torta al vino rosso

questa torta è davvero una scquisitezza, e di un profumo inebriante, la ricetta l’ho presa qui , molti anni fà

io ho variato alcuni ingredienti adattandoli ai miei gusti personali

gr 210 farina di riso integrale
gr 170 zucchero integrale mascobado
gr 70 burro
gr 40 cacao amaro in polvere
gr 40 gocce di cioccolato
ml 125 vino rosso lambrusco
1 bustina di lievito
1/2 cucchiaino di cannella
la punta di 1 cucchiaino di polvere di chiodi di garofano
1 pizzico di sale

- fondere il burro in una pentola con il vino rosso, lo zucchero, la polvere di cacao setacciata e la polvere dei chiodi di garofano
- quando si è addensata allontanarla dal fuoco e metterne da parte un poco per la glassatura della torta
- unire alla crema rimanente le uova una alla volta, la farina col lievito, la cannella e il sale ed infine le gocce di cioccolato
- cuocere in forno caldo 170° 35 40′
- lasciare intiepidire il dolce e glassarlo con la crema al vino messa da parte

 

 

 

 

torta venere

una torta dal gusto davvero particolare donato dalla farina di riso venere, ricetta light

gr 250 farina di riso venere, ottenuta frullando il riso venere
ml 90 latte o yogurt bianco
3 uova
gr 120 zucchero di canna
ml 50 olio di semi
1 bustina di lievito per torte
mezzo cucchiaino di cannella

- motare le uova con lo zucchero a spuma per almeno 10′
- unire la farina setacciata col lievito
. ammorbidire col latte e l’olio
- unire la cannella
- versare in uno stampo rettangolare e cuocere in forno caldo 170° 35 40 min

l’ho servita con una coulisse di fragole ottenuta frullando 5 fragole ad un cucchiao di zucchero e una spruzzata di limone

testaroli al pesto genovese

i testaroli sono un prodotto tipico della Lunigiana e dello Spezzino preparati con pochi ingradienti, acqua e farina, e cotti in testi di terracotta o ghisa preriscaldati. Possono essere conditi anche col ragù di carne, di selvaggina, pollo, salsiccia o con un buon sugo di funghi

farina 00,  oppure  integrale
pari peso di acqua
sale
pesto genovese
per 4 persone cucinare 2 testaroli, i miei sono del diametro di 26 cm

- miscelare la farina con l’acqua e un pochino di sale, dovrete ottenere una pastella densa
- stendere la pastella ad uno spessore di 3 mm e cuocere per 10′ coperto da un coperchio
- far raffreddare e tagliare i testaroli a losanghe, cuocerli immergendoli in una pentola d’acqua bollente salata, ma spenta
- scolarli dopo 30/40 secondi e condire con il pesto

pesto alla genovese

In genovese ” pesto ” significa battuto, proprio perchè per fare questa salsa si pestano le foglie di basilico e tutti gli altri ingredienti con un pestello di legno di bosso o di pero dentro al mortaio di marmo, io ne ho ereditato uno antico di più di cent’anni. Si usa il basilico di Pra, ponente genovese, l’ aglio bianco di Vessalico, molto digeribile, il parmigiano reggiano stagionato 36 mesi, il pecorino sardo, i pinoli di Pisa,  il sale grosso marino e l’olio extravergine d’oliva taggiasco. Il pesto mal sopporta la cottura, infatti bisogna scaldarlo e ammorbidirlo appena con un poco d’acqua di cottura della pasta. Ci si condiscono gnocchi, trofie, trenette, testaroli, corsetti…..a me piace tanto spalmato sul pane. Difficile stabilire con precisione il peso degli ingredienti perchè ho imparato a farlo ad acchio, aggiustando passo dopo passo l’aggiunta dei formaggi….vi consiglio di prendere come base questa ricetta e di correggere man mano il tiro

2 mazzi di basilico, una trentina di foglie piccole e tenere
gr 50 parmigiano reggiano stagionato 36 mesi
gr 30 pecorino sardo
1 manciata di pinoli
6 cucchiai di olio evo

- si comincia col pestare l’aglio, nell’antichità fino a due teste a persona,col sale grosso
- si uniscono le foglie di basilico lavate ed asciugate delicatamente
- ora si aggiungono i pinoli e i formaggi poco per volta e a filo l’olio
- si pestano gli ingredienti compiendo dei movimenti circolatori,  pestando e spingendo la crema verso le pareti di marmo, e raccogliendo il contenuto sul fondo, dopodichè si raccoglie in contenitori di vetro e si ricopre di olio d’oliva
. si conserva qualche giorno al fresco oppure si congela in piccoli e comodi barattoli

marmellata di arance amare, ipocalorica

eccomi al raccolto annuale delle arance amare del mio alberello….impossibile mangiarle crude…ottime per una marmellata

1 kg arance pelate e parte delle bucce
gr 350 zucchero di canna
1 busta fruttapec 1:3
succo 1 limone

- tagliare a pezzi le arance e togliere i noccioli
- tagliare a julienne le bucce
- unire il succo del limone
- unire lo zucchero e far cuocere a fuoco lento
- invasare e sterilizzare i barattoli

panstecco

…un simpatico modo per far  mangiare la carne ai bambini, un divertente finger food, un insolito secondo da offrire agli amici


gr 300 farina 00
gr 25 burro
ml 120 latte
1 uovo
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di sale
3/4 bustina di lievito di birra secco
gr 800 fesa di tacchino tritata
aromi
pane grattugiato per impanare
semi di sesamo
8 fette di scamorza a fettine sottili
8 stecchi lunghi da spiedino

