Naha, é l’ultima tappa di questo nostro viaggio sull’isola di Okinawa cominciato il 5 marzo e conclusosi oggi, sabato 15 marzo.
Thank you for reading this post, don't forget to subscribe!La più grande città delle isole di Okinawa, Naha é capolugo della prefettura di Okinawa.
Ci si sposta in monorotaia (Yui Rail) la quale rende semplice raggiungere i principali siti d’interesse, come alcuni musei cittadini e l’elegante quartiere di Shintoshin per lo shopping.
Kokusai-dori, letteralmente la “Via internazionale”, é la via principale, colorata e dallo spirito “easy” come l’intera zona, vanta numerosissimi ristoranti sia locali che di taglio occidentale (molte steak house) e bar.
Heiwadori (la “Via della pace”), é invece la via del mercato tradizionale, con vicoli laterali e negozi originali.
Nelle vicinanze si trovano edifici e monumenti storici, molti protetti dall’UNESCO, esempi della tipica architettura Ryukyu, in cui lo stile giapponese e quello cinese si mescolano, come il castello di Shuri la vecchia capitale (distrutto da un incendio nel 2019, ed ora in ricostruzione entro la fine del 2025), dimora e sede di governo dei re delle Ryukyu.
Naha divenne capitale nel 1879 e in seguito assorbì l’antica capitale, Shuri. Ma Naha è sempre stata il centro delle attività commerciali dell’isola. Almeno a partire dall’XI secolo, il suo porto è stato teatro di commerci con la Corea e il resto del Giappone.
Come sapete il nostro viaggio a Okinawa si é svolto nella parte nord dell’isola, completamente diversa da quella a sud.
Se a sud, dove si trova Naha, luci, colori, negozi, ristoranti accolgono il turista , a nord é la pace e la tranquillità della vita vera degli Okinawesi a fare da padrona.
E questi sono stati i nostri ultimi giorni a Nakijin Village…
Giovedì 13 marzo la mattinata di sole ci ha permesso ancora a una lunga passeggiata da Uppama Beach, dove si affaccia io nostro hotel, fino a Sonmin-no-Hama beach vicino al Nakijin village general sports park.
Lì abbiamo pranzato al 沖縄そば の〜ぶ〜 piccolo ristorante sulla strada con : san mai Okinawa soba (con pancetta di maiale) condito con beni shoga lo zenzero sott’aceto e kōrēgūsu, pepe coreano conservato nell’awamori, e il tacos di Okinawa fatto di carne speziata, lattuga pomodoro e cheddar, il cui tacos shell é meticolosamente preparato a mano attraverso una ricetta segreta.



Alla sera abbiamo cenato nell’ennesimo Izakaya della zona: Nagomi, questa volta meno nascosto, sulla via principale, e con una grande insegna.
Molte nuove specialità …
- Miso-iri pōpō, crêpes arrotolata in stile Okinawa, originarie della Cina.
Il pōpō è farcito con miso di maiale (andansu) avvolto in crepes bianche.
La versione dolce, che si chiama chinpin, è invece marrone, ed è fatta con zucchero nero di Okinawa.
Tradizionalmente entrambi i piatti erano posti sull’altare ancestrale per la benedizione degli antenati della salute di Dio a tutti i figli della famiglia.
- Butatoro shioyaki , ovvero maiale al sale; shioyaki é una tecnica di cottura che significa “grigliata al sale”.
- Hirayachi, anche definito l’okonomiaki di Okinawa, simile al chijimi coreano e dalle origini cinesi, é una sorta di frittella con cipollotto, spesso servita con katsuobushi e salsa.
- Hiyayakko il tofu freddo servito con alcuni condimenti tra cui, solitamente, cipollotto e katsuobushi.




Ieri Venerdì 14 marzo é tornata la pioggia, e abbiamo dedicato la giornata al Churaumi Aquarium a Motobu raggiunto dal nostro hotel Resort Hotel Bel Paraiso con il bus Yanbaru Express in circa 15 minuti (biglietto on line qui).
Aperto tutti i giorni dalle 8.30 alle 18.30, con ingresso 2180 yen a persona.
L’Acquario Churaumi è un acquario pubblico situato all’interno dell’Ocean Expo Park, costruita sul sito dell’Okinawa International Ocean Expo che si è tenuta nel 1975.
Ricostruito nel 2002, oggi ospita 710 specie marine tra cui lo squalo balena.
Il serbatoio marino Kuroshio dell’acquario era il più grande del mondo fino a quando è stato superato dal Georgia Aquarium nel 2005.
L’acquario ha la mostra, “Encounter the Okinawan Sea” che riproduce il mare di Okinawa e la maggior parte delle creature che lo vivono.
Il nome “Churaumi” è stato scelto attraverso un voto pubblico tra i giapponesi: chura significa “bello” o “grazioso” nella lingua di Okinawa e umi significa “oceano” in giapponese.
Una piacevole esperienza che ci ha permesso di conoscere meglio le creature marine della zona.
Abbiamo pranzato al Fukugiya, ristorante syokudo (ovvero con specialità giapponesi a poco prezzo) e teishoku (con proposte di set menù), accanto a Emerald Beach la splendida spiaggia su cui si affaccia il The Orion hotel Resort and Spa****** : il migliore (e più caro) hotel della zona.
Abbiano scelto ossa di maiale condite con la salsa locale (a base di soia) e cartilagine di costolette di maiale cotta lentamente.


