La cucina ayurvedica in Sri Lanka è molto più di un insieme di ricette: è una vera e propria filosofia del benessere, parte integrante del percorso di Ayurveda, la scienza indiana della vita.
In quest’isola dell’Oceano Indiano, l’Ayurveda è ancora oggi una pratica quotidiana, profondamente radicata nella cultura locale.
Mangiare secondo i principi ayurvedici non significa solo nutrire il corpo, ma anche riequilibrare le energie interiori, i dosha – Vata, Pitta e Kapha – e promuovere un’armonia tra mente, spirito e natura.
Che cos’è la cucina ayurvedica?
La cucina ayurvedica nasce come parte integrante della medicina ayurvedica, un sistema terapeutico millenario che considera il cibo come la prima forma di cura.
Ogni piatto è pensato per favorire la digestione, nutrire i tessuti e mantenere l’equilibrio energetico personale.
Gli ingredienti vengono scelti in base alla stagione, al clima, all’età e soprattutto alla costituzione individuale (prakriti).
Il principio base è che “siamo ciò che digeriamo”, non solo ciò che mangiamo.
Per questo la cucina ayurvedica privilegia alimenti freschi, locali, leggeri e facilmente assimilabili, evitando eccessi, cibi industriali o conservati.
Le differenze tra la cucina ayurvedica indiana e quella dello Sri Lanka
Pur condividendo le stesse radici, la cucina ayurvedica in Sri Lanka ha sviluppato caratteristiche proprie.
Ecco le principali differenze:
- Uso delle spezie: nello Sri Lanka le spezie sono più delicate rispetto alla cucina indiana. Cannella di Ceylon, cardamomo, curcuma e pepe nero vengono usate in equilibrio, non per rendere piccante ma per stimolare la digestione e purificare.
- Presenza del cocco: il cocco e l’acqua di cocco sono fondamentali nella cucina ayurvedica singalese, sia come fonte di grassi buoni, sia per le loro proprietà rinfrescanti e calmanti, soprattutto per riequilibrare il dosha Pitta.
- Piatti più leggeri e vegetali: mentre in India si trovano più legumi e piatti complessi, in Sri Lanka prevalgono pietanze semplici, preparate al vapore o saltate con poco olio.
- Influenze locali: l’uso di foglie di curry, jackfruit, tamarindo e riso rosso locale distingue la cucina ayurvedica dello Sri Lanka da quella indiana, rendendola più tropicale e fresca.
L’importanza della cucina ayurvedica nel percorso di guarigione
Nell’Ayurveda, la cucina è parte del trattamento medico.
Ogni percorso di riequilibrio dei dosha, come vi ho spiegato nel precedente articolo, prevede un’alimentazione mirata: non esistono diete standard, ma indicazioni personalizzate per ristabilire l’armonia.
Ad esempio:
- per Vata, si consigliano cibi caldi, oleosi e dolci, che nutrono e radicano;
- per Pitta, alimenti rinfrescanti, dolci e amari, che calmano il fuoco interiore;
- per Kapha, piatti leggeri, speziati e caldi, che stimolano e attivano il metabolismo.
In Sri Lanka, la cucina ayurvedica è considerata una cura preventiva, un modo per mantenere il corpo in salute e la mente lucida, evitando gli squilibri prima ancora che si manifestino.
I punti cardine della cucina ayurvedica
- Cibo fresco e naturale: preparato al momento, mai riscaldato più volte.
- Equilibrio dei sei sapori (rasa): dolce, salato, aspro, amaro, piccante e astringente devono essere presenti in ogni pasto, per nutrire corpo e mente in modo completo.
- Uso armonico delle spezie: curcuma, zenzero, cumino, coriandolo e cannella non servono solo per il gusto, ma per sostenere Agni, il fuoco digestivo.
- Moderazione: il segreto ayurvedico è mangiare fino a sentirsi sazi all’80%, lasciando spazio per la digestione e la respirazione.
