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Mafè (Senegal)

Il Senegal probabilmente è, tra gli stati africani (escluso nord Africa e Sudafrica), il più accessibile a livello turistico. Offre una vasta scelta di villaggi turistici internazionali, tra cui anche alcuni gestiti da noti Tour Operator italiani. E’ famoso per le bellezze naturali, per lo spirito artistico dei suoi abitanti, per l’accoglienza ( è chiamato“paese della teranga, ovvero dell’accoglienza) per la musica, per l’artigianato e anche per le spiagge coronate da palme. E’ un paese stabile e permette ai viaggiatori di viaggiare anche “fai da te” in maniera serena.

Per gli abitanti del Senegal i pasti rappresentano momenti importanti di condivisione, solidarietà e incontro, è abitudine mangiare tutti insieme, seduti su un tappeto intorno allo stesso vassoio. Non vengono usate le posate, ma si mangia con la mano destra, raccogliendo con le dita un po’ di riso, appallottolandolo fino a formare delle specie di polpette e portandolo in bocca. Tuttavia, quando ci sono ospiti europei viene solitamente offerto loro un cucchiaio. Il pesce, la carne e le verdure vengono spezzettati dalla padrona di casa.

L’agricoltura di sussistenza fornisce manioca e miglio, che costituiscono la base di quasi tutti i piatti della cucina senegalese. La base dell’alimentazione è infatti costituita da cereali, di cui, oltre il miglio, il più diffuso è il riso, importato dai coloni francesi alla fine del XIX secolo. Nella parte meridionale del paese si coltiva il fonio, un cereale conosciuto per le sue qualità nutritive e terapeutiche contro il diabete. Il Senegal è uno dei paesi dell’Africa occidentale in cui si consumano più legumi.

Il simbolo nazionale della cucina senegalese per eccellenza sono il Ceebu jën (riso col pesce) e il Mafè (o Maffé , Maffe o Maafe ), che è un piatto importato e completamente rielaborato dal Mali. Si tratta di uno spezzatino di carne cotto lentamente insieme alle verdure, ma quello che lo rende un piatto particolare è la presenza del burro di arachidi, che in paesi come l’Africa lo si utilizza quasi esclusivamente in preparazioni salate.
La base è sempre la stessa: cipolla, carne, che può essere di agnello, pollame o manzo, verdure e burro d’arachidi.

Ecco la ricetta.

  • DifficoltàMolto facile
  • CostoMolto economico
  • Tempo di preparazione10 Minuti
  • Tempo di cottura25 Minuti
  • Porzioni4 persone
  • Metodo di cotturaFornello
  • CucinaAfricana

Ingredienti

  • 1 kgcarne (agnello o manzo o pollo)
  • 200 gburro di arachidi
  • 1spezie (a scelta ..paprika, curcuma, cannella)
  • q.b.pepe
  • 1cipolla
  • 4pomodori
  • 3 spicchiaglio
  • 1 kgpatate
  • 4carote
  • 2peperoni rossi
  • q.b.cavolo cappuccio (opzionale)
  • q.b.pepeoncino
  • q.b.olio di arachide
  • 1dado da brodo
  • q.b.sale

Preparazione

  1. Tagliate la carne a dadini, tritate la cipolla e i peperoncini e schiacciate l’aglio.

    Fate scaldare abbondante olio di arachidi in una casseruola, quando sfrigola versate la carne e fatela rosolare per 5/10 minuti.

    Quando la carne risulta completamente colorata, aggiungete l’aglio, la cipolla, il peperoncino e le spezie.

    Salate, pepate, mescolate e lasciate soffriggere per alcuni minuti.

    Aggiungete il dado da brodo e i pomodori tagliati.

    Coprite il tutto con circa 1 litro di acqua e portate ad ebollizione a fuoco vivo.

    A questo punto unite le patate (che si possono sostituire con cassava, yam, taro o patata dolce), le carote ed il peperone (se volete potete aggiungere anche il cavolo), tagliati grossolanamente.

    Fate cuocere una mezz’ora abbondante e unite il burro di arachidi.

    Cuocete per ancora 15 minuti mescolando frequentemente per evitare che la pasta d’arachidi attacchi sul fondo, fino ad ottenere un aspetto cremoso.

    Si considera pronto quando l’olio del burro di arachidi affiora in superficie.

    Regolate eventualmente di sale e servite caldo sul riso lessato o miglio o cus cus.

Le bevande in Senegal

Il pranzo è accompagnato dal bissap, un infuso di Karkadè servito freddo; a fine pasto, dopo la frutta viene servito il tè berbero (athaya).

Nella regione Casamance si beve vino di palma, mentre nei villaggi dell’etnia Toucouleur si preferisce bere il toufam, un miscuglio di yogurt e acqua zuccherata, la bevanda tradizionale rimane tuttavia il tè alla menta.

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Pubblicato da viaggiandomangiando

Classe 1980, ligure, ha pubblicato tre romanzi e altrettante raccolte di poesia, diplomata al Centro Sperimentabile di Cinematografia in sceneggiatura e produzione fiction televisiva, si occupa dell'organizzazione degli eventi artistico/culturali dell'associazione di cui è presidente.

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