generare il pass digitale a 0 RMB), oppure mostrando il passaporto fisico direttamente al personale della biglietteria.
- Servizi extra a pagamento: L’unica spesa facoltativa riguarda il trenino navetta ecologico interno che conduce direttamente in cima alla collina (al costo di circa 28 RMB a persona A/R), un’opzione comoda per chi vuole evitare la salita a piedi lungo i sentieri, ma la vera escursione è la camminta per raggiungere la cima.
Una volta conclusa la passeggiata e discesi dalla collina, abbiamo pranzato in uno dei molti punti di ristoro.
Dàwáng Lǔròufàn (大王卤肉饭, 24 RMB), il riso sormontato da morbido maiale stufato a lungo in un fondo denso e aromatico di soia e spezie, e una ricca zuppa calda di cavolo cinese e tofu stufato, arricchita con uovo fritto Jiāndàn Bábài Dùn Dòufu 煎蛋白菜炖豆腐, 19 RMB.


Per la cena ci siamo diretti al ristorante Jiǔ Zhuǎn Xiǎomó (九转小磨), all’interno del Centro Commerciale Sanya One accanto al ponte che conduce a Phoenix Island, un locale specializzato in cucina del Nord-Est della Cina (Dōngběi cài) e nella lavorazione artigianale della soia.
La proposta della carta spazia dai classici panificati rustici del settentrione a preparazioni stufate e rivisitazioni contemporanee.
- Shǒu dǎ yuánjiāng dòufu (手打原浆豆腐): Il piatto simbolo del locale. È un tofu fresco artigianale ricavato da latte di soia estratto al momento e servito caldo in una pentola di terracotta rivestita di garza di cotone per mantenerne la consistenza morbida e idratata.
- Servito accompagnato da un vassoio a quattro scomparti contenente condimenti specifici per personalizzare ogni boccone:
- Chico/fagioli di soia gialla fermentati e marinati in salsa di soia e spezie;
- Cipollotto fresco tritato (o erba cipollina cinese) per dare freschezza;
- Carne di maiale macinata e saltata in salsa piccante (ròumò) per apportare sapidità e grassezza;
- Radice di senape fermentata tritata (zhàcài), croccante e leggermente agrodolce.
- Cài tuánzi (菜团子): Fagottini al vapore d’origine rurale tipici delle province settentrionali (come Hebei e Shanxi). Nati storicamente come cibo contadino, presentano un involucro rustico e sottile a base di farina di mais che racchiude un abbondante ripieno di verdure a foglia verde tritate.
- Nǎi xiāng shǒu sī bǐng (奶香手撕饼): Una focaccia sfogliata a base di farina di frumento, cotta alla piastra e lavorata a strati concentrici con un leggero aroma di burro/latte (nǎi xiāng). Appartiene alla cultura dei panificati della Cina settentrionale e si consuma sfilacciandola direttamente con le mani lungo le venature della sfoglia.
- Gālí féiniú tǔdòu ní (咖喱肥牛土豆泥): A differenza delle altre pietanze, questo piatto non appartiene alle cucine regionali storiche cinesi, ma è un’interpretazione fusion moderna (wǎnghóng cài). Combina una cupola di purè di patate d’ispirazione occidentale, fettine sottili di manzo da hot pot (féiniú) e una salsa al curry dolce e densa in stile giapponese/orientale.
- Jiān dòubāo (煎豆包): Variante cotta alla piastra dei classici panini al vapore del Nord della Cina. L’impasto lievitato è farcito con una pasta dolce di fagioli rossi azuki; la rosolatura in padella crea una base croccante mantenendo la parte superiore soffice.
Abbiamo accompagnato l’intero pasto con una caraffa di latte di soia caldo (rè dòujiāng 热豆浆).
In Cina, e in particolare nei ristoranti specializzati in cucina del Nord o dedicati alla lavorazione della soia come questo, servire il latte di soia caldo a tavola durante il pranzo o la cena è una consuetudine diffusissima e del tutto tipica.
A differenza dell’Occidente (dove la soia è spesso vista come un’alternativa vegetale al latte vaccino da colazione), nella cultura gastronomica cinese il dòujiāng caldo è considerato una vera e propria bevanda nutriente da pasto, usata per accompagnare panificati, focacce (bǐng), ravioli e piatti salati.