- Cibo come energia: più che alle calorie, l’Ayurveda guarda alla “vitalità” dell’alimento, chiamata prana.
Come la cucina riequilibra i dosha
La cucina ayurvedica è il mezzo più naturale per ristabilire l’equilibrio tra i tre dosha.
Ogni ingrediente, combinazione e metodo di cottura ha un effetto energetico specifico:
- Vata → riequilibrato da cibi caldi, dolci e nutrienti come riso, zuppe e latte vegetale speziato.
- Pitta → calmato da alimenti freschi e leggeri come cetrioli, melone, latte di cocco e coriandolo.
- Kapha → stimolato da piatti piccanti e speziati, come curry leggeri, zuppe di lenticchie e infusi allo zenzero.
La consapevolezza nel mangiare è parte della cura: il momento del pasto è sacro e deve avvenire in un ambiente sereno, senza distrazioni.
Una giornata ayurvedica: armonia quotidiana
Seguire l’Ayurveda significa vivere in sintonia con i ritmi naturali, rispettando il corpo e la mente nel corso della giornata.
Mattino: risveglio e purificazione
La giornata inizia presto, tra le 5 e le 6 del mattino, durante le ore di Vata, quando la mente è più limpida.
Dopo il risveglio, si dedica qualche minuto alla pulizia del corpo (raschiamento della lingua, lavaggio nasale, risciacqui con olio) e a leggeri esercizi di yoga o meditazione.
Segue una colazione calda e leggera, come riso dolce con spezie, frutta cotta o tisane digestive.
Pomeriggio: energia e presenza
Il pranzo è considerato il pasto principale della giornata, da consumare tra le 12 e le 13, quando il fuoco digestivo (Agni) è più forte.
Si privilegiano cibi cucinati al momento, con un equilibrio di sapori e spezie.
Dopo il pasto, si consiglia una breve passeggiata per favorire la digestione e mantenere la mente lucida.
Durante il pomeriggio, si coltivano attività che nutrono l’equilibrio mentale: studio, lavoro sereno o momenti di gratitudine.
Sera: calma e introspezione
La cena è semplice e leggera, a base di verdure cotte o zuppe.
Le ore serali sono dedicate alla tranquillità: lettura, musica dolce o meditazione.
Un piccolo rituale del sonno, come bere latte caldo con spezie o massaggiare i piedi con olio tiepido, aiuta a favorire un riposo rigenerante.
L’ideale è coricarsi entro le 22, per rispettare i cicli naturali del corpo.
Ecco alcuni dei pasti ayurvedici consumati durante la mia settimana Ayurvedica:





Durante questa mia settimana ayurvedica a Bentota presso il PuranAyurveda di Villa Nivartana, grazie. a Vacay Lanka, cominciata domenica13 ottobre, come potete leggere nei precedenti articoli, ho seguito il percorso di PanchaKarma che si é concluso oggi, sabato 18 ottobre.
Dopo fase di Virechana ovvero il trattamento ayurvedico di purgazione terapeutica, usato per eliminare tossine di mercoledí, i giorni successivi sono stati strutturati in modo da recuperare le energie e far sí che i dosa Vata e Pitta che mi si erano riequilibrati, rimanessero tali.
Ho ripetuto trattamenti come massaggio prima al capo e poi al corpo con olii caldi (Abhyanga e Shirodhara), Nasya: pulizia delle vie nasali con oli medicati e Ksheera Pinda Sweda (latte medicato + tamponi caldi), che mi hanno letteralmete “ricostruito” dopo i pesante, almeno per me, virachana.
Il nostro corpo è composto in gran parte di acqua, ma non tutta è benefica: quando si accumulano liquidi e tossine, il sistema si appesantisce, si infiamma, si squilibra.
La pratica del Virechana aiuta ad eliminare in profondità queste impurità, compresi i liquidi in eccesso. Il risultato? Un senso di leggerezza, chiarezza mentale e un ritorno all’equilibrio.
