Come già raccontato nel precedente articolo, la mia base operativa per questa prima parte del soggiorno a Sanya è il “Summer Inn# a Sanya Bay, dove alloggerò fino al 18 ottobre.
Thank you for reading this post, don't forget to subscribe!In questi primi giorni, come giá in passato, sono in compagnia dei miei due amici italiani, Lucia e Luigi, prima che le nostre strade si dividano e io prosegua il mio lungo viaggio sull’isola.
Prima di ripercorrere in ordine cronologico questi nostri primi giorni, vale la pena fare un passo indietro per capire dove ci troviamo.
Sanya non è un’unica grande spiaggia, ma un sistema urbano e costiero articolato principalmente intorno a quattro grandi baie:
- Sanya Bay (Sanya Wan – 三亚湾): La baia cittadina per eccellenza, la più estesa e storicamente legata alla vita quotidiana degli abitanti.
- Dadonghai (大东海): Situata più a est, vicina al centro e famosa per essere stata una delle prime zone sviluppate per il turismo di massa, con una vivace vita notturna.
- Yalong Bay (亚龙湾): La baia dei resort di lusso e delle grandi catene internazionali, nota per la sabbia chiarissima e le acque particolarmente limpide.
- Haitang Bay (海棠湾): L’area di più recente espansione, dominata da hotel ultra-moderni, attrazioni futuristiche e il celebre centro commerciale duty-free.
La Storia di Sanya Bay: Da Villaggio di Pescatori a Litorale Urbano
Tra tutte queste, Sanya Bay è quella che conserva il legame più profondo con le origini dell’isola.
Per comprendere l’anima di Sanya Bay bisogna guardare a cosa c’era qui prima dell’esplosione turistica ed edilizia degli ultimi decenni.
Fino alla seconda metà del Novecento, l’area di Sanya era considerata dai cinesi una terra di confine remota, un luogo d’esilio ai margini dell’impero noto come Tianya Haijiao (“il fine del cielo e il confine del mare”).
Sanya Bay era una distesa selvaggia di dune di sabbia, palme da cocco spontanee e piccoli insediamenti di pescatori appartenenti in gran parte alle etnie Li e Miao, oltre alle comunità dei cosiddetti “Dan” (i nomadi del mare che vivevano tradizionalmente sulle imbarcazioni).
La trasformazione della baia è iniziata gradualmente tra gli anni ’80 e ’90, quando Hainan è diventata una provincia autonoma e Zona Economica Speciale.
A differenza di Yalong Bay o Haitang Bay, nate quasi dal nulla su progetto a tavolino per ospitare il turismo di fascia alta, Sanya Bay, che vanta circa 20 km di spiaggia, si è sviluppata come prolungamento naturale della città residenziale.
Il punto di svolta urbanistico è stata la realizzazione della Coconut Dream Corridor (椰梦长廊): un imponente intervento di riqualificazione ambientale e paesaggistica che ha piantumato e messo in sicurezza oltre 20 chilometri di fascia costiera con migliaia di palme da cocco e pini marittimi, creando un filtro verde tra i palazzi della città e il mare del Sud della Cina.
Oggi Sanya Bay nonostante la costruzione dei grattacieli moderni e la vista sull’isola artificiale di Phoenix Island (凤凰岛), ha mantenuto la sua vocazione di spazio pubblico e popolare, dove la vita di tutti i giorni della gente del posto continua a scorrere a ritmo lento proprio sulla sabbia.
Domenica 4 ottobre è stato dedicata a ritmi più distesi e a una fruizione individuale della zona.
Mentre i miei due compagni di viaggio sono andati in escursione verso ovest per visitare il complesso monumentale e spirituale del Nanshan Buddhism Cultural Zone (con la celebre statua gigante di Guanyin sul mare), io ho scelto di rimanere a Sanya Bay per una giornata di puro relax in spiaggia.
Una riflessione su Nanshan e la Statua Gigante di Guanyin
Organizzando gli itinerari attorno a Sanya, ci si imbatte inevitabilmente nella celebre Nanshan Cultural Tourism Zone, prenotabile qui su GetYourGuide, famosa in tutto il mondo per la sua maestosa statua di Guanyin alta 108 metri che emerge dalle acque del mare.
Prima di pianificare una visita, però, è importante fare una premessa fondamentale sulla natura di questo luogo: non si tratta di un sito storico antico.
L’intero complesso è stato realizzato alla fine degli anni ’90 (con la statua completata nel 2005) all’interno di un progetto di sviluppo turistico della città.
Sanya è una destinazione giovane e moderna, e Nanshan è strutturato a tutti gli effetti come un parco a tema culturale e spirituale: grandi ingressi scenografici, trenini elettrici interni per gli spostamenti, servizi commerciali e un’affluenza turistica imponente, specialmente nei fine settimana con famiglie e gruppi organizzati.
Per chi cerca un’esperienza spirituale intima o l’architettura di un antico tempio buddista immerso nella storia, la visita potrebbe risultare troppo commerciale e artificiale.
Per questo motivo, preferisco valutare con attenzione se inserirlo nel mio percorso, privilegiando esperienze più legate alla vita quotidiana e alla gastronomia locale dell’isola.
La mia mattinata è trascorsa lungo il litorale della Coconut Dream Corridor.
Un dettaglio logistico fondamentale da conoscere per chi visita Sanya Bay è che sulla spiaggia non sono presenti chioschi, bar o ristoranti direttamente sulla sabbia.
Per tutelare il paesaggio della fascia alberata e l’accesso pubblico, tutta la rete di ristorazione si trova subito al di là della strada principale (Sanyawan Road).
Per il pranzo è bastato attraversare il viale e fermarsi in uno dei locali antistanti il mare.
Qui ho provato una delle specialità simbolo della cucina tropicale di Hainan: il riso nel cocco (椰子饭 – Yèzǐ Fàn).
Si tratta di riso glutinoso cotto a vapore direttamente all’interno della noce di cocco fresca insieme all’acqua del frutto e alla sua polpa.