Grazie alle mie esperienze in queste settimane ho avuto modo di valutare al meglio quali sono le escursioni migliori da fare, e una tra quelle che pianificavo da tempo, ovvero allo Yanoda Rain Forest Culture Tourist.
Venerdi 30 ottobre, con un’escursione prenotata in lingua inglese attraverso l’applicazione di GetYourGuide – uno strumento che trovo fondamentale per organizzare le attività in modo semplice e comprensibile, e per cui potete anche utilizzare il mio codice sconto viaggiandomangiando805 –, abbiamo vissuto un’intera giornata immersi nella foresta pluviale dello Yanoda, con trasferimento diretto dal nostro hotel e pranzo incluso.
Situato nella contea di Baoting, a breve distanza da Sanya, lo Yanoda Rain Forest Culture Tourist Zone rappresenta una delle riserve naturali tropicali più straordinarie e meglio curate della Cina.
Questo immenso parco ecologico si estende su una foresta pluviale primordiale ricca di biodiversità, caratterizzata da alberi secolari giganti, radici a contrafforte, cascate nascoste e sentieri sospesi tra le chiome degli alberi.
Oltre al valore naturalistico, il parco offre percorsi avventura, come i celebri ponti sospesi nel vuoto e le camminate torrentizie all’interno delle gole rocciose, unendo l’esplorazione della natura tropicale alla scoperta della cultura e delle tradizioni delle minoranze locali Li e Miao.
Nel dialetto locale dell’etnia Li, la parola “Yánuòdá” è un saluto di benvenuto che sintetizza concetti di amicizia, natura e benedizione (traducibile all’incirca come “ciao” o “benvenuto”).
Il parco si estende su oltre 45 chilometri quadrati di rigogliosa foresta pluviale tropicale, caratterizzata da una straordinaria biodiversità: alberi secolari, felci giganti, liane, cascate naturali e canyon ricoperti di vegetazione fitta.
Il Parco Nazionale della Foresta Pluviale di Yánuòdá (呀诺达雨林文化旅游区)
Sorge nell’entroterra montuoso dell’isola di Hainan, a circa 35 chilometri da Sanya. La sua storia e la sua identità si intrecciano proficuamente tra conservazione ambientale, cultura indigena e sviluppo ecoturistico.
1. L’origine del nome e la cultura Li e Miao
Nel dialetto dell’etnia Li, la popolazione indigena che abitava originariamente le montagne di Hainan, la parola “Yánuòdá” è un saluto di benvenuto che sintetizza i valori di amicizia, rispetto per la natura e benedizione.
La zona è stata per secoli il territorio delle comunità Li e Miao, che vivevano in armonia con l’ecosistema montano della foresta pluviale tropicale, sviluppando tradizioni legate all’agricoltura, all’artigianato (come la tessitura del cotone Li, patrimonio UNESCO) e all’uso di piante officinali.
2. La creazione del parco ecoturistico
La svolta moderna dell’area risale alla fine degli anni 2000, quando il governo locale ha promosso un progetto di valorizzazione e tutela della biodiversità. Yánuòdá è una riserva ecoturistica protetta di Classe 5A che preserva oltre 45 chilometri quadrati di foresta pluviale tropicale primaria e secondaria, salvaguardando alberi secolari, baniani giganti, cascate e corsi d’acqua naturali.
3. La struttura e l’esperienza di visita
Per tutelare l’ecosistema, il parco è strutturato in macro-aree collegate da trasporti ecologici e percorsi pedonali:
- La Valle delle Mappe Cinesi (Yāmǎ Gǔ – 鸭玛谷): Area immersa nella vegetazione fitta, percorsa da ruscelli, cascate e ponti sospesi.
- La Valle dei Sogni (Mènghuàn Gǔ – 梦幻谷):** Zona caratterizzata da canyon, gole rocciose e attività avventura lungo i torrenti.
Per chi vuole recarsi direttamente al parco con Didi (l’escursione implica lunghe attese per attendere il resto del gruppo quasi smepre formato da russi con rispettiva guida): ecco tutte le informazioni utili sul Parco Nazionale della Foresta Pluviale di Yánuòdá .
- Orari di apertura: Il parco è generalmente accessibile dalle 08:30 alle 18:00 (con chiusura delle biglietterie nel tardo pomeriggio).
- Costo del biglietto: Il prezzo base del biglietto d’ingresso standard per adulti (che include solitamente l’accesso al parco e il servizio di bus navetta interno obbligatorio per spostarsi tra le valli) si aggira intorno ai 150-168 CNY (circa 20-22 €).
- Esistono poi pacchetti combinati che possono arrivare a circa 398 CNY se si includono attività specifiche come il trekking nei torrenti, esperienze particolari o noleggio di golf cart elettrici privati.
La nostra escursione includeva anche il pranzo presso il ristorante a buffet con specilità locali.


