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Ugali: Ricetta Originale della Polenta Keniota Senza Glutine

Nel 2004 ho vissuto la mia prima, indimenticabile esperienza a Watamu, all’interno di un villaggio turistico (I Viaggi del Ventaglio): un punto di partenza che, pur con i filtri inevitabili del soggiorno organizzato, mi ha permesso di affacciarmi per la prima volta sulle meraviglie naturali dell’Africa.

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Il turismo è una risorsa economica straordinaria per il Kenya, capace di creare forti connessioni e sostenere le comunità locali, anche se l’impatto delle dinamiche internazionali resta complesso da decifrare per un semplice viaggiatore.

Per andare oltre i confini dei resort e comprendere a fondo le mille sfaccettature del Kenya esistono molte strade: dai viaggi indipendenti a stretto contatto con le attività locali, fino alle esperienze di volontariato. Ognuna di esse offre una lente diversa per scoprire un Paese ricchissimo di storia, natura e culture.


Proprio durante quel viaggio ho incontrato per la prima volta l’Ugali, il vero pilastro della cucina keniota e di tutta l’Africa Orientale.

Spesso catalogato sbrigativamente come un “piatto povero” per la semplicità dei suoi ingredienti, è in realtà un alimento fondamentale e identitario, esattamente come la nostra polenta o la pasta: un cibo che unisce le famiglie e che rappresenta la base energetica della dieta locale.

Questa polenta bianca africana è una preparazione base dello street food africano e della cucina casalinga, tradizionalmente servita come accompagnamento a stufati di carne, pesce o verdure (come il celebre Sukuma Wiki).

Inoltre, essendo preparata esclusivamente con farina di mais bianca e acqua, l’Ugali è una ricetta naturalmente senza glutine e senza lattosio, perfetta da inserire nei menù free-from per chi cerca piatti internazionali inclusivi e ricchi di storia.

Sono solamente necessari farina di mais, acqua e sale anche se alcune delle popolazioni sono solite unirvi (o sostituire la farina di mais) il sorgo o il miglio, cereali coltivati prima dell’avvento del mais fra il XVI e XVII Secolo.

Normalmente questo piatto è accompagnato dallo spezzatino, ma può essere utilizzato per essere intinto nelle salse di pesce o nelle verdure.

Alcune delle verdure che in Africa vengono maggiormente utilizzate per ottenere un piatto energetico sono la zucca e la lattuga e in alcuni casi alcune tipologie di arachidi.

Molto simile al Fufu (tipico dell’Africa occidentale), che è generalmente più elastico e colloso perché preparato con tuberi come manioca, igname o platano bolliti e pestati, l’Ugali (Africa orientale) ha però una consistenza più compatta.

Entrambi, però, condividono lo stesso scopo: fare da accompagnamento “neutro” per raccogliere stufati, sughi e verdure con le mani.

  • Tempo di cottura20 Minuti
  • Porzioni4 persone
  • Metodo di cotturaBollitura
  • CucinaAfricana
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Ingredienti

400 g farina di mais bianco
800 ml acqua
q.b. sale

Strumenti

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Preparazione

In una pentola profonda versare l’acqua, aggiungere il sale.

Appena raggiunto il punto di ebollizione, versarvi la farina di mais bianco e fare cuocere a fuoco dolce mescolando sempre per circa 15-20 minuti.

La farina deve cuocere fino al completo assorbimento dell’acqua. Coprire il tutto e cuocere a fiamma bassissima per cinque minuti. Controllare la consistenza della polenta e, se completamente solida, rovesciarla in un vassoio. Coprirla con un panno umido e servire tiepida.

L’ugali deve avere una consistenza densa e senza grumi.

Alcune foto del viaggio in Kenya dal 15 al 23 febbario 2004

CURIOSITA‘:

A differenza della nostra polenta, l’ugali è di colore bianco. Ha una consistenza soda e compatta, quasi come se fosse una pagnotta, ed è mangiato tradizionalmente con le mani.

Di solito l’ugali si versa in un piatto che è poi posizionato al centro della tavola e condiviso in famiglia. Ognuno ne prende una porzione. Se ne stacca un pezzetto con le mani.

Con il pollice si fa una piccola pressione per creare una specie di conca, quasi a formare un cucchiaio che si va a intingere in stufati di carne (manzo, montone, capra, pollo, coda di bue pesce, verdure, fagioli).

La marca farina di mais bianco con cui mi trovo meglio per realizzare quezta ed altre ricette a base di questo prodotto è: Pan Farina Di Mais Bianca Precotta .

Come mai la cucina keniota ha degli influssi della cucina indiana?

La cucina keniota ha subito influenze dalla cucina indiana a causa della storia coloniale e degli scambi commerciali e culturali tra il Kenya e l’India.

Ecco alcuni motivi per cui ci sono influssi della cucina indiana in Kenya:
Colonizzazione britannica: durante il periodo coloniale britannico, molti indiani furono portati in Kenya come operai e commercianti. Questi indiani portarono con sé le loro tradizioni culinarie e le adattarono al contesto locale.

Comunità indiana in Kenya: la comunità indiana in Kenya è stata presente fin dal XIX secolo e ha mantenuto le sue tradizioni culinarie. Molti ristoranti e negozi di alimentari indiani in Kenya offrono piatti e prodotti tipici della cucina indiana.

Scambi commerciali: il Kenya e l’India hanno avuto scambi commerciali significativi, con l’India che esporta prodotti alimentari e spezie in Kenya.

Esempi di piatti kenioti con influenze indiane
Chapati: un tipo di pane piatto indiano che è diventato popolare in Kenya.
Samosas: frittelle di pasta ripiene di verdure o carne, originarie dell’India, ma ora comuni in Kenya.
Curry: piatti di curry sono comuni in Kenya, spesso preparati con carne o verdure e serviti con riso o pane.
Uso di spezie: la cucina keniota utilizza molte spezie comuni nella cucina indiana, come ad esempio il il cumino e il coriandolo.

In generale, gli influssi della cucina indiana in Kenya sono il risultato di una lunga storia di scambi culturali e commerciali tra i due paesi.


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Pubblicato da viaggiandomangiando

Classe 1980, ligure, ha pubblicato tre romanzi e altrettante raccolte di poesia, diplomata al Centro Sperimentabile di Cinematografia in sceneggiatura e produzione fiction televisiva, si occupa dell'organizzazione degli eventi artistico/culturali dell'associazione di cui è presidente.

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