I Taralli sugna e pepe, o taralli ‘nzogna e pepe, sono rigorosamente accompagnati da una fresca birra e consumati sugli scogli di Napoli per un momento di puro relax!
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Gli ingredienti sono: farina, io ho utilizzato quella di grano sarceno per una versione senza glutine, lievito (io ho usato quello madre), sugna e pepe.
▶Etimologicamente, ci sono varie ipotesi:
– dal latino con il verbo torrere, cioè abbrustolire
– dal francese toral, cioè essiccatoio
– d’oltralpe dal termine “danal” (pain rond, pane rotondo)
– dall’etimo greco “daratos”, “sorta di pane”.
▶Il tarallo è pasta avvolta su di sé mista al pepe e adornata con le mandorle, rigorosamente, sgusciate e cotte in un forno a temperature elevate.
▶Nato a fine ‘700 dall’esigenza dei fornai napoletani di recuperare i resti della pasta lievitata della produzione del pane, dopo averla insaporita con sugna (n’zogna) e pepe.
▶Successivamente fu arricchito con altri ingredienti e nei primi anni dell’ 800 venne aggiunta anche la mandorla.
▶In passato i taralli erano venduti dal cosiddetto “tarallaro” che, con la cesta sulle spalle, girava nelle strade delle città per vendere ai passanti, pubblicizzando con lo slogan “il buono con poco”.
Non scoraggiatevi se non riuscite a creare dei cordoni lisci che si arrotolano su se stessi, perchè è normale, manca la maglia glutinica, cercate nel modo migliore di rendere la forma tipica del tarallo.