Rientrati a Sanya dopo l’escursione a Yánuòdá, la serata si è conclusa con una cena da Xùjì Xīnglóng Fàndiàn (旭记兴隆饭店), un’insegna storica della zona specializzata in cucina di Hainan e arrosteria tradizionale.
Abbiamo scelto un’anatra arrosto dalla pelle croccante e laccata secondo la classica scuola cantonese, accompagnata da Pak Choi saltato all’aglio (càixīn) e riso al vapore.
Questa preparazione si distingue nettamente dalla celebre Anatra di Jiaji, l’iconica specialità nativa dell’isola di Hainan solitamente servita “al taglio bianco” e bollita: qui, al contrario, la materia prima locale incontra la tecnica d’arrosteria del sud della Cina, con cottura verticale e un fondo aromatico ricco che valorizza la croccantezza della pelle.


Oggi, sabato 31 ottobre, è stata invece la volta dell’esplorazione di Xidao.
Conosciuta anche come West Island. Anche in questa occasione abbiamo acquistato i biglietti salta-fila direttamente tramite l’app di GetYourGuide e, in pochissimi minuti, abbiamo effettuato la traversata in traghetto per raggiungere l’isola.
Conosciuta per il suo caratteristico villaggio di pescatori dalla storia centenaria, Xidao rappresenta un autentico tuffo nella cultura marinara più tradizionale della Cina meridionale, in netto contrasto con i grattacieli e i moderni resort di Sanya.
Il percorso lungo la costa occidentale di Sanya Bay si sviluppa man mano che ci si sposta verso l’estremità più occidentale, in prossimità della conclusione del tratto del Coconut Corridor.
Procedendo in questa direzione, ci si allontana dal vivace corridoio centrale urbano — caratterizzato da spazi pubblici animati da gruppi che cantano, ballano e intrattengono i passanti — per entrare in un contesto dominato dai grandi complessi alberghieri internazionali e dai resort di catena.
L’atmosfera si fa progressivamente più ordinata, silenziosa e marcatamente turistica, e lo stesso litorale sabbioso perde la vivacità popolare delle aree centrali per assumere le caratteristiche di una spiaggia di servizio legata alle strutture ricettive.
Da questa porzione della costa ci si imbarca al molo dedicato (Xiaoqi Port) per raggiungere West Island (Xī Dǎo – 西岛).
L’attraversata in traghetto richiede circa quindici minuti di navigazione.
West Island: dal villaggio di pescatori al turismo sostenibile
L’isola ha una storia antica legata indissolubilmente alla comunità marinara: per generazioni è stata un isolato villaggio di pescatori, le cui abitazioni tradizionali venivano edificate sfruttando il corallo locale.
Negli ultimi anni, l’isola ha intrapreso un processo di riqualificazione e trasformazione turistica e culturale volto a tutelare l’identità del vecchio insediamento — oggi protetto come area storico-culturale con vicoli caratteristici — integrandolo con spazi d’arte contemporanea, botteghe artigianali e flussi turistici regolamentati.
Logistica e Orari
L’area turistica del parco marittimo apre generalmente alle 08:00 con ultimo ingresso e corse dei traghetti in uscita dall’isola regolate intorno alle 17:30–18:00, sebbene alcune corse o rientri serali estesi possano arrivare fino alle 19:00 a seconda della stagione.
All’interno dell’isola, il vecchio villaggio dei pescatori mantiene ritmi legati alla vita della comunità locale, con accessi e attività commerciali che seguono finestre orarie fino alle 18.00.
Per la pausa sull’isola, l’offerta culinaria si è rivelata estremamente varia, spaziando tra i sapori tradizionali e la cucina locale: dalla classica zuppa dolce rinfrescante a base di latte di cocco e frutta (Qingbuliang) al tradizionale riso alla cantonese, fino a specialità di mare come i tortini fritti di aragosta e crostaceii: Longxia bing.



La giornata di oggi si è conclusa con un invito a cena presso il Four Points by Sheraton di Sanya.
In quanto food blogger e content creator, la partecipazione alla serata a tema “Spooky Fun Halloween Fantasy Night” presso il ristorante al primo piano dell’hotel è arrivata a seguito di un invito ufficiale dedicato.
L’esperienza gastronomica ha proposto un buffet a impronta internazionale (“Sunset Isle Gathering”), con postazioni di cucina espressa dedicate all’esposizione e preparazione al momento di pesce fresco, affiancate da selezioni di carni importate dall’Australia, il tutto accompagnato da musica dal vivo.
Per approfondire la serata, trovate i contenuti video dedicati all’evento sul mio profilo Instagram @viaggiandomangiando80.




Trascorreremo ancora un paio di notti nella nostra bolla di Phoenix Island, prima di fare le valigie e dirigerci verso la nostra nuovissima destinazione: la splendida ed esclusiva isola di Wuzhizhou.
Lì, dove si trovano i famosi resort isolati immersi in una natura incontaminata, ci aspetta la traversata in traghetto per un nuovo capitolo di questo viaggio .
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