- impastare la farina col burro fuso, il latte e il lievito+zucchero lontano dal sale
- far lievitare 40′ al caldo nel frattempo preparare la carne
- insaporire la carne tritata con un pizzico di sale e gli aromi che preferite
- dividerela in 8 palline che lavorerete a cilindro, rivestirle con  una fettina di formaggio
- dividere la pasta lievitata in 8 pezzi, spianarli leggermente formando un rettangolo
- avvolgere i cilindri di carne, chiudendo bene e far lievitare ancora una mezz’oretta al caldo
- passare velocemente nell’uovo leggermente battuto, impanare nel pan grattaro+semi di sesamo
- far lievitare ancora 30′ al caldo
- infilare alla base gli stecchi bagnati, per non farli bruciare
- cuocere in forno caldo 180° 20′

 

 

 

 

plum cake salato scamorza e salame

il lavoro mi tiene sempre fuori casa per l’ora di pranzo,così mi devo organizzare per lasciare qualcosa da mangiare per Marta. Questa torta salata è veloce da preparare e si può surgelare a fette, ottima servita con una fresca insalata, comoda da portare al mare o al lavoro

gr 200 farina 6 cereali, oppure 00
gr 100 ricotta
ml 100 latte
ml 60 olio evo
gr 100 scamorza
gr 100 parmigiano reggiano , metà grattugiato
3 uova
gr 60 salame
1 bustina lievito per torte salate
un cucchiaino di santoreggia

- unire alla farina miscelata col lievito la ricotta, il latte, l’olio e le uova leggermente battute con gr 50 di formaggio parmigiano grattugiato
- unire il salame fatto a pezzetti, la scamorza a cubetti e il restante parmigiano a pezzetti
- versare in uno stampo da plum cake
- cuocere in forno caldo a 180° per 50′

focaccia al formaggio di recco

tipica di Recco, ricetta molto antica,

gr 500 farina di grano duro
gr 400 stracchino
5 cucchiai di olio evo
sale

- impastare la farina con 4 cucchiai di olio e un mestolino di acqua tiepida e il sale
- far riposare coperto per un’oretta
- dividere a metà la pasta e stendere molto sottile
- mettere lo stracchino su una sfoglia nella teglia unta di olio e ricoprire con la sfoglia di pasta rimanente
- cuocere in fornocaldo a 180° 15′

le pentoline al ragù di Dada

…dopo averle viste come potevo non cucinarle per gli amici?????   sono belle e buone e piacciono, oh se piacciono, grazie Dada!  la sua ricetta la potete trovare qui, pentoline al ragù ,io riporto fedelmente le sue indicazioni

ricetta per 6-7 pentoline

1 foglio di pasta per pizza
ragù
150 gr besciamella ( ml 500 latte, gr 100 farina, sale, noce moscata )
100 gr parmigiano reggiano grattugiato

- stendere la pasta ed appiattirla leggermete
- ricavare dei dischi del diametro leggermete superiore a quello degli stampini dentro ai quali cuocererte le pentoline, io ho usato gli stampi al silicone
- con la restante pasta ritagliare anche i dischi per i coperchi e sopra ai quali mettere delle aplline di pasta
- foderare gli stampini e riempirli con la besciamella, il sugo di carne e ancora un pochino di besciamella, cospargere con formaggio grattugiato e fiocchetti di burro
- infornare a 200° per 10 ‘
- servire con i coperchi

BESCIAMELLA

- scaldare il latte ed unirvici a filo la farina sempre mescolando, salare e profumare con un cucchiaino raso di noce moscata
- portare a cottura, 10′ circa

a fugassa zeneize

qui a Genova la mangiamo un pò a tutte le ore….la mattina pucciata nel cappuccino è una libidine che solo noi sappiamo provare, accompagnata da un fresco bicchiere di vino bianco, farcita col prosciutto o col salame, in tavola al posto del pane, a scuola durante la ricreazione…..e perchè no, spalmata con la nutella!!!!!
l’ho appena sfornata e sono ancora avvolta nel suo profumo…….l’ho impastata questa mattina , e curata per ore….fino ad averla qui nelle mie mani….ops, ormai nella mia panza :P

gr 600 farina manitoba
ml 300 acqua
1 cucchiaio di sale fino
3 cucchiai sale grosso
ml 100 olio evo
1 bustina lievito birra secco
1 cucchiaino di malto o miele

- setacciare la farina e mettere in un angolo il lievito col malto e nell’angolo opposto il sale
- versare l’acqua tiepida e cominciare ad impastare
- versare l’olio
- inpastare almeno 10′
- piegare più volte la pasta, specialmente con farine poco forti, con la manitoba si può anche non fare
- ungere, coprire e far lievitare al caldo per almeno 1,30 ‘
- ungere le teglie, 2 da 35×43
- mettere la pasta senza stenserla ma dandogli la forma della teglia, ungere, coprire e far lievitare almeno un paio d’ore, coperta dalla pellicola e da un panno
- stendere la pasta con le dita, praticare delle fossette, cospargere col sale grosso e rimettere a lievitare un’oretta
- cospargerere con una miscela di acqua e olio
- infornare a 250° 10′ – vaporizzare a metà cottura con acqua e ricordarsi di mettere un ciotolino di acqua nel forno
- sfornare e mettere a raffreddare su una griglia