Prosegue il nostro viaggio alla scoperta del nord dell’isola di Okinawa.
Thank you for reading this post, don't forget to subscribe!Le isole Ryukyu sono una catena di isole giapponesi che si estendono a sud-ovest da Kyushu a Taiwan; sono divise nelle isole Satsunan (Ōsumi, Tokara e Amami) e nella prefettura di Okinawa (isole Daitō, Miyako, Yaeyama, Senkaku, Okinawa, Sakishima (ulteriormente divise nelle isole Miyako e Yaeyama ), e Yonagun).
La più grande è l’isola di Okinawa (Okinawa Honto).
Okinawa faceva parte del Regno delle Ryūkyū, nato nel XV secolo e diventato presto vassallo della Cina.
Nel 1609 le armate giapponesi invasero Ryūkyū, che da allora fu obbligato a pagare tributi al dominio di Satsuma ed allo shogunato Tokugawa.
Nel 1879 l’arcipelago fu annesso al Giappone, che approfittò dell’indebolimento della Cina in seguito alle guerre dell’oppio.
Qui c’è la più grande barriera corallina di tutto il Sol Levante.
L’arcipelago dell’isola di Okinawa è storicamente noto per la longevità dei loro abitanti, tanto che un tempo venivano chiamate “la terra degli immortali”, come racconta questo breve documentario.
Gli abitanti di Okinawa non si sentono giapponesi, hanno infatti abitudini e modi di vivere molto diversi e un forte senso della vita.
Gli abitanti di Okinawa credono in una forza trainante che chiamano “ikigai”, ovvero una costante ricerca di equilibrio tra l’uomo e il mondo circostante, per vivere un’esistenza appagante.
Ce lo racconta anche Filippo, italiano che vive ad Okinawa e nostra guida per un giorno:
La battaglia di Okinawa fu un’importante battaglia della Seconda Guerra Mondiale che si svolse sull’isola giapponese di Okinawa, dal 1° aprile al 22 giugno 1945, tra giapponesi e americani.
Alla fine, dopo una strenue resistenza giapponese, le forze alleate riuscirono a conquistare l’isola, ma a un costo di vite molto elevato.
La battaglia di Okinawa fu uno dei fattori che portò alla decisione degli Stati Uniti di utilizzare la bomba atomica per porre fine alla guerra.
La battaglia sull’altopiano di Hacksaw Ridge ad Okinawa é narrata anche nell’omonimo film.
Come raccontato nel precedente articolo, siamo atterrati all’aeroporto di Naha il 5 marzo e alloggeremo al Resort Hotel Bel Paraiso, a Nakijin Village, fino al 15 marzo.
Attraverso la rete di bus locali Yanbaru Express stiamo esplorando l’isola, nella sua parte settentrionale, ma il consiglio é quello di noleggiare l’auto (patente internazionale necessaria) perché i bus non sono frequenti.

Venerdì 7 marzo é stata la giornata dedicata a Nago (raggiungibile con bus 65/66 da Nakijinson yakuba), in gennaio qui c’è il Nago Cherry Blossom Festival che festeggia la fioritura dei ciliegi presso le rovine del Castello di Nago.
Una passeggiata di 2 chilometri fiancheggiata da oltre 25.000 alberi di ciliegio ricoperti di petali color rosa. Purtroppo i ciliegi sono già fioriti, ma la passeggiata verso le rovine del castello è stata piacevole.
Nago é famosa anche per la fabbrica della birra Orion : fondata nel 1957 durante l’occupazione statunitense di Okinawa; Orion iniziò a produrre birra nel 1959.
In questo periodo però è chiusa per rinnovo locali.
La città é tra le più grandi a nord dell’isola di Okinawa, insieme a Motobu, ed é ricca di locali e ristoranti.
Noi ci siamo fermati per pranzo al Oomugi no bannin, 2 Chome-13-1 Ominami, dal ricchissimo menù, e abbiamo scelto bukkake udon, udon freddi in salsa, e yaki-meshi, il riso fritto giapponese.


