Lecce e il Salento in un bicchiere: il caffè che ti conquista al primo sorso.
Ci sono sapori capaci di raccontare un territorio meglio di qualunque guida turistica, muovendosi fluidi tra la freschezza dell’estate e il calore della tradizione. Se chiudete gli occhi e pensate al Salento, l’istinto vi porterà tra muretti a secco e spiagge dorate, ma se c’è un profumo che sigilla quel paesaggio è quello del caffè leccese.
Non chiamatelo semplicemente “caffè shakerato” o “caffè con ghiaccio”: questa bevanda è un vero e proprio rituale che scorre liscio e vellutato nella cultura pugliese.
Una storia che arriva da lontano
La storia di questa bevanda oscilla affascinantemente tra documenti storici e ingegno locale. L’antenato diretto è il “Café del Tiempo” di Valencia. Agli inizi del Seicento, grazie ai fitti traffici commerciali nel porto di Otranto, questa usanza iberica sbarcò in Salento. All’epoca si usava servire il caffè caldo versato su neve ghiacciata o frammenti di ghiaccio, spesso accompagnato da una scorza di limone.
La transizione verso la versione moderna avviene però nei bar storici di Lecce a metà del Novecento. L’intuizione più accreditata viene attribuita ad Antonio Quarta senior. Negli anni ’50, essendo distributore di ghiaccio oltre che proprietario di un bar, iniziò a servire l’espresso bollente direttamente sui cubetti per dare un sollievo immediato e rinfrescante ad artigiani e lavoratori durante le torride estati pugliesi.
Il tocco magico: latte di mandorla (e guai a chiamarla orzata!)
Nelle prime versioni, il caffè in ghiaccio veniva dolcificato con il comune zucchero. Questo però faticava a sciogliersi rapidamente nel liquido freddo, lasciando granelli sul fondo. Si passò così all’uso dello sciroppo di latte di mandorla, un pilastro dell’agricoltura e della pasticceria pugliese fin dai tempi delle dominazioni arabe.
Attenzione però a un errore comune che rischia di rovinare l’equilibrio della bevanda: serve il vero sciroppo di mandorla, non l’orzata. L’orzata ha un retrogusto di benzoino e mandorla amara che stravolge il sapore del caffè. Lo sciroppo di latte di mandorla, invece, garantisce una dolcificazione istantanea, una consistenza vellutata e quel sapore amabile che mitiga perfettamente l’amaro dell’espresso.

- DifficoltàFacile
- CostoEconomico
- Tempo di preparazione5 Minuti
- Tempo di cottura10 Minuti
- Porzioni1 persona
- Metodo di cotturaFornello
- CucinaItaliana
- StagionalitàTutte le stagioniPrimavera, Estate e Autunno
Ingredienti
Strumenti
Passaggi
Lecce e il Salento in un bicchiere: il caffè che ti conquista al primo sorso.
Prima di iniziare, assicuratevi di avere tutto il necessario a portata di mano: caffè di ottima qualità, cubetti di ghiaccio compatti e il vostro sciroppo di latte di mandorla (01). Mentre prepariamo il caffè (02) Versiamo sul fondo del bicchiere circa 2-3 cucchiai di sciroppo di latte di mandorla (regolatevi in base a quanto lo gradite dolce)(03).

Riempite il bicchiere con cubetti di ghiaccio compatti e pieni, posizionandoli direttamente sopra lo sciroppo. Il ghiaccio pieno è fondamentale per evitare che si sciolga all’istante annacquando il caffè (04). Versate il caffè bollente direttamente sopra i cubetti. Noterete subito lo stacco cromatico perfetto tra la base chiara e l’espresso scuro (05). Il caffè leccese si gode sul momento. Inserite un cucchiaino lungo o una cannuccia, date una rapida girata per fondere i due mondi e bevete rigorosamente freddissimo! (06).

“Un filo di calore che accarezza il ghiaccio e incontra la dolcezza della mandorla. Il caffè salentino non è una semplice bevanda, ma il racconto di una fresca estate che non vorresti finisse mai.” Alla prossima ricetta.

Dosi variate per porzioni