Per quanto mi riguarda, ho percepito un riequilibrio profondo di Vata, visibile anche nell’aspetto fisico: il corpo si è asciugato, definito, armonizzato, pelle liscia, molte meno rughe…
Questa sono alcune delle mie foto post trattamento (non le metto mai, ma valeva la pena vedere il risultato).


Ieri, venerdí 17 ottobre mi sono stati, invece, applicati due nuovi trattamenti: Kati Basti (per la schiena, soprattutto zona lombare) e Janu Basti (per le ginocchia), mentre oggi Greeva Basti per la cervicale
Questi trattamenti sono forma di Sneha Basti (trattamento oleoso) esterno e mirato, e prevedono la creazione di una “piscina” locale di olio caldo medicato con garze o cotone ben imbevuti. L’olio é mantenuto caldo e lasciato agire per un certo tempo, solitamente 20–30 minuti.
Questi trattamenti sono utilizzati per:
- alleviare dolori articolari o muscolari,
- migliorare la lubrificazione articolare,
- ridurre infiammazione e rigidità,
- riequilibrare Vata dosha, spesso coinvolto nei dolori cronici.
Infine, oggi, DR. B.D.N.K. Senevirathna, la mia dottoressa, é stata anche la mia “insegnante” all’interno della cooking class ayurvedica, mi ha spiegato le proprietá degli ingredienti naturali che abbiamo usato, mentre la “zia” di Villa Nivartana mi ha mostrato come cucinare con i fornrllo tradizonale chimato lipa, realizzato in terracotta, alimentato con legna di cannella o cocco, ancora usato soprattutto nelle cucine all’aperto o nei ristoranti tradizionali.
Abbiamo cucinato uilizzando le spezie di Nivartana:
- Snake gourd sambol a base di cetriolo serpente, tagliato sottile e condito crudo (o appena saltato), con cocco grattugiato, cipolla rossa, lime e spezie.
- Sambol Moringa dove le foglie di moringa (detta anche “drumstick leaves”) vengono tritate e mescolate con cocco fresco, cipolla, lime e spezie.
- Curry di Winged Bean (sigappu payaru o Dambala) con curry fatto con winged beans (fagioli alati), cucinati in latte di cocco con curry leaves, cipolla e spezie dolci.
- Parippu curry con spinaci d’acqua: lenticchie rosse decorticate cotte con curcuma, cipolla, aglio e foglie verdi come spinaci d’acqua.
Yoga meditativo presso Bheemathiththa Rajamaha Viharaya un tempio poco distante da Villa Nivartana, che offre una statua bianca del Buddha a dominare il paesaggio dei pressi del fiume, visibile anche dai battelli durante il giro fluviale, ed un bel giardino.






Domani proseguirá la mia avventura a Bentota, ma dopo due settimane a Villa Nivartana, mi trasferirò direttamente sulla spiaggia di Bentota.


Ultima nota su “Come si diventa medici ayurvedici in Sri Lanka?”
In Sri Lanka l’Ayurveda è parte integrante del sistema sanitario nazionale, quindi i medici ayurvedici lavorano sia in cliniche private che in ospedali pubblici ayurvedici.
- Si accede a un corso universitario di laurea in medicina ayurvedica e chirurgia chiamato BAMS (Bachelor of Ayurveda Medicine and Surgery).
- Il corso ha una durata di 6 anni, incluso un anno di tirocinio clinico.
- Le università principali che offrono il BAMS sono: University of Colombo – Institute of Indigenous Medicine. University of Kelaniya – Gampaha Wickramarachchi Ayurveda Institute
- Dopo la laurea e il tirocinio, occorre superare un esame governativo per ottenere la licenza ufficiale a praticare.
- I medici devono registrarsi presso il Sri Lanka Ayurvedic Medical Council, l’organo ufficiale di regolamentazione.
- Dopo la laurea, è possibile continuare con master o dottorati in branche specifiche dell’Ayurveda (pediatria, ginecologia, Panchakarma, ecc.).
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