Tarallo dell’Immacolata

Chi mi segue da tempo sa che amo le ricette della tradizione che siano della mia città o meno. Oggi vi farò conoscere il tarallo dell’Immacolata, un pane aromatizzato a forma di tarallo. E’ una ricetta tipica di Gravina in Puglia ed è consuetudine regalarlo e consumarlo la vigilia di questa ricorrenza. Si entra così nel vivo delle festività natalizie.
La ricetta è di una mia carissima amica gravinese ( del blog Il piatto allegro ) e, come lei, ho provato la versione con lievito madre. Se non avete uno, non disperate, qui di seguito trovete anche la versione con lievito di birra.
Siete pronti per fare un salto visrtuale in Puglia?

  • DifficoltàFacile
  • CostoMedio
  • Tempo di preparazione20 Minuti
  • Tempo di riposo6 Ore
  • Tempo di cottura40 Minuti
  • Porzioni8
  • Metodo di cotturaForno elettrico
  • CucinaItaliana

Ingredienti

Versione con lievito madre

250 g semola rimacinata di grano duro
200 g farina 0
250 ml acqua
30 ml liquore all’anice
20 ml olio di oliva
1 cucchiaio semi di finocchio
Mezzo cucchiaio semi di anice
1 cucchiaino malto d’orzo
2 cucchiaini sale fino

Versione con lievito di birra

400 g semola rimacinata di grano duro
130 g farina 00
un quarto di panetto lievito di birra fresco
300 ml acqua
20 ml olio di oliva
30 ml liquore all’anice
1 cucchiaio semi di finocchio
Mezzo cucchiaio semi di anice
2 cucchiaini sale fino
1 cucchiaino malto d’orzo

Strumenti

1 Planetaria
1 Teglia
1 Bilancia pesa alimenti
1 Mattarello

Passaggi

Prima di procedere con la preparazione del tarallo dell’Immacolata, rinfrescate il lievito madre e attendete il raddoppio.
Sia che utilizziate il lievito madre o il lievito di birra, il procedimento rimane lo stesso.
Spezzettate il lievito madre e versatelo nel boccale della planetaria insieme all’acqua e al malto d’orzo.
Azionate la macchina a bassa velocità per sciogliere un po’ il lievito e successivamente unite le farine setacciate, l’olio, il liquore e i semi. Impastate per un paio di minuti poi aggiungete il sale fino.
Continuate ad impastare fino a quando l’impasto sarà ben incordato; quindi ribaltatelo su un piano di lavoro leggermente infarinato, pirlatelo e riponetelo in una ciotola che coprirete con la pellicola trasparente.
Lasciate lievitare in un luogo tiepido ( 25/26° ) fino al raddoppio.

In questo periodo non è semplice avere questa temperatura in casa … Per ovviare a questo “inconveniente” che si presenta per ovvi motivi nel mesi invernali, ho realizzato una cella di lievitazione casalinga e ogni tipo di impasto lievita nei tempi canonici.

Trascorso questo tempo, trasferite l’impasto lievitato su un piano di lavoro leggermente infarinato e stendetelo fino a ricavare una sfoglia spessa 2-3 mm. Quindi arrotolatela su se stessa e chiudetela a tarallo. Trtasferite il tutto su una teglia rivestita con carta forno, coprite con una ciotola ribaltata e lasciate lievitare nuovamente. L’impasto sarà pronto per la cottura quando, spingendo la massa con un dito, risalirà immediatamente. Praticate quattro tagli in superficie, immaginando di disegnare un quadrato, spennellate con un po’ di acqua e infornate a 200°C in modalità statica.
Mettete un pentolino di acqua sul fondo del forno durante il preriscaldamento e lasciatelo per i primi 15 minuti di cottura; poi toglietelo e proseguite la cottura per altri 25 minuti. Come raccomando sempre, regolatevi col vostro forno.
A fine cottura, il tarallo dovrà risultare dorato.
Lasciatelo raffreddare completamente in verticale prima di servirlo.




***

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