Zuppa inglese

Oggi secondo il Calendario del Cibo italiano è la Giornata Nazionale della Zuppa Inglese. Dolce della tradizione italiana, amato praticamente da tutti.
Ambasciatrice della giornata è la bravissima Rita Mezzini del blog La fucina culinaria.
E’ conosciuto in tutta Italia, ma in Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria e Lazio è sicuramente più diffuso, dove si possono trovare alcune varianti, radicate nella tradizione, molto interessanti.
Si tratta di un dolce al cucchiaio composto da crema pasticcera e Savoiardi inzuppati nel liquore Alchermes.
In Emilia Romagna viene preparato alternando crema pasticcera gialla a crema pasticcera al cioccolato. Un dolce quindi, molto colorato, che allieta i pranzi domenicali di quasi tutte le famiglie emiliane.
Qui a Sassuolo, città in cui vivo, esiste anche la versione a “torta”, cioè la zuppa inglese è racchiusa all’interno di un guscio di pasta frolla, come se fosse una crostata, in cui si alternano le due creme pasticcere gialla e nera e i savoiardi inzuppati nell’Alchermes.

zuppa inglese

Al centro della foto potete vedere la forma classica della zuppa inglese emiliana, cioè a zuccotto, una versione rettangolare più pratica da servire in tavola e la versione a torta, golosissima.

Per quanto riguarda la storia di questo dolce, mi piace molto la versione della sua origine emiliana, proprio come ce la racconta Wikipedia: ve la riporto fedelmente in modo molto campanilistico.
Le origini del dolce si collocano secondo questa ipotesi al XVI secolo, presso la corte dei duchi d’Este quale rielaborazione di un dolce rinascimentale anglosassone, il trifle, considerato un po’ la madre di tutti i dolci, fatto con crema e pan di Spagna, il tutto innaffiato da bevande alcoliche (per esempio lo Sherry di Cadice).
I contatti commerciali e diplomatici con la casa reale britannica erano frequenti, ed l’ipotesi sostiene che sia stato proprio un diplomatico di ritorno da Londra a richiedere ai cuochi di corte di riassaggiare il trifle.
Nei vari tentativi la ricetta sarebbe stata rielaborata dapprima sostituendo la pasta lievitata all’inglese con una ciambella di uso comune nella zona emiliana: la brazadela. La brazadela veniva cotta in forma di ciambella e consumata con accompagnamento di vino dolce, così come era in uso frequente anche per altri dolci. Nella sua forma non a ciambella viane chiamato Bensone, ma questa è un’altra storia.
Seguendo la tesi rinascimentale, si può supporre che la preparazione sia divenuta comune e che, nell’intento di portarla al rango di dolce gentilizio e non popolare come il suo cugino inglese, si sia provveduto a ingentilirlo ulteriormente sostituendo la bracciatella con il Pan di spagna e la panna con la crema pasticcera. Col tempo questo trifle modificato avrebbe preso poi il nome di “zuppa inglese”.

zuppa inglese

Ingredienti
500 g di savoiardi
1 l di crema pasticcera
100 g di cioccolato fondente
Alchermes q.b.

Preparazione
Preparate la crema pasticcera e dividetela in due parti.
Sciogliete il cioccolato fondente a bagnomaria, oppure nel microonde, e aggiungetelo a una delle due parti di crema pasticcera mescolando con cura.
Mettete l’Alchermes in un piatto fondo e inzuppate i savoiardi.
Foderate lo stampo e versate la crema pasticcera gialla. Aggiungete uno strato di savoiardi inzuppati e terminate con lo strato di crema pasticcera al cioccolato. Riponete in frigorifero a rassodare per almeno due ore.
Al momento di servire, aiutandovi con un grosso cucchiaio, mettete una generosa porzione di Zuppa Inglese sul piattino e portate in tavola.

Per la crema pasticcera
1 l di latte
8 tuorli
200 g di zucchero
100 g di farina
Scorza di limone

Portate a bollore il latte con la scorza del limone e lasciate intiepidire.
Montate i tuorli con lo zucchero e unitevi, poco alla volta, la farina. Appena il latte è tiepido unitelo al composto di uova mescolando accuratamente in modo che non si formino dei grumi. Eventualmente aiutatevi con una frusta. Cuocete a fuoco basso mescolando bene fino a quando la crema non sarà densa.

Una piccola precisazione.
Come potete vedere dalla foto delle mie Zuppe Inglesi, i savoiardi hanno una forma strana, sono molto grandi e ricordano piccoli porzioni di Pan di Spagna.
Questo perchè, qui a Modena e Reggio Emilia utilizziamo dei savoiardi speciali. Se avete voglia di leggere la sua storia vi lascio al sito Magner Bein (tradotto dal dialetto modenese Mangiare Bene) dove viene raccontata benissimo.

Precedente Cucino con Jamie, cooking party Successivo Bagel con salmone affumicato e crema di formaggio

7 thoughts on “Zuppa inglese

  1. Omamma, la versione a torta non la conoscevo ma è favolosa…adesso mi viene la voglia di sperimentare. Senti, ma tra lo strato delle due creme viene messo comunque un biscotto imbevuto? Oppure le due creme sono stratificate semplicemente?
    Sarei curiosa di saperlo.
    Grazie per l’interessante post. A presto, Pat

    • lericettedimichi il said:

      Ciao Patty, si tra i due strati di crema c’è uno strato di savoiardi imbevuti nell’Alchermes.
      Sotto metti la crema pasticcera gialla e sopra quella al cioccolato.
      Grazie per la visita.

  2. Abiti a pochi Km da me e guarda come cambia la zuppa inglese.
    La torta di zuppa inglese è un’idea splendida ed anche servita come uno zuccotto la rende ancora più golosa.
    Grazie per la tua collaborazione
    Rita

  3. Belle entrambe le versioni, prima di oggi non sapevo esistesse una versione tipo torta della zuppa inglese, infatti l’ho sempre vista servita nelle singole ciotole oppure a “cucchiaiate” dalle pirofile (la versione più sciccosa stile “dolce per il pranzo della domenica preparato dalla zia”!!!).
    La versione con la pasta frolla mi intriga assai e mi hai fatto venir voglia di provarla!!

  4. Very nice post. I just found your blog and wanted to state that We have really enjoyed surfing around your website posts.
    After all I am going to be subscribing for your rss feed
    and I hope you write again immediately!

Lascia un commento