Dopo la proclamazione dell’indipendenza e per buona parte dell’Ottocento e della prima metà del Novecento, a causa dell’instabilità interna e di una serie di lotte civili e dittaure che seguirono, il Venezuela non riuscì ad avere uno sviluppo economico soddisfacente.
Fino ad arrivare all’immigrazione europea degli anni quaranta e allo sfruttamento del petrolio che portarono innovazione e sviluppo.
E fu Marcos Pérez Jiménez, appartenente alla giunta militare ascesa al potere nel 1948, dopo aver riunito su di sé tutti i poteri, divenendo dittatore del Venezuela a favorire proprio l’immigrazione.
Sul finire degli anni cinquanta, all’indomani della caduta del dittatore si impose nel paese un sistema di governo democratico giunto fino ad oggi.
Nel 2002 è stato ordito un colpo di Stato contro Hugo Chávez, reo di aver ripetutamente ed insistentemente violato il dettato costituzionale, da parte di settori dell’imprenditoria, che però fallì.
Chávez è morto di cancro nel marzo del 2013 e il suo posto è stato preso da Nicolás Maduro, uno dei suoi più fedeli sostenitori.
Sotto il suo governo sono emersi gravi problemi economici, e una strenue lotta contro gli Stati Uniti, così lo status economico del Venezuela è notevolmente peggiorato con un aumento del crimine, dell’inflazione e della povertà.
Nel 2017 la procuratrice generale del Venezuela Luisa Ortega Díaz ha promosso davanti alla Corte Suprema un’azione nei suoi confronti, con l’accusa di aver violato l’ordine costituzionale e sovvertito il sistema democratico.
Il 6 aprile 2015, 33 leader mondiali hanno emesso un manifesto contro il governo di Maduro.
A seguito delle elezioni presidenziali in Venezuela del 2018, fortemente contestate e considerate irregolari dalle opposizioni e da diversi stati esteri, e del successivo re-insediamento di Nicolás Maduro, Juan Guaidó, Presidente dell’Assemblea Nazionale, si è autoproclamato Presidente della Repubblica Bolivariana.
Durante la crociera con Costa Romantica, nel 2002, sono sbarcata all’Isola Margarita, ma non posso dire di essere stata il Venezuela, se non per poche ore.
Vorrei da anni andare a Los Roques, ma il susseguirsi dei problemi politici venezuelani, fino ad ora, me lo ha impedito.
La cucina venezuelana ha radici europee, indigene ed africane, ed è fortemente influenzata dalle cucine caraibiche per quanto riguarda le tecniche e l’uso di alcuni alimenti come ad esempio il plantano.
Anziché pane, la maggior parte dei venezuelani mangiano le arepas venezuelane: delle focacce preparate con farina fine di mais bianco, solitamente mangiate non solo come un spuntino, ma anche durante i pasti principali.
Sono ideali per i celiaci, essendo prive di glutine e vengono poi riempite nei modi più svariati: formaggio fuso, carne di pollo sfilacciata, verdure.
Le arepas si consumano anche così come sono, o fredde con salumi, insalate, gamberetti, tonno, caraotas negras (salsa di fagioli neri) e formaggio bianco, formaggio giallo e carne mechada (chiamata la “pelúa”), platano fritto o anche con l’insalata di pollo e avocado chiamata Arepa “reina pepiada“.
Il 14 settembre è la giornata mondiale dell’arepa.

- DifficoltàMedia
- CostoMolto economico
- Tempo di preparazione10 Minuti
- Tempo di riposo5 Minuti
- Tempo di cottura10 Minuti
- Porzioni4 persone
- Metodo di cotturaFrittura
- CucinaVenezuelana
- StagionalitàTutte le stagioni
Ingredienti
Strumenti
Preparazione
Mettete in una ciotola la farina di mais precotta, il sale e l’olio e aggiungete i millilitri di acqua necessari. Mescolate inizialmente con una forchetta e, quando l’impasto sarà più solido, immergete le mani e impastate leggermente.
Formate 4 palline tonde della dimensione di un uovo e lasciare a riposo per qualche minuto.
Schiacciate le palline che devono avere lo spessore di circa 1,5/2 centimetro.
Riscaldate la padella e cuocete le arepas da ogni lato, fin quando non avranno il colore e la croccantezza giusta (15 minuti).
Poi fatele raffreddare leggermente. Con un coltello a punta tagliatele in senso orizzontale fino a metà se volete farcirle.
Farcite le arepas venezuelane con gli ingredienti e le salse a piacere.


Nata Criolla
Potete servirle anche con nata criolla (natilla) : crema di latte vaccino pastorizzata dal colore bianco, e la consistenza cremosa, lievemente salata, un sapore aspro e molto cremosa.
Ideale da spalmare e servire con tequeños, arepas, jojoticos, tostadas.
▶La sua origine è associata al cibo di pianura : i guaros rivendicano tradizionalmente la crema come propria, bandiera gastronomica dello stato di Lara.
Potete acquistarla attraverso il profilo Instagram di @formaggioartigianalevzla .

Come si preprarano i caraotas negras?
Mettete in ammollo i fagioli secchi (250 gr) in abbondante acqua per almeno 12 ore.
Scolateli dall’acqua di ammollo e versateli in un’ampia pentola dal fondo spesso assieme ai 10 bicchieri di acqua. Coprite e portate a ebollizione. Al primo bollore abbassate la fiamma e lasciate cuocere, coperti, per circa 1 ora.
Passato il tempo, scoperchiate, controllate la cottura e continuate a fuoco medio per circa un’altra ora.
Nel frattempo preparate il soffritto aromatico. Lavate, aprite e liberatevi dei filamenti interni e dei semi sia del peperone che degli ají dulce (3). Tagliateli a julienne.
Sbucciate, lavate e tritate sia la cipolla (1) che lo spicchio di aglio.
In un pentolino scaldate l’olio, rosolate le verdure e insaporitele con sale e abbondante cumino.
A circa 10 minuti dalla fine della cottura aggiungete nella pentola il soffritto e mescolate in modo da amalgamare.

Come si prepara la Arepa reina pepiada?
È l’Arepa più famosa del Venezuela, nata in onore alla celebre regina Susana Dujim, Miss Venezuela e Miss Mondo 1955.
La parola “pepiada” vuole dire fantastica, un aggettivo applicabile a una donna corposa con belle curve, come andava di moda allora.
Ingredienti: pollo sfilacciato, crema all’avocado, condita con coriandolo, cipolla e un pizzico di maionese.
Cuocere il petto di pollo in una pentola con acqua e un po’ di sale.
Sminuzzare il pollo con una forchetta fino a ridurlo in striscioline e tritare la mezza cipolla rossa in quadrati molto piccoli. Tritare anche il coriandolo.
Mescolate la cipolla rossa con il coriandolo e schiacciare grossolanamente l’avocado (1) con l’aiuto di una forchetta. Aggiungere 3 cucchiai di maionese e un pizzico di sale e pepe.
Dosi variate per porzioni
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