Himbasha ሕምባሻ (nella versione etiope senza uvetta) è una focaccia tradizionale per il Natale (Leddet) e le occasioni speciali, dal sapore dolce e salato.
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E’ consuetudine il primo compleanno di un bambino appoggiare l’Himbasha sulla schiena e spezzarlo a metà. Questo porta prosperità al bambino.
Il giorno di Natale, sono i bambini che lo servono ai genitori, e in cambio ricevono benedizioni e un regalo.
Viene decorato incidendo con un coltello. La decorazione varia, ma in genere è a forma di ruota con scanalature per creare raggi.
Si tratta di classico impasto per il pane, che richiede due lievitazioni, composto da: farina, zucchero, acqua, lievito e sale.
Oltre al cardamomo durante l’impasto viene incorporato del grasso: olio vegetale, olio d’oliva o niter kibbeh (burro chiarificato etiope).
Solitamente è servito caldo o tiepido e accompagnato con miele o una miscela di niter kibbeh e miele o dal awaze, una salsa etiope speziata e piccante.
E’ stato il protagonista di ViaggiandoMangiando On air, Cena africana del 13 settembre 2022. Video QUI.
Natale in Etiopia:
In Etiopia il Natale non si celebra il 25 dicembre, ma il 7 gennaio, come molte chiese ortodosse nel mondo.
La Chiesa ortodossa etiope considera il 7 gennaio il giorno della nascita di Gesù Cristo.
Natale in Etiopia si chiama Leddet e anche Genna o Kollé a seconda delle etnie e delle popolazioni locali. Poiché i mesi del calendario etiope sono diversi, Ganna è il 29° giorno del mese di Tahsas.
Circa un mese e mezzo prima di Natale in Etiopia, i credenti digiunano e mangiano solo un pasto al giorno. Il digiuno in questo contesto significa niente carne, uova, pesce, dolci, alcol o latticini.
Il digiuno dura 43 giorni e viene interrotto la vigilia di Natale con un sostanzioso pasto composto da himbasha.
E all’alba del 7 gennaio con un pasto leggero. Nel corso della giornata, oltre all’himbasha e ai suoi accompagnamenti, gli etiopi mangiano il doro wat e l’injera con cui raccogliere lo stufato.