A Okinawa, il maiale è considerato l’origine di ogni cosa: dell’alimentazione, della società, del pensiero.
Una storia legata al maiale mi ha colpito particolarmente …
Ogni 17 novembre, persone provenienti da governi locali, scuole, comunità e militari statunitensi si riuniscono presso per commemorare “Pigs from the Sea”, uno sforzo di soccorso condotto da 7 immigrati di Okinawa alle Hawaii con la cooperazione dell’esercito statunitense, accaduto 70 anni fa alla White Beach Naval Port Facility.
Grazie ai 536 maiali che arrivano a Okinawa via mare, il numero è tornato a 100.000 in quattro anni, contribuendo al sostentamento dell’isola.
Trovate il racconto nel dettaglio QUI.
Per concludere il nostro tour del “Dove e cosa mangiare a Nakijin Village” abbiamo deciso di tornare all’ izakaya Ajiro , dove la specialità é il sushi.
Ieri sera abbiamo scelto nuovamente i nigiri, accompagnati da sashimi misto e a seguire kappa maki sushi, ovvero i maki a base di cetriolo.
Uno dei clienti dell’izakaya, scoperto che siamo italiani, ha voluto offrirmi del tè, come accaduto già qualche sera fa con l’awamori.
L’accoglienza di questo popolo mi rimarrà nel cuore.




Stamattina, sabato 15 marzo, abbiamo raggiunto l’aeroporto di Naha con bus Yanbaru Express in circa 3 ore al costo di 1900 Yen (circa 12€). Esiste anche il sevizio Okinawa Airport Shuttle, che fa fermare differenti.
Una volta giunti in aeroporto – con largo anticipo rispetto alla partenza del nostro volo – abbiamo lasciato comodamente i bagagli in deposito (500 yen) per poi dirigerci nel centro di Naha con la monorotaia in 15 minuti.
A Naha é stato come tornare improvvisamente alla civiltà, dopo 10 giorni trascorsi lontano da tutto e da tutti nella pace del nord di Okinawa.
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La colorata e animata Kokusaidori é tutto ciò che ci si aspetta di incontrare a Okinawa, senza sapere che l’isola é come spaccata a metà : il sud animato e in puro stile americano (anche per la vicinanza alle basi militari) e il nord che ancora mantiene l’identità locale.
Non potevo lasciare il Giappone senza uno shabu shabu… carne, verdure e riso a volontà per 2316 yen per 90 minuti al Cookiya da consumare intingendoli nel brodo.



Alcune consigli per chi vuole intraprendere un viaggio sull’isola di Okinawa :
- essenziale noleggiare un auto per potersi spostare liberamente e comodamente (attenzione serve la patente internazionale come indicato QUI)
- Se scegliete di nord, più vero e locale, non aspettatevi città animate con negozi e ristoranti, troverete pace, tranquillità, izakaya con specialità solo locali, poco turismo, e qualche difficoltà con la lingua.
- Se optate per il sud troverete al contrario luci, colori, vita, animazione, e uno stile di vita più orientato verso l’american style.
- Le spiagge e il mare sono meravigliosi, ma il periodo migliore e in cui troverete tutto funzionante e pulito sarà da aprile a novembre.
- Munitevi di creme solari, gli asiatici non vanno al mare e trovarle potrebbe non essere così facile.
- Scaricate una app per la traduzione anche off line perché spesso i menù e le indicazioni sono solo in giapponese – potrebbe esservi utile imparare qualche frase come queste:


- Okinawa non è Giappone, o almeno non il Giappone che vi aspettate, tutto funziona più a rilento e la filosofia di vita é molto diversa, sceglietela come destinazione solo dopo aver visitato almeno un’altra volta il Giappone.
Dell’isola e di questa vacanza porterò con me tanti ricordi …
Per 10 giorni ci siamo immersi completamente nella cultura e nelle usanze del luogo, a volte con qualche difficoltà, ma i viaggi più belli sono proprio quelli in cui si impara come superare le difficoltà e, giorno dopo giorno, si apprezza sempre di più la semplicità di quello che ci circonda, la bellezza di un paese che vive nel passato, che si emoziona incontrando uno straniero, che ti offre tutto quello che desideri quando ancora non sai di desiderarlo.
Vi aspetto sul blog, a partire dal 18 marzo, per blog versione nippo-coreana con le ricette assaggiate durante questo nostro viaggio tra Seul e Okinawa.
Come sempre vi invito a contattarmi attraverso i miei canali social o alla mail selenecoccato@gmail.com per qualsiasi curiosità, o domanda, o se volete organizzare un viaggio con il valore aggiunto della conoscenza del cibo locale.
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