Il kimchi fermentato di pak choi. Se non ne avete mai sentito parlare, quella delKimchi non è solo una ricetta, ma un gesto che appartiene a una cucina antica, fatta di attese, trasformazioni e silenzi che trovano origine nella magia dellafermentazione e nei suoi effetti benefici.
La stessa magia che ritroviamo nel nostro cavolo rosso fermentato, che cambia colore e profumo giorno dopo giorno, nei limoni sotto sale fatti in casa, nel kefir fatto in casa, che nasce da un incontro vivo tra latte e fermenti, e nel lievito madre, che cresce lentamente, respirando insieme alla nostra cucina. Certo, preparazioni diverse, ma unite dallo stesso principio: il tempo che trasforma e migliora.
Il kimchi è considerato oggi un vero super food, perché la fermentazione lo rende naturalmente ricco di probiotici, preziosi alleati del benessere intestinale, oltre che capaci di rendere le verdure più digeribili e di arricchirle di sapore e vitalità.Un alimento vivo, che nutre non solo il corpo, ma anche la memoria dei gesti.Ilkimchi appartiene a questa famiglia di cibi vivi, proprio come appartengono allatradizione asiatica il riso per sushi, il sushi, i bao, i gnocchi di riso, iravioli cinesi e i profumati dolci della luna, che sul blog raccontano un viaggio fatto di mani, farine, vapore e pazienza.
Ricette lontane, solo in apparenza, perché in realtà, parlano tutte la stessa lingua: quella delle cucine che rispettano i gesti, i tempi e le trasformazioni.
In questa versione prepariamo unkimchi di pak choi, più delicato del classico cavolo napa, ma altrettanto profumato, croccante e vivo. Una ricetta che dialoga con i nostri fermentati, ma anche con le nostre ricette asiatiche, creando un filo invisibile che unisce Oriente e casa.
Perché la cucina, quando è fatta con rispetto, non ha confini, ma solo storie da raccontare!
Dopo la prima fermentazione, spostate il kimchi in frigorifero.
Con il passare dei giorni il sapore diventerà sempre più intenso e armonioso.
Andiamo in cucina, ma prima vi ricordo che se volete restare aggiornati su tutte le mie ricette, potete seguire mia pagina Facebook (qui) , il mio profilo Instagram (qui).
Guarda pure queste ricette asiatiche:
- Tempo di riposo2 Giorni
- Metodo di cotturaSenza cottura
- CucinaCoreana
- StagionalitàTutte le stagioni
Ingredienti per fare il Kimchi fatto in casa
Per la salsa di riso
Per la pasta di zensero
Strumenti
Preparazione del kimchi coreano fatto in casa
Ecco la mia versione!|
Lavate accuratamente il pak choi sotto acqua corrente, eliminate la base più dura e separate le foglie.
Tagliate il pak choi a pezzi non troppo piccoli, in modo che restino carnosi e croccanti dopo la fermentazione. Trasferite il pak choi in una ciotola capiente, aggiungete il sale e massaggiate delicatamente le foglie. Lasciate riposare finché rilasciano la loro acqua.
Grattugiate il daikon (o la sua alternativa) e le carote.
Affettate finemente i cipollotti e l’aglio cinese e tenete tutto da parte.
Nel mixer frullate cipolla, aglio e zenzero pelati, fino a ottenere una crema liscia e profumata. Tritate il peperoncino o utilizzate quello in polvere.
Versate lo zucchero e in una pentola, insieme alla farina di riso (io ne ho utilizzato una integrale fatta in casa). Ponete sul fuoco e lasciate addensare mescolando di continuo. Fate freddare la crema di riso, questa grazie agli zuccheri presenti, vi servirà a sostenere la fermentazione .
Riunite tutti gli ingredienti e le preparazioni in una ciotola capiente e
mescolate con le mani (meglio con guanti) finché tutto non risulterà ben distribuito.
