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Giorno 4: Ao Nang

Ao Nang, a Krabi, a volte nota come “Ao Phra Nang”, è la prima tappa del mio viaggio in Thailandia lungo un mese e mezzo.

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Come sapete dall’ultimo articolo, sono partita il 3 ottobre da Malpensa e attualmente alloggio al Ao Nang Homestay in compagnia di mia madre una coppia di amici.

Camera 6 della piccola e graziosa struttura a circa 15 minuti a piedi dalla spiaggia di Ao Nang, e a pochi passi dall’inizio della strada principale della località ricca di ristoranti, locali, centro massaggi e negozietti.

Trasferimento privato dall’aeroporto internazionale di Krabi al costo di 150 bath, a persona ovvero circa 4 euro, per un tragitto di circa 20 minuti. Esiste anche un sevizio bus, ma i prezzi del trasferimento privato sono davvero irrosiri. Ogni hotel lo organizza.

La spiaggia, lunga 1 km, é il punto principale per imbarcarsi in long tail boat (tipica imbarcazione thailandese, definita barca a coda lunga) e raggiugere le altre spiagge di: Tonsai, Railay e Phra Nang, e le isole principali.

È facile orientarsi, di giorno tutto si svolge lungo la spiaggia, costeggiata dalla passeggiata mare tra hotel, ristoranti e bar.

La sera la via principale è animata e nulla manca per un turista in cerca sia di relax che di divertimento.

Venerdí 4 ottobre siamo atterrati alle ore 9.30 e abbiamo raggiunto in poco tempo la nostra destinazione finale godendoci giá la giornata di sole e spiaggia.

Il periodo di ottobre non è ancora quello migliore per visitare la Thailandia, ma per ora siamo stati fortunati e ci stiamo godendo lunghe mattinate di sole, la pioggia ci raggiungere piú o meno ogni giorno verso mezzogiorno, dandoci come alternativa un piacevole e economico massaggio in spiaggia.

Prima cena, prenotata attraverso Instagram, al Rakhang-Thai Bistrot e bar, ristorante dell’hotel Holiday Inn di Ao Nang.

Locale elegante, con un menu thailandese e internazionale, e una presentazione chic di ogni pietanza.

I miei compagni di viaggio hanno optato per classici come pad thai i noodles di riso thailandesi con uova, gamberi e arachidi, e satay spiedini con salsa di arachidi, io invece ho scelto: Khao Phad Poo, ovvero il fried rice thai con il granchio (poo) e Moo Hong, pancetta di maiale stufata con erbe cinesi e condimenti thailandesi come la cannella e l’anice stellato.

Sabato 5 ottobre, la nostra prima escursione.

La spiaggia di Ao Nang non è nulla di particolarmente memorabile, ma é luogo strategico per le imbarcazioni, che causano un vero e proprio inquinamento acustico andando costantemente avanti e indietro.

Si possono prenotare escursioni nei numerosi chioschi lungo la via principale o il lungo mare, ognuno offre gli stessi itinerari con prezzi simili.

Oppure rivolgendosi al Ao Nang Longtail boat service che propone invece biglietti per le attraversate verso altre spiaggie (Tonsai Beach e Railay beach) o combinata di isole (vedi sotto).

Noi, essendo in quattro, abbiamo scelto le 3 isole per con barca privata per 4 ore, a 2000 bath a barca per un massimo di 4 persone, anzichè una escursione simile a 2000 bath a testa (che include il pranzo, il pick up, é dura invece 6 ore), nel Parco Nazionale di Phi Phi island, Mu Ko Phi Phi National Park (ingresso 200 bath a persona).

Poda Island (Koh poda) : una piccola isola lunga 1 km e larga 800 m con una bianca spiaggia sabbiosa (Poda Beach) che si estende dalla parte nord-orientale dell’isola intorno al lato orientale e fino a quasi la metà della parte dell’isola meridionale.

Sul lato sud-ovest c’è una minuscola spiaggetta chiamata Secret Beach.

Tup Island (Koh Tup): piccola striscia di sabbia, con la bassa marea, dalle acque limpide emerge un banco di sabbia la collega all’isola grande di Chicken alle due isole più piccole di Koh Mor e Tup.

Questo fenomeno pittoresco e unico è comunemente chiamato Talay Waek, che significa mare diviso.

Purtroppo la marea era alta e l’unico ricordo che avrò dell’isola è l’incredibile affollamento, pur non trattandosi di alta stagione.

Chicken Island (Koh Kai): ha preso il nome da una roccia che sembra proprio il collo e la testa di un pollo (per me più di un tacchino). Un po’ meno trafficata, anch’essa piccola striscia di sabbia su cui si affaccia un bar.

Pranzo in rientro ad Ao Nang, al ร้านplaifa con una insalata di frutta e gamberi.

Per la sera abbiamo prenotato il servizio taxi in uno dei chioschi: per 4 persone a 150 bath a tratta, con pick up in hotel, per raggiungere in 20 minuti Krabi Town e il Mercato Notturno, dove abbiamo cenato.