Nel tardo pomeriggio mi sono concessa una sessione di massaggio tradizionale cinese. A differenza dei massaggi rilassanti d’ispirazione occidentale, il massaggio cinese (spesso legato alle tecniche Tui Na 推拿) ha un approccio fortemente terapeutico e strutturale.
Pressione sui Punti di Agopressione (Acupoints): Il terapista lavora lungo i meridiani energetici (Jing Luo) applicando pressioni decise con pollici, nocche e gomiti per sbloccare il flusso del Qi (l’energia vitale) e della circolazione sanguigna.
Include manovre di impastamento profondo, trazioni articolari e percussioni ritmiche. Non è un massaggio delicato, ma punta a sciogliere contratture muscolari profonde e affaticamento da viaggio.
Molto spesso é praticato sopra un telo leggero di cotone o direttamente sui vestiti comodi, senza l’uso di oli aromatici (a meno che non si richieda uno specifico massaggio con coppettazione o oli erboristici).
La serata con: Riso Saltato Tradizionale (Chǎofàn – 炒饭), Cong You Bing (葱油饼), il celebre pancake cinese sfogliato al cipollotto, dorato e croccante all’esterno e morbido all’interno.
Accompagnati dall’immancabile Hainan Zhegu Cha la tisana tipica dell’isola.


Lunedì 5 ottobre la giornata è iniziata con una lunga e piacevole passeggiata fino al ponte che collega l’isola artificilae di Phoenix Insland e di fronte il Sanya One (Sanya Yihao – 三亚1号), uno dei tanti imponenti centri commerciali moderni che caratterizzano il tessuto urbano della città.
Come avevo già avuto modo di scoprire ed apprezzare durante il mio passato viaggio a Shanghai i centri commerciali in Cina rappresentano dei veri e propri punti di riferimento gastronomici.
Agli ultimi piani di queste strutture si trovano sterminate aree food che ospitano catene, piccoli bistrot e ristoranti specializzati esclusivamente in cucina locale e regionale, caratterizzati da altissimi standard d’igiene e un’offerta incredibilmente variegata.
Per il pranzo abbiamo optato per due classici dessert/snack rinfrescanti molto diffusi nella cultura gastronomica asiatica:
– Pudding di Tofu (Dòuhuā – 豆花): un budino di tofu morbidissimo e setoso, servito fresco, dalla consistenza delicata. Un dessert essenziale e tipicamente cinese, ideale per idratarsi nelle giornate calde.

– Miánmián Bīng alle Fragole (绵绵冰 – Miánmián Bīng): Scelto da Lucia e Luigi, decisamente più amanti dei dolci rispetto a me e Stefano. Questo dessert si basa sul cosiddetto Shaved Snow: un blocco di ghiaccio a base di latte raschiato a strisce finissime come fiocchi di neve, arricchito con fragole fresche, panna montata e un filo di latte condensato.

