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Le bottiglie di pomodoro – Passata di pomodoro fatta in casa


Agosto, andiamo. È tempo di fare le bottiglie di pomodoro

Settembre, andiamo. È tempo di migrare“, così inizia la famosa poesia  abruzzese di Gabriele D’Annunzio. Così come a settembre i pastori vanno al pascolo, in agosto i contadini abruzzesi (così come avviene in tutto il sud Italia) vanno a raccogliere i pomodori e passano giornate intere a realizzare le bottiglie di pomodoro: ossia realizzare la passata fatta in casa che viene imbottigliata, per poi essere utilizzata durante tutto l’anno.

 

Per tutto l’arco dell’anno, in ogni famiglia abruzzese, c’è chi si immola alla causa “delle bottiglie di pomodoro” e beve birra tutto l’anno: le bottiglie di vetro vengono messe da parte per poi essere riempite con la passata.

Il rito della realizzazione delle bottiglie di pomodoro si tramanda di generazione in generazione, specialmente per quelle famiglie che posseggono l’orto e che piantano ogni anno i pomodori, per poi “realizzare” le bottiglie. Questo evento può essere tranquillamente segnato su tutti i calendari abruzzesi, come se fosse la Quaresima; dunque non ricade lo stesso giorno dell’anno (come ad esempio il Natale), ma il giorno viene scelto di anno in anno in base alla stagione, alle precipitazioni, e quindi in base alla maturazione dei pomodori.

pomodori per bottiglie

Si trascorrono giornate intere in famiglia con amici e vicini di casa a lavorare e chiacchierare, con i bambini che, tra un insegnamento e l’altro, si divertono a sporcarsi dalla testa ai piedi con il pomodoro, le nonne che ridono e le mamme che si mettono le mani tra i capelli.

Ogni volta che ricordo quelle giornate scoppio a ridere perché mi torna in mente la faccia inorridita di mia madre che, fissandomi la maglietta piena di macchie di pomodoro fresco, realizzava che la t-shirt che indossavo era quella “buona” (ossia quella nuova, che dovevo mettere solo quando si usciva o per eventi speciali) ed io avevo deciso di metterla proprio quella mattina.

Anche perché le macchie di pomodoro sono difficili da togliere dai vestiti, specialmente negli anni ’90, quando non esistevano scioglimacchia e detersivi miracolosi e le lavatrici non erano super potenti come ora.

Ad ognuno viene data una mansione: c’è chi lava le bottiglie (da lavare il giorno prima e poi messe a scolare), chi lava i pomodori, chi li sbuccia, chi li passa nella macchinetta, chi imbottiglia, chi mette il tappo, chi cuoce le bottiglie nella callara (un grosso bidone riempito di acqua e scaldato dal fuoco dove vengono fatte bollire le bottiglie). Mio nonno era l’addetto alla callara, e solo chi è mosso da una grande passione può, come lui, stare sotto al sole cocente di una giornata di agosto, senza riparo o ombra, a cuocere le bottiglie di pomodoro con altrettanto calore che proviene dalla callara.

Oltre a realizzare la passata di pomodoro, è tradizione conservare i pomodori sotto varie forme per poterli utilizzare tutto l’anno, ossia: congelare i pomodori tagliati a metà, così da poterli fare arrosto al forno; congelarli a pezzi, per farci il sugo; oppure cuocere la passata fresca con basilico e aglio, conservarla poi nei barattoli di vetro (sterilizzati) così da utilizzarla come sugo per la pasta (oppure la sottoscritta la usa sulla pizza 😍).

Ogni estate mia nonna preparava un primo piatto squisito con i pomodori maturi appena raccolti, aggiungendo delle foglie di basilico e l’aglio: un piatto semplice ma strepitoso! Qui la ricetta.

Se non sei pratico di questo rito devi sapere che, facendo i pomodori, le bucce vengono spremute più volte perché il succo del pomodoro è proprio lì. 

Io metto da parte le bucce, dopo che sono state spremute più volte. Poi le faccio essiccare al sole (se hai a disposizione l’essiccatore, meglio per te, risparmierai tempo 😀), poi le frullo con l’aglio in polvere e l’origano essiccato. Poi passo tutto in un colino a maglie strette, così da rimuovere i semini, e raccolgo la polvere in un barattolo. Durante l’anno la utilizzo per insaporire i piatti, come fosse una spezia.

Polvere di pomodoro

Ad oggi i miei genitori realizzano le bottiglie di pomodoro in casa grazie a mio zio, che continua a portare avanti le tradizioni dei miei nonni e a coltivare il loro orto. Farle in casa richiede molto tempo ma soprattutto molta fatica; a tal proposito, ti do un consiglio, avendolo vissuto sulla mia pelle: se vuoi aiutare i tuoi genitori a passare il pomodoro nella macchinetta, perché proprio in quel momento ti senti spinta da una forza interiore che proprio quel giorno ti fa sentire Maria Goretti, assicurati di non essere precedentemente andata a fare due ore di allenamento in palestra, altrimenti ti ritroverai per tre giorni con dolori alle braccia e alle spalle che non riuscirai a sollevare nemmeno lo spazzolino.

Comunque dopo tanti anni, una cosa l’ho capita: quando aiuto i miei a fare le bottiglie di pomodoro, metto sempre i vestiti vecchi!

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