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Pinza bolognese

La pinza bolognese è un dolce da credenza che ha origini molto antiche, se ne trova traccia a metà del 1600 in un libro di Vincenzo Tanara.
E’ un dolce nato nelle campagne bolognesi formato da un rotolo di pasta dura (la ciambella) farcito di mostarda bolognese.
La mostarda è una confettura scurissima, quasi nera realizzata con prugne, mele cotogne e scorze d’arancia, che si utilizza come farcitura in alcuni dolci tipici emiliani come tortelli fritti, raviole e crostate. Volendo potete sostituirla con una confettura di prugne, ma deve essere molto densa e acidula.

L’impasto è simile ad una frolla anche se tra gli ingredienti troviamo il lievito e il burro è utilizzato in minore quantità. La ricetta che vi propongo è quella che utilizza la nostra famiglia da tantissimi anni ed è veramente molto buona.
Semplicissima da realizzare, la pinza, è uno dei miei dolci preferiti, leggero e friabile; si accompagna stupendamente con il tè nei pomeriggi invernali ed è ottimo per la colazione o la merenda. Si conserva tranquillamente per una settimana ed è ottima “tocciata” (come si dice da noi) nel vino dolce.

Ingredienti
(per una pinza grande o due piccole)

500 g di farina 0
150 g.di zucchero semolato
1 bustina di lievito per dolci
la scorza grattugiata di un limone naturale
2 uova intere
100 g di burro sciolto
50 ml di latte
1 vasetto di mostarda bolognese Cavazza

Procedimento

Versate la farina, lo zucchero, il lievito, la scorza di limone sul tagliere e fate la classica fontana, all’interno della quale inserite le uova sbattute, il burro sciolto e il latte a temperatura ambiente. Impastate il tutto fino a quando gli ingredienti sono ben amalgamati.
Stendete un rettangolo di circa mezzo centimetro di spessore, spalmare di mostarda la superficie e arrotolate l’impasto su se stesso. Piegate le due estremità del rotolo verso il basso e rincalzateli, in modo che non esca il ripieno. Posizionate il dolce su una teglia rivestita di carta da forno, spennellare con poco latte e cospargere di granella di zucchero.
Cuocete in forno caldo a 180° per 30 minuti o fino a quando la pinza sarà dorata.

pinza ritoccata def

12 Risposte a “Pinza bolognese”

  1. Grazie per la ricetta mi sembra molto semplice e ben spiegata la farò subito e poi le dirò. complimenti per il blog e per la Sua gentilezza. Grazie di cuore

  2. Io l’ho fatta per la seconda volta ed è buonissima, complimenti! Vorrei portarla in ufficio tra due giorni per fare merenda con i colleghi, sarà ancora buona o diventerà immangiabile?

    1. Grazie Marina, mi fa molto piacere. Di solito ne preparo due e le conservo per alcuni giorni coperte da un foglio di carta da cucina, si mantengono benissimo. Puoi anche coprirla con la pellicola alimentare ma l’impasto esterno perderà la croccantezza.

    1. Ciao Sara, l’impasto della pinza è una frolla e la procedura è la stessa anche con l’impastatrice. Mi raccomando lavorala poco, non si deve scaldare. Buona giornata 😀

  3. Domanda: ho seguito la ricetta però quando ho fatto il rotolo la pasta si e crepata e aperta in più punti. Quale potrebbe essere stato il problema….dove ho sbagliato? Chiedo un consiglio per la prossima volta. Grazie mille e buona serata.
    Sara.

    1. Ecco forse ho trovato l’errore. ……..nel rileggere la ricetta ho visto farina 0 ed invece io ho usato la 00, non me ne sono accorta, si vede che sono una novellina, è da poco che mi cimento in cucina……potrebbe essere questo la causa?

      1. La differenza tra 0 e 00 è minima, sono due farine che hanno poca forza, ma potrebbe fare la differenza in una pasta frolla. Anche quando si cucina da tanto tempo si sbaglia, ieri ho sfornato un dolce lievitato ed è crollato su se stesso, non si finisce mai di imparare! 😀
        Se hai dubbi sono sempre a disposizione.

    2. Ciao Sara, questo tipo di impasto è molto friabile per cui va arrotolato con delicatezza perchè si apre facilmente (un po’ come tutti i tipi di pasta frolla). Se fai fatica ad arrotolarlo puoi stendere l’impasto su un foglio di carta forno e ti aiuti con quello a formare il rotolo. E’ normale invece che, in cottura, si apra sopra.

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