I Scrippelletti all’olio sono frittelline povere, preparate con una pastella morbida e sono utilizzate in Abruzzo come sostitute del pane, per accompagnare prosciutto e formaggio pecorino per merenda, o addolcite con ricotta e zucchero
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Conosciuti anche come scrippelle sono composti di acqua, farina e olio d’oliva, e privi di lievito.
Qualcuno li associa alle “rivotiche” o “ribalte”, ma esse sono realizzate senza uova o con una minima quantità, come vuole la tradizione di Faieto.
Erano considerati il “pane dei poveri” per la loro semplicità e la capacità di sostituire il pane in tempi difficili.
Nella tradizione contadina, erano spesso consumati come “sdijuno”, la colazione salata rinforzata abruzzese di metà mattinata, un pasto sostanzioso durante le pause di lavoro nei campi o nei boschi, particolarmente comune tra i taglialegna di Faieto.
Attenzione!
I scippelletti all’olio NON sono le scrippelle ‘mbusse ovvero sottili crepês immerse in un leggero brodo di pollo o tacchino dopo essere state cosparse di parmigiano o pecorino d’Abruzzo stagionato ed arrotolate.
NON sono nemmeno le scrippellette dolci, delle frittelle lievitate fritte nell’olio e servite con zucchero.
La mia due versioni di scrippelletti all’olio sono senza glutine, con pomodorini e burrata, e con pecorino e prosciutto cotto.