E’ fondamentale che i peperoni piccoli o le papaccelle napoletane utilizzate siano freschissime, carnose e senza nessuna ammaccatura, poiché la permanenza in aceto le “cuocerà” in un certo senso, ossia le renderà sempre più morbide man mano che passerà il tempo. Consiglio quindi di consumarle entro tre/quattro mesi per evitare che divengano mollicce.
Potrebbe, inoltre, essere necessario aggiungere più aceto di quello da me indicato, perché dipenderà dalla grandezza dei peperoni.
Laviamo le papaccelle e asciughiamole perfettamente. Non dovrà restare alcuna traccia di bagnato o umido. Il picciolo non va eliminato.
Nel frattempo versiamo l’aceto di vino rosso in un tegame e portiamolo a bollore.
Introduciamo le papaccelle nel contenitore di vetro (già sterilizzato) con delicatezza e senza romperle, ma cercando di incastrarle fra loro, laddove è possibile, per evitare che tornino continuamente a galla. Uno dei trucchi che uso è quello di incastrare la papaccella più superficiale sotto il bordo del collo del vaso; in questo modo bloccheremo la risalita anche degli altri peperoni. Inoltre, in commercio esistono dei pressini di plastica per alimenti che possono essere inseriti, quando la mistura di aceto è fredda, tra il tappo e il bordo del contenitore.
Non appena l’aceto comincia a fremere versiamolo poco per volta sulle papaccelle e riempiamo il contenitore fino all’orlo.
Lasciamo riposare le papaccelle senza coprire il vaso. Man mano che passerà il tempo, il livello dell’aceto si abbasserà e noi lo rabboccheremo, di volta in volta, con l’aceto avanzato e bollente ( mi raccomando), facendo sempre in modo che le papaccelle più superficiali siano coperte. Lasciamo passare una notte intera, poi potremo tappare ermeticamente il contenitore e riporlo in un luogo fresco ed asciutto. Si possono utilizzare dopo circa 20 giorni.