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Il melograno frutto dell’estate: combatte afa, cancro e Alzheimer

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melogranoTumore, placche cardiache e Alzheimer, depressione sono scongiurate per tutti gli assidui consumatori del melograno, un frutto rosso vivo dal cuore morbido, ricco di semi sferici e succosi e proveniente da lontano, dalla mitica terra punica di Cartagine, da dove poi fu esportata dai romani, consumatori affezionati del frutto divino perché dotato di poteri magici, tra questi aumentare la virilità. Il melograno è stato dichiarato “frutto dell’estate 2015”, proprio per i suoi molteplici effetti benefici. Consumato assoluto, o frullato con altra frutta di stagione, garantisce energia e gusto dissetante per contrastare i sintomi del caldo afoso. Fin dall’antichità si considerava questo frutto “sacro” perché era in grado di combattere la sterilità negli uomini, come nelle donne.

Il melograno, nato a Cartagine, famoso in tutto il mondo

L’etimologia del termine melograno viene dal latino e vuol dire “mela con i semi”; quest’ultimi sono spesso utilizzati per conferire colore ad alcuni liquori, come il vermuth; ed ancora è apprezzatissimo in Messico, dove viene utilizzato per donare sapore dolce al chili di carne. Il melograno racchiude moltissime proprietà terapeutiche nel cuore dei suoi semi.

Quali sono le sue proprietà magiche?

E’ un frutto ricco di potassio e fosforo, ma anche calcio e sodio. Inoltre, il melograno è costituito da flavonoidi, ovvero antiossidanti come quercitina e gallico, che ne fanno un frutto della medicina. Secondo alcune ricerche condotte nel corso dei secoli è stata appurata la proprietà antitumorale di questo frutto, grazie alla presenza di acido ellagico ed altri flavonoidi che contrastano cancri alla pelle, alla prostata, ai polmoni ed al seno. L’acido ellagico è molto potente anche contro l’insorgere della diarrea, annientando del tutto il famoso “verme solitario”.

Melograno sì contro l’Alzheimer, ma attenzione al consumo eccessivo

La scienza ha condotto numerose ricerche sulle potenzialità mediche del melograno, appurando la loro efficacia nel prevenire la formazione di placche aterosclerotiche sulla superficie del cuore e nel curare la depressione e la fragilità ossea, causate dalla menopausa. Chi desidera godere dei benefici di questo “frutto degli dèi” dovrebbe consumarne almeno un melograno al giorno, dose che assicurerebbe anche contro il morbo di Alzheimer. Per la sua leggerezza e per i suoi effetti anticoagulanti viene indicato anche per i pazienti in dialisi. Però, come tutte le medicine, anche il melograno può causare qualche effetto indesiderato: vertigini e cefalea, sonnolenza e difficoltà a respirare. Se si è vittime di uno di questi effetti, è meglio consultare un allergologo.

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