–Taiyaki Bing (鯛魚烧冰 – Tiáoyúshāo Bīng): un dessert scenografico e fusion, unisce la base rinfrescante del ghiaccio tritato finissimo arricchita con fiocchi di cocco essiccati, fagioli rossi azuki dolci e una spolverata di granella di arachidi tostate. A coronare un Taiyaki (il tipico waffle dorato e croccante a forma di pesce giapponese) con un goloso ripieno al cioccolato.

Passeggiando per Sanya Bay e osservando la quotidianità dell’isola, emerge subito un dettaglio impossibile da ignorare: il panorama turistico di Hainan è suddiviso quasi esclusivamente tra visitatori cinesi e turisti russi.
A differenza di molte destinazioni asiatiche orientate al turismo occidentale, ad Hainan le indicazioni e le traduzioni non sono quasi mai in inglese, bensì in caratteri cinesi affiancati dal cirillico.
Questo porta a una constatazione fondamentale per chiunque decida di viaggiare qui: l’inglese non è praticamente parlato né compreso, ma esattamente come accade nel resto della Cina continentale.
Nei ristoranti, negli hotel e tra i conducenti di taxi, l’uso delle app di traduzione sullo smartphone è lo strumento quotidiano e indispensabile per comunicare.
Inoltre, proprio a causa della netta prevalenza di visitatori provenienti dall’Europa orientale, la gente del posto da subito dà per scontato che anche noi europei fossimo russi, rivolgendosi a noi direttamente in lingua russa.
La presenza così massiccia di visitatori russi ad Hainan risponde a precise ragioni geografiche, climatiche e diplomatiche:
Politica dei Visti Facilitata: Hainan gode da anni di un regime speciale che consente l’ingresso visa-free (senza visto) o con procedure fortemente semplificate per i cittadini di diversi Paesi, inclusa la Russia.
Prossimità e Voli Diretti: Dalla Siberia e dall’Estremo Oriente Russo (ma anche da Mosca), Hainan rappresenta la meta tropicale con mare caldo più vicina e comoda da raggiungere grazie a numerosi voli diretti e charter dedicati.
Servizi e Strutture Dedicate: Nel corso del tempo l’isola ha strutturato un’intera filiera dell’accoglienza a misura di turismo russo: dalle agenzie di viaggio locali con guide madrelingua, ai centri di medicina tradizionale cinese specializzati in trattamenti per la clientela dell’Est Europa, fino ai menu dei ristoranti interamente tradotti.
In Cina e ad Hainan l’uso dell’app Alipay è indispensabile per qualsiasi attività quotidiana: dai pagamenti al ristorante e nei mercati, fino alla chiamata dei taxi con DiDi e alle prenotazioni degli hotel.
Tuttavia, per poter utilizzare Alipay e pagare in ogni momento è fondamentale essere sempre online. Senza una connessione dati attiva e stabile non è possibile effettuare alcuna transazione.
💡 Per evitare di rimanere disconnessi, ho utilizzato la eSIM Cina di Holafly con dati illimitati. Si attiva prima di partire, garantisce connessione continua per pagare ovunque e permette di accedere ai propri social e messaggi senza bisogno di VPN.
Per cena ci siamo fermati da Dingshengyuan (鼎生源), un ristorante locale specializzato nelle tipicità dell’isola.
Tra le varie portate ordinate, la vera scoperta è stata la Shanlaoye Jiandan (山捞叶煎蛋): una frittata preparata con le foglie di Shānlāoyè, una pianta aromatica selvatica tipica di Hainan dal retrogusto leggermente speziato e rinfrescante.