Di sera, nella zona intorno al Nakijin Central Community Center (5 minuti di taxi dal nostro hotel per 1000 yen e 170 yen in bus), si svela un mondo fatto di izakaya tradizionali (tipico locale giapponese in cui si servono bevande accompagnate da cibo).
Non fatevi ingannare da porte e finestre chiuse, quando vedete una luce e delle lanterne rosse giapponesi, allora quello é un izakaya aperto !
Ricordatevi di togliere le scarpe per non sporcare il tatami.
In ogni izakaya è immediatamente servito un oshibori (piccolo asciugamano umido) e poi uno stuzzichino e il menù é riccamente giapponese, ed estremamente tradizionale.
Onigiri di salmone e di miso, takoyaki, torikawa gyoza, ovvero gyoza di pelle del pollo, agedashi tofu, con sake giapponese: le nostre ottime scelte all’ izakaya Mitsuryomaru.




Ieri, sabato 8 marzo, la giornata é stata dedicata alla visita delle rovine del castello di Nakijin .
Un gusuku (fortezza) in rovina (raggiungibile con la linea fuxia 4 Islands per Nakijinjō-seki ) anch’esso immerso tra i ciliegi; ingresso 600 yen per una bella passeggiata tra le rovine in un ambiente tranquillo e immerso nel verde.
Il castello di Nakijin, insieme al castello di Shuri e a molti altri siti correlati a Okinawa, è stato dichiarato patrimonio culturale mondiale dell’UNESCO nel 2000.
Al rientro al Nakijin Village abbiamo fatto una sosta al 沖縄ぜんざい琉花, 173-4 Nakasone, Nakijin, un piccolo locale che serve solo zenzai, sia alla moda di Okinawa, ovvero con ghiaccio, che tradizionale : caldo.
Un dolce a base di fagioli azuki serviti con mochi.


Izakaya numero 2 : il Nagata per la cena con uno splendido sashimi misto – non credete a chi vi dice che mangiare in Giappone costa caro perché un piatto come questo costa circa 7€ e in generale si mangia bene con una media di 10/12€ a pasto .
A seguire age gyoza, ovvero gyoza fritti, tori no karaage (pollo fritto) e tofu chanpuro, ovvero con verdure .



Oggi, domenica 9 marzo, grazie a Filippo, conosciuto attraverso un gruppo Facebook per gli amanti del Giappone, abbiamo conosciuto meglio Okinawa, sia attraverso i suoi piacevoli e dettagliati racconti, che durante l’escursione che ci ha organizzato (80€ a persi a tutto incluso):
- Visita del villaggio di Ōgimi , dove la popolazione vanta il miglior tasso di longevità al mondo e un alto numero di centenari in rapporto al numero di abitanti.
- Tata-ki Falls, le cascate raggiunte attraverso un sentiero – un po’ impervio (necessario abbigliamento adatto e possibilità di noleggio scarpe impermeabili) – nel parco di Yanbaru, nome dato alla parte settentrionale boscosa dell’isola. L’area è stata inclusa in una presentazione per l’iscrizione nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO.
Pranzo alla locanda giapponese 食事処 より道, 292 Gogayama, Nakijin, Kunigami District, con Okinawa soba e butaniku no shōgayaki, ovvero maiale allo zenzero.



- Visita del Minzokushiryo Museum a Nago, museo del folklore il cui proprietario e curatore, é il signor Makabi, collezionista di oggetti storici. Gran parte della collezione sono oggetti del secolo scorso, dai dischi in vinile alle fotocamere vintage. Ingresso 500¥.
- Passeggiata nel Ocean Expo Park Tropical & Subtropical Arboretum a Motobu all’interno del Ocean Expo Park: ingresso gratuito (sono a pagamento alcune attrazioni: l’Acquario Churaumi 2.180¥, il Tropical Dream Center 760¥ e l’Oceanic Culture Museum 190¥)
Grazie a Filippo per essere stato una perfetta guida, potete contattarlo per l’organizzazione di escursioni e anche di transfer aeroportuali attraverso messenger.
La giornata si è conclusa con la cena al わが家今帰仁店, da noi, al Nakijin Village, con : altro sashimi misto, tataki di manzo e teishoku con tori-katsu.
Il teishoku è un tipico pasto giapponese in cui tutti i piatti sono serviti in un’unica portata, similmente ad un pasto casalingo.
Gli alimenti immancabili in ogni portata della cucina teishoku sono il riso e la zuppa di miso, poi c’è la portata principale spesso fritta – come in questo caso la cotoletta di pollo – insalate, tsukemono (sottaceti giapponesi).
Si inizia dal riso, si prosegue con la zuppa e poi le altre pietanze alternandole al riso.


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