Il termine “gyros” deriva dalla parola greca “γύρος”, tradotta come “giro”, che è esattamente come il turco “döner”.
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Nel passato era cucinato dai profughi provenienti da Smirne e Istanbul fra il 1922 e il 1923.
Come per il döner kebab, si tratta di carne marinata e cotta su un girarrosto verticale.
Solitamente è maiale o pollo, ma in alcune parti della Grecia si possono trovare anche gyros di carne di agnello.
Se al piatto – gyros plate – come nella foto, viene servito con patate fritte, cipolla, insalata e salse come la tzatziki e accompagnato da pita.
Per il gyros pitta, la carne viene servita avvolta in una grande pita con patatine fritte, salsa tzatziki, salsa di pomodoro, una fetta di pomodoro fresco e cipolla.
La foto è quella del Gyros assaggiato durante il nostro viaggio a Zante, al ristorante “Nostimon Imar”.
Segue la ricetta della versione “casalinga” che potete replicare a casa.
Differenza tra gyros pitta e döner kebab:
La sostanziale differenza tra il doner kebab turco e il gyros pitta greca sta nell’uso della carne di maiale.
Per entrambi si usa il pane arabo (chiamato pita in Grecia) una miscela di farine di frumento, acqua e lievito madre o pasta acida, nella versione “a tasca” per accogliere tutti gli ingredienti.