Dopo aver espletato tutte le formalità necessarie – che vi ho elencato nel precedente e articolo – il nostro viaggio verso Shanghai é cominciato martedì 26 dicembre, quando siamo decollati da Malpensa con il volo Austrian Airlines delle ore 20.30 con destinazione Vienna.
Thank you for reading this post, don't forget to subscribe!Abbiamo dormito una notte a Fischamend , un comune austriaco di 5348 abitanti nel distretto di Bruck an der Leitha, tra il 1938 e il 1954 era accorpato alla città di Vienna, ora ha lo status di città (Stadtgemeinde).
A pochi minuti dall’aeroporto si raggiunge in taxi con una spesa di 18€ oppure con il treno linea 7 dall’aeroporto, una fermata, 2€ a persona.
Al “Fruckstuckpension Elena Nicoleta Caltun” prenotata tramite Booking.com a 90€ , nel centro del paese.
Una funzionale pensione con self check in, camere nuove e ben accessoriate, comoda rispetto all’aeroporto e accanto a un ristoranti e due pub.
Noi, reduci dalle festività, non abbiamo cenato, seppur il desiderio di una Wiener schnitzel ci avesse tentato, ma siamo stati fortunati e ieri, mercoledì 27 dicembre, nello Sky Lounge (terminal 3 zona gate F e G) convenzionato con il nostro Priority Pass, l’abbiamo trovata insieme a un vero e proprio scrumble eggs basket…


Controlli prima del viaggio verso Shanghai, con decollo avvenuto alle ore 13.
Dopo circa 11 ore, oggi, giovedì 28 dicembre siamo atterrati a Shanghai alle ore 6.10 (+ 7 ore rispetto all’Italia).
Prima di passare dalla dogana occorre compilare una card e se le impronte digitali sono state già registrate per ottenere il visto, non occorre passare dal desk delle impronte digitali.
Il Wi-Fi gratuito dell’aeroporto non funziona con invio sms perché le sim italiane non lo ricevono, occorre registrare il passaporto al Wi-Fi kiosk.
Per il trasferimento dall’aeroporto si può prendere il treno Maglev, a levitazione magnetica, super veloce (raggiunge 300 km orari) che in 8 minuti raggiunge con circa 5€ (prezzo scontato presentando boarding pass) Longyang Road e da lì si dislocano le diverse linee metropolitane.
Attenzione ! Cercare un cambio valuta in aeroporto e cambiare contante o riturate da una ATM perché non ci sono operatori per fare i biglietti della metropolitana e le macchine automatiche non accettano carte di credito, accettano pagamento solo con QR code con app WeChat*, ma é necessario essere on line, oppure cash.
Noi, sprovvisti di contante, abbiamo dovuto prendere un taxi che prima ci ha accompagnato ad una banca per ritirare e poi in hotel.
Alloggeremo al Harbour Plaza Metropolitan **** , camera 2227 , fino al 4 gennaio, nella zona di Putuo District, fermata metropolita a pochi metri: Zhenru.
Stanchi dal viaggio abbiamo dormito un paio di ore e una volta recuperato un po’ di sonno, ci siamo diretti verso il Bund.
Bund deriva da un’espressione anglo-indiana indicante “le rive di una baia fangosa” e ricorda il suo passato di luogo per lo scarico merci di fronte a quello che oggi é il moderno quartiere di Pudong, ma che fino agli anni ‘90 era una zona paludosa.
Un tempo fu il primo quartiere commerciale della città e i suoi edifici storici raccontano quel passato.
Oggi è soprattutto la lunga passeggiata sopraelevata costruita negli anni 90, lungo la riva sinistra del fiume Huangpu con vista sullo skyline di Pudong; dalla sua zona sud partono infatti i traghetti per raggiungere l’altra sponda e le imbarcazioni turistiche che solcano il fiume.
Lungo la bella via pedonale Nanjing Road, per raggiungere il Bund, ricca di negozi di abbigliamento dalle marche internazionali e di chioschi con i cibi più disparati, ci siamo fermati al Wangxi Wangxi , una delle molte aree food, dove abbiamo scelto tra i piatti esposti: per me zongzi con manzo ovvero riso glutinoso con manzo avvolti in foglie di bambù, e per Stefano gli immancabili noodles saltati, simili ai soba giapponesi.

La prima nostra cena cinese é stata stasera all’interno del centro commerciale poco distante dal nostro hotel – Unipark max- ricco di ristoranti tipici, tra cui il “Xiang La La” dove abbiamo infine cenato con manzo saltato piccante, inari tofu con pancetta di maiale e zuppa di uova, accompagnati da riso e tè.
Il menù era solo in cinese e abbiamo scelto attraverso le foto e un po’ a sensazione …é però andata bene !


Anche qui difficoltà nei pagamenti. Le carte di credito straniere sono poco accettate e anche il contante non viene sempre accettato, prediligono il pagamento attraverso QR code che per noi stranieri é però impossibile.
Vi dò appuntamento con ViaggiandoMangiando in tour, in diretta sul mio canale Instagram il 30 dicembre, da Shanghai, fortunatamente grazie alla VPN TunnelBear i social funzionano!
*app WeChat scaricabile in Italia ma attivabile solo con invio messaggio di un utente già presente sull’app.
E un consiglio cinematografico per conoscere meglio Shanghai: Lust – Lussuria di Ang Lee e “Il velo dipinto” di John Curran.
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