Si tratta di una ricetta ligure rivisitata, un po’ come accaduto già per la focaccia “Belin, che buna!”. Questa volta è la ricetta del “brandacujun” ad essere trasformata in un burger di stoccaficco e patate accompagnato da paté di olive taggiasche e lattuga.
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Il consiglio è quello di utilizzare la focaccia ligure (nel mio caso con farina di quinoa).
Nel video un’altra rivisitazione del brandacujun, nella versione “shakerata” assaggiata al ristorante “Machettö” di Pietra Ligure.
– L’incombenza di scuotere la pentola per amalgamare gli ingredienti del Brandacujun era affidato all’uomodi casa. Quest’ultimo, scuotendo la pentola da seduto, la faceva scontrare con le proprie… parti basse!
– Il nome deriverebbe dal fatto che la “brandatura” fosse eseguita dal cujun del gruppo, cioè il meno spigliato al quale non poteva essere affidato altro compito al di fuori di quello.
Dosi variate per
porzioni
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Classe 1980, ligure, ha pubblicato tre romanzi e altrettante raccolte di poesia, diplomata al Centro Sperimentabile di Cinematografia in sceneggiatura e produzione fiction televisiva, si occupa dell'organizzazione degli eventi artistico/culturali dell'associazione di cui è presidente.
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