Come capire se un uovo è ancora buono?

Come capire se un uovo è ancora buono?

 

Molti di noi si affidano alla data sulla confezione dei prodotti per capire quando il cibo è andato a male. Spesso però le date di scadenza non sono effettivamente correlate al reale stato di conservazione del cibo.

Con le uova per esempio, ne l’olfatto ne la vista possono determinarne la freschezza.

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Come capire se un uovo è ancora buono?

 

Ci sono due diversi modi per capire se le uova sono buone per essere mangiate o meno. Uno è quello che si può definire tecnico, cioè legato alla data di scadenza che troviamo sulla confezione, l’altro è invece il classico e infallibile rimedio della nonna.

In quest’ultimo caso basta riempire una ciotola con acqua fredda acqua e sale al 10%. 

  • Se l’uovo si deposita sul fondo vuol dire che è fresco.
  • Se resta a metà, dev’essere consumato solo previa cottura.
  • Se invece galleggia in superficie è meglio non cucinarlo.

La ragione per cui questo metodo funziona è perché i gusci d’uovo, essendo porosi, permettono un passaggio di aria.

Le uova fresche hanno pochissima aria e si depositano sul fondo, mentre quelle più vecchie, colme di aria, galleggiano!

Se l’uovo, una volta calato in acqua si posa su di un fianco, è invece perfetto per essere fritto.

Se resta in posizione verticale è invece ottimo per essere bollito.

 

IL CODICE DI TRACCIABILITÀ DELLE UOVA

 

uova-codice

Prima cifra

La prima cifra riporta la tipologia di allevamento delle galline:

  • 0” sta a significare un allevamento di tipo biologico, ovvero che utilizza mangimi e foraggi provenienti da agricoltura biologica (prodotti senza l’utilizzo di concimi chimici di sintesi e prodotti fitosanitari), integrabili fino al 20% con prodotti tradizionali. Gli animali sono in grado di razzolare liberamente all’aperto: si tratta la tipologia di uova che più si avvicina a quelle prodotte dalle galline “ruspanti” di cascine e fattorie.
  • 1” corrisponde all’allevamento all’aperto: gli animali possono girare liberi per una parte della giornata, deponendo le uova nei pagliericci oppure sul terreno loro adibito in un ambiente esterno.
  • 2” è il codice relativo all’allevamento a terra: questa tipologia consente all’animale di muoversi libero, non all’aperto bensì in un ambiente chiuso. Un esempio di allevamento da codice “2” è rappresentato dai grandi capannoni che si trovano nelle campagne; le galline depongono le uova per terra, sulla lettiera o nei nidi.
  • 3” infine corrisponde all’allevamento a batteria, o in gabbia: gli animali non hanno alcuna libertà di movimento, ma trascorrono la loro vita in gabbie e depongono le uova sul fondo della gabbia stessa. Le densità sono quasi claustrofobiche: in ogni metro quadrato di gabbia possono essere presenti anche 25 animali, ed i posatoi a disposizione per deporre le uova hanno una larghezza di appena 15 centimetri. Possono essere impilati sull’altro sino a 4-6 ordini di gabbie.

Mentre nelle prime tre tipologie è il personale dell’azienda agricola a provvedere alla raccolta manuale delle uova, nell’ultimo caso le uova deposte vengono convogliate ai macchinari di confezionamento mediante un nastro trasportatore che passa al di sotto delle gabbie.

 

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