Aperto tutti i giorni, dal tardo pomeriggio fino alle 9.30, animato da negozi di souvenir e bancarelle di streetfood.

Se come me avete visitato i mercati di street food di Shanghai e Tokyo rimarrete delusi dalla semplicitá del luogo e dalla poca scelta di food, perlopiù uguale in ogni bancarella e con diverse contaminazioni giapponesi e cinesi, ma se come i miei compagni di viaggio per la prima volta visitate un luogo simile, ne sarete entusiati.

Naem moo, la salsiccia fermentata, e Sai Oua, la salsiccia piccante e speziata, tipiche del nord della Thailandia, sono state e due specialità che più hanno attratto la mia attenzione.

Domenica 6 ottobre, mentre i miei compagni di viaggio hanno trascorso la mattinata in escursione a Klong Srakaew per il kayak amazzonico (prenotabile al link), io mi sono rilassata sulla spiaggia di Ao Nang, seppur non la scelta migliore dove sdraiarsi con l’alta marea.

Ho pranzato allo Shaka con una meravigiosa smoothy bowl… sono certa che il luogo sará una tappa fissa dei miei prossimi pranzi perciò avrò modo di dedicarvi una galleria di foto delle bowl qui pasto molto gettonato.

Ao Nang é infatti piuttosto occidentalizzata e internazionale, non aspettatevi una Thailandia nascosta, ma una piacevole meta di mare e relax che si discosta dall’altrettanto turistica Phuket solo per una atmosfera piú adatta alle coppie, al contrario del caos animato di Patong e della Bangla.

Cena a pochi metri dal nostro hotel al Ton ma yom ristorante gestito da una famiglia thailandese con un ricco menu locale a prezzi bassissimi.
La scelta per me è caduta su tofu saltato con anacardi e Khai jiao ovvero la frittata thailandese solitamente consumata a colazione con ripieni come verdure, gamberi o, come in questo caso, di carne di maiale macinata.

Oggi lunedì 7 ottobre escursione a Phi Phi Island, che segna il mio ritorno in questo meraviglioso arcipelago dopo 17 anni !

Nel 2007 io e Stefano esplorammo per la prima volta la Thailandia soggiornando a Bangkok, Phuket e infine per 3 meravigliose notti a Phi Phi Don.

Quando si parla di Phi Phi island si intende le due spettacolari isole di un arcipelago della provincia di Krabi, costituito in tutto da 6 isolotti e piccole isole, di cui solo Koh Phi Phi Don e Koh Phi Phi Leh sono le sole abitate.

Raggiungibili unicamente via mare questa volta le abbiamo visitate in escursione, ma meritano un soggiorno di almeno 3 notti, ma non a Ton sai bay, bensì nelle zone più tranquille di Tong cope o Loh ba khao bay.

Noi, oggi, con la nostra escursione (8 ore 2600 bath in alta stagione e 1300 bath in bassa e media stagione e 400 bath per ingresso al parco naturale di Phi Phi Island) siamo partiti da Hat Noppharat Thara per raggiungere dopo 45 minuti di barca veloce Maya Beach, la più famosa delle spiaggia di Phi Phi Island, resa nota al mondo dal film “The Beach” del 2000 con Leonardo Di Caprio.

17 anni fa era una bellissima spiaggia molto frequentata, dove ci si arrivava in barca e si poteva prendere il sole e fare il bagno, oggi ci si arriva attraccando sul retro dell’isola, per non danneggiare i coralli, e si attraversa parte della foresta; non si può più fare il bagno, non si possono portare creme solari, non ci si può sdraiare e ad agosto e settembre é chiusa.

Maya Bay Beach è stata chiusa per oltre 2 anni dal governo thailandese per aiutare l’ambiente perché era stata rovinata dal turismo eccessivo, e ha riaperto nel gennaio 2022 con nuove regole e regolamenti che aiutano a gestire i turisti e il modo in cui accedono alla baia.

L’escursione – che potete prenotare attraverso il link – inoltre ha previsto lo stop a Monkey bay per vedere le scimmie, a Pileh Lagoon per fare il bagno, alla Viking Cave per fare snorkeling e infine a Bamboo Island, unica isola dove abbiamo potuto sdraiarci e prendere 1 ora di sole.

Pranzo a Phi Phi Don in un ristorante a buffet incluso nel prezzo, a Ton say: un buffet a base di specialità soprattutto indiane, ma certificate halal.

Stasera cena con pioggia al Jungle Kitchen poco distante dall’hotel, con: larb moo insalata di carne di maiale tipica soprattutto del Laos (ricetta sul blog) e Gaeng om soup zuppa di erbe isan con curry a base di brodo chiaro, per me vegetariana e per mia madre con aggiunta di gamberi.

Presto le ricette entreranno a fare parte del Blog versione thailandese.


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Pubblicato da viaggiandomangiando

Classe 1980, ligure, ha pubblicato tre romanzi e altrettante raccolte di poesia, diplomata al Centro Sperimentabile di Cinematografia in sceneggiatura e produzione fiction televisiva, si occupa dell'organizzazione degli eventi artistico/culturali dell'associazione di cui è presidente.