Trasferite il kimchi nei barattoli di vetro puliti, pressando bene per eliminare l’aria. Per mantenere le verdure immerse nel loro liquido, realizzate un pressino con della pellicola accartocciata o della carta forno.
Chiudete i barattoli e lasciate fermentare a temperatura ambiente per 24–48 ore o anche 36 se fa freddo o volete un gusto intenso. Vi suggerisco di poggiare i barattoli su della carta da cucina, la fermentazione infatti farà fuoriuscire un po’ di liquido dagli stessi, per un paio di gioni.
Dopo la prima fermentazione, spostate il kimchi in frigorifero.
Conservazione note e consigli
Il kimchi fatto in casa va conservato in frigorifero, ben chiuso in un barattolo di vetro, dove continuerà lentamente la sua fermentazione. Con il passare dei giorni il sapore diventerà più intenso, profondo e complesso: è una trasformazione naturale e desiderata.
Consumate il kimchi entro 2–3 settimane per apprezzarne al meglio profumo, croccantezza e vitalità. Ricordate sempre di utilizzare utensili puliti per prelevarlo dal barattolo, così da non alterare la fermentazione.
Se preferite un gusto più delicato, potete consumarlo già dopo 24 ore; se invece amate i sapori più decisi, lasciatelo maturare qualche giorno in più in frigorifero.
Il kimchi è un contorno versatile: accompagna riso, uova, pesce, carne, legumi e verdure, portando sempre equilibrio, freschezza e carattere al piatto.
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FAQ (Domande e Risposte)
Il kimchi fatto in casa è piccante?
Dipende dalla quantità di peperoncino utilizzata. Potete regolare facilmente il grado di piccantezza in base ai vostri gusti.
Quanto tempo deve fermentare il kimchi?
Il kimchi può fermentare da 24 ore a diversi giorni. Più tempo passa, più il sapore diventa intenso e acidulo.
Il kimchi è un alimento salutare?
Sì, il kimchi è un fermentato naturale ricco di probiotici, fibre e vitamine, utili per il benessere intestinale e per una dieta equilibrata.
È adatto a un’alimentazione flexitariana?
Sì, questa versione è perfetta per un’alimentazione flexitariana perché è a base vegetale e valorizza ingredienti semplici e naturali.
Posso considerarlo un piatto mediterraneo?
Anche se nasce in Asia, il kimchi condivide con la cucina mediterranea il rispetto per il tempo, la fermentazione e la valorizzazione delle verdure.
Con cosa posso servirlo?
È ideale come contorno, ma anche per arricchire riso, noodle, panini, insalate o piatti a base di uova e legumi.
Con cosa posso sostituire il pak choi?
Se non trovate il pak choi, potete preparare il kimchi anche con:
Cavolo verza (il più simile per struttura)
Cavolo cappuccio bianco o rosso
Bietole
L’importante è scegliere verdure a foglia compatta, capaci di reggere la salatura e la fermentazione senza sfaldarsi. Ogni verdura darà al kimchi un carattere diverso, ma lo spirito resterà lo stesso: quello di un cibo vivo che cambia e racconta. L’importante è scegliere verdure a foglia compatta, capaci di reggere la salatura e la fermentazione senza sfaldarsi.Ogni verdura darà al kimchi un carattere diverso, ma lo spirito resterà lo stesso: quello di un cibo vivo che cambia e racconta.
Con cosa posso sostituire il daikon?
Se non trovate il daikon, potete sostituirlo con:
Rapa bianca
Ravanello
Sedano rapa
Carota (per una versione più dolce)
Finocchio
Il daikon serve soprattutto per dare croccantezza e freschezza: scegliete quindi verdure dal gusto delicato e dalla consistenza soda.
Ogni sostituzione cambierà leggermente il profilo aromatico del kimchi, ma la fermentazione saprà comunque armonizzare i sapori.
Dosi variate per porzioni








