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Giorno 24: Hikkaduwa

Venerdí 24 ottobre sono arrivata a Hikkaduwa, anch’essa sulla costa sud-ovest dello Sri Lanka.

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Stefano mi ha raggiunto dall’Italia con il volo Ethiad Airways delle 2:45 del mattino e ci siamo incontrati al resort Sapphire Seas Beachfront esattamente a Dodanduwa un villaggio costiero situato nel integrato nel consiglio urbano di Hikkaduwa, a circa 20 minui a piedi dal cetro di Hikkaduwa, dove alloggeremo fino al 31 ottobre, camera numero 2.

Io ho fatto un trasferimento privato da Bentota (circa 50 minuti, ~35 €) e Stefano ha fatto il transfer dall’aeroporto di Colombo (circa 2 ore, ~60 €).

Come arrivare e spostarsi

  • Da Bentota a Hikkaduwa: la distanza è breve — circa 37 km e in auto si percorre in circa 35–50 minuti, dipende dal traffico sulla A2.
  • Dall’aeroporto (Bandaranaike/CMB) a Hikkaduwa: durate di viaggio intorno alle 2–2.5 ore in taxi/transfer privato (circa 140–145 km). Ci sono anche opzioni via treno + taxi ma richiedono più tempo.
  • a Hikkaduwa: spostamenti a piedi o tuk-tuk.

N.B. In Sri Lanka c’é Uber, é economico e si possono prenotare anche i tuk tuk.

Hikkaduwa si trova nel distretto di Galle, nella Provincia Meridionale dello Sri Lanka. È circa 98 km a sud di Colombo.

La spiaggia principale é Hikkaduwa Beach, ampia, sabbiosa e ben attrezzata: perfetta per chi vuole rilassarsi, ma anche per chi cerca un po’ di movimento.

Le altre spiagge:

  • Narigama Beach: Tranquilla, ideale per snorkeling con coralli vicini, quella che abbiamo visitato oggi, ma che causa periodo di fine monsoni, ha ancora le acqua mosse.
  • Akurala Beach: Ampia con sabbia bianca e acque cristalline.
  • Pitiwella Beach: Più serena e meno affollata.
  • Turtle Beach: Nota per le tartarughe marine, dove uno dei punti forti è il santuario corallino offshore: la Hikkaduwa Coral Sanctuary fa parte del parco marino nazionale ed è accessibile anche via snorkelling o barche con fondo di vetro. Turtle Beach è il nome locale per quella sezione sabbiosa e protetta. Perfetto per avvistare le tartarighe senza disturbarle.


Per chi ama il surf, Hikkaduwa offre spot di vari livelli: onde più tranquille per principianti e sezioni più tecniche per i surfisti esperti (10 dollari lezione di 1 giornata, 3 dollari per 1 ora).

Il centro della città è caratterizzato da una strada costiera con hotel, bar, moltissimi ristoranti, negozi di artigianato e souvenir.

N.B. Ci sono sia uffici cambio che ATM. Le carte di credito sono spesso accettate, ma con supplmento del 3%.

Confronto rapido con Bentota

A confronto con Bentota, dove ho trascorso come sapete i miei prima 23 giorni in Sri Lanka: Bentota ha un ritmo più tranquillo, é più chic, più “da resort rilassato”, con meno movimento serale e un’atmosfera più sobria.

Hikkaduwa invece è più animata: più opzioni per ristoranti, più negozi, più attività, e una spiaggia che si presta bene sia al relax che al movimento, sebbene meno affascinate di quella di Bentota.

Ieri abbiamo approfittato di una bellissima giornata per rilassarci sulla spiaggia di fronte al nostro resort, struttura non molto grande, discreta, con belle camere e una bella piscina, ma sicuramente da rinnovare begli ambienti comuni, abbiamo pranzato nella struttura con kottu all’uovo e zuppa di uova e gamberi.

La sera con una passeggiata di circa 30 minuti (2 minuti di tuk tuk per crca 500/600 Rupie) abbiamo raggiunto il vivace centro, e scegliendo tra i moltissimi ristoranti, abbiamo optato per New Imperial Hotel, estremamente semplice e decisamente meno alla moda degli altri. La scelta é stata dettata dalla volontá di cercare qualcosa di più locale dopo l’esperienza chic di Bentota.

Curry di granchio, alias Kakuluwo Curry una delle più famose specilità della zona, papadum immancabili e pollo grigliato.

Il menu non era poi molo diverso dagli altri, continuo a considerare la cucina srilankese buona, ma un po’ ripetitiva…

Oggi sabato 25 ottobre abbiamo passaeggiato lungo la spiaggia in direzione del centro, ma esso è irrangiungibile via mare, ma solo attraverso la strada.

Non siamo ancora in alta stagione, come sapete dal mio articolo precedente, ottobre non é ancora il periodo ideale per visitare questa parte dell’isola, e perciò i molto bar e chioschi affacciati lungo la spiaggia sono ancora chiusi.

Tuttavia ci siamo fermati nel piccolo Green Café per uno stop birra (ora che Stefano è arrivato posso dirvi che la birra tipica di qui é la Lion, nata qui ma popolare anche come in India) e srilankan omelette, senza le classiche patatine di accompagnamento.

Questa sera cena all’Olin’s ristorante del Suite lanka, uno dei pochi ristoranti sulla spiaggia aperti, con un ottimo curry vegetariano, variante contemporanea ispirata alla cucina dello Sri Lanka e dell’India a base di patate dolci e arachidi accompagnato da paratha, fried rice ai gamberi e curd and treacle, alias mee kiri, che per Stefano é stato il primo!


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Pubblicato da viaggiandomangiando

Classe 1980, ligure, ha pubblicato tre romanzi e altrettante raccolte di poesia, diplomata al Centro Sperimentabile di Cinematografia in sceneggiatura e produzione fiction televisiva, si occupa dell'organizzazione degli eventi artistico/culturali dell'associazione di cui è presidente.