A rendere la serata ancora più memorabile è stato l’ennesimo incontro spontaneo della traversata: un gruppo di ragazze cinesi si è avvicinato per chiedermi una foto insieme — un classico dell’ospitalità e della curiosità locale nei confronti dei viaggiatori occidentali — coinvolgendomi in pose fotografiche con il gesto del numero tre!
🚌 Nota sui trasporti pubblici a Sanya: efficienti, economici e capillari
Spostarsi a Sanya è davvero semplice e comodo: la città vanta una rete di trasporti pubblici moderna, puntuale e capillarmente distribuita, che permette di raggiungere facilmente tutte le principali baie, i mercati e le attrazioni senza dover per forza ricorrere ai taxi.
- Autobus urbani e linee turistiche
Copertura: Gli autobus collegano in maniera continua Sanya Bay, il centro città, Dadonghai, Yalong Bay e Haitang Bay, oltre ad arrivare fino alle attrazioni più lontane (come il Parco Nanshan o Luhuitou).
Costi: Le tariffe sono estremamente economiche. Vanno da circa 2 RMB a 5-10 RMB (tra i 0,25€ e gli 1,30€) per le tratte più lunghe.
Come si paga: È facilissimo: basta scansionare il codice QR del trasporto pubblico tramite Alipay o WeChat Pay direttamente sui lettori all’ingresso del bus. - Il Tram moderno (Sanya Tram – 三亚有轨电车)
Percorso: Collega la Stazione Ferroviaria di Sanya fino al centro città e alla zona di Sanya Bay
Costi: La tariffa fissa è di soli 3 RMB (circa 0,40€) a corsa.
È un mezzo comodissimo, silenzioso, panoramico e dotato di aria condizionata, ideale per evitare il traffico delle ore di punta e muoversi lungo l’asse principale della città.
Serata al First Market di Sanya (第一市场, Dì Yī Shìchǎng) raggounto con 3 fermate di Tram dal nostro hotel.
Questo Mercato rappresenta il principale punto di riferimento commerciale e gastronomico della città.
Fondato negli anni ’80, nasce come mercato rionale di prodotti freschi per i residenti locali e si è evoluto nel tempo fino a diventare il più noto mercato di frutti di mare e street food dell’isola di Hainan.
Il mercato coperto dei prodotti freschi è attivo indicativamente dalle 05:00 alle 18:00, mentre la zona circostante e il mercato notturno (Night Market) si animano a partire dalle 18:00 e proseguono fino a alle 2.00.
Una lunga via ricca di street food come nella migliore tradizione cinese.
La sezione principale è dedicata ai frutti di mare (pesci, granchi, gamberi di mantide, aragoste, capesante e ostriche) e poi un’ampia scelta di specialità locali e asiatiche: spiedini alla griglia, frittate di ostriche (蚝仔煎) – la mia scelta – dolci al cocco, frutta tropicale e piatti di noodle, ma anche insetti e tartarughe.




Oggi mercoledì 7 ottobre abbiamo esplorato un altro capitolo della grande famiglia dei Tángshuǐ (糖水), ovvero le tradizionali “acque dolci” e minestre da dessert diffuse soprattutto nella provincia del Guangdong e a Hong Kong.
Dopo aver provato il celebre Qīngbǔliáng (清补凉), simbolo indiscusso dell’isola di Hainan, oggi è stato il turno dello Yùní Xīmǐlù (芋泥西米露) a base di taro.
Il nome racconta già ogni singolo elemento di questo raffinato dessert al cucchiaio:
– Yùní (芋泥): È la crema vellutata di taro, un tubero tropicale molto amato in Asia che dona al piatto un colore delicatamente lillà e un sapore morbido, che ricorda una via di mezzo tra la castagna, la patata dolce e la vaniglia.
– Xīmǐ (西米): Le perle di tapioca (o sago), morbide e traslucide, che regalano un piacevole contrasto di consistenze.
– Lù (露): Indica la base liquida o sciropposa, che in questa versione viene preparata con latte di cocco caldo o freddo (a seconda della stagione).

Per chiudere in bellezza la giornata, stasera ci siamo concessi una cenaa base di noodles.
Inizialmente pensavamo di assaggiare i classici Hainan Mian (海南粉) — la celebre pasta di riso locale solitamente condita con una salsa densa, arachidi e dal profilo dolciastro —, ma ci siamo invece imbattuti in una tipica noodle house dedicata alla cucina dello Hunan (湖南特色美食), regione della Cina centro-meridionale.
Abbiamo ordinato una ciotola di Hunan Mǐfěn (湖南米粉) serviti con carne tritata di maiale e funghi.
A differenza della delicatezza dei piatti tradizionali di Hainan, questi spaghetti di riso dello Hunan si presentano con un brodo saporito e una nota lievemente piccante e aromatica, tipica della cucina dell’Hunana.
Una deviazione culinaria inaspettata ma deliziosa, che dimostra quanto Sanya sia un vero crocevia di tradizioni gastronomiche provenienti da ogni angolo della Cina!


