Pettole come prepararle perfette

Pettole, frittelle di pasta lievitata fritta, tipiche delle regioni meridionali, un classico pugliese, con impasto semplice di farina o con aggiunta di patata lessa per un lievitato ancora più gustoso come in Calabria. L’impasto perfetto è alla base per una buona riuscita, e varia leggermente la consistenza a seconda se le prepariamo di sola farina o anche con patate. Se usiamo anche le patate è preferibile preparare un composto leggermente più sodo rispetto a quello di sola farina, ma la differenza è minima, la differenza sostanziale è che essendoci le patate nell’impasto, ci va meno acqua. Le pettole si preparano un po’ in tutte le regioni del sud, Puglia, Calabria, Basilicata, Sicilia, Campania, conosciute con nomi diversi, che variano anche da paese a paese anche nella stessa regione, come in Calabria, zeppole, crispelle, cuddurieddi, ect. Si preparano durante le festività, a cominciare dal giorno della commemorazione dei defunti, e poi ancora a San Martino, a Santa Lucia, per L’immacolata e ancora la vigilia di Natale, ma sono così buone che in realtà si preparano spesso, come antipasto, o a sostituzione del pane.
Vi do la ricetta per prepararle perfette e non sbagliare nulla, con poco lievito per preparale leggere e digeribili, non unte e morbissime.

pettole
  • DifficoltàBassa
  • CostoMolto economico
  • Tempo di preparazione25 Minuti
  • Tempo di riposo4 Ore
  • Tempo di cottura10 Minuti
  • Porzioni4-6
  • Metodo di cotturaFrittura
  • CucinaItaliana

Impasto senza patate

  • 500 gFarina 00
  • 390 mlAcqua
  • 5 gLievito di birra fresco
  • 1 cucchiainoSale

Impasto con patate

  • 500 gFarina 00
  • 250 gpatate
  • 5 gLievito di birra fresco
  • 1 cucchiainoSale
  • 180 mlAcqua
  • q.b.Olio di semi
  • q.b.Zucchero
  • q.b.Acciughe (alici)
  • q.b.Olive
  • q.b.‘nduja

Strumenti

  • Ciotola
  • Padella

Preparazione

  1. In una ciotola mettiamo la farina, va bene sia 00 che 0, la zero però ha bisogno di una lievitazione più lunga, ma ci consente di ridurre il quantitativo di lievito, anche fino ad 1 g per delle pettole ancora più leggere e digeribili, con la farina 00 possiamo usare fino a 5 g di lievito per una lievitazione di circa 4 ore in luogo caldo come il forno spento con luce accesa.

  2. Alla farina aggiungiamo subito il sale e mescoliamo, così da non fare entrare in contatto diretto sale e lievito. Sciogliamo il lievito in poca acqua tiepida. L’acqua mai troppo calda, altrimenti uccidiamo il lievito.

  3. Se non usiamo le patate procediamo inserendo anche il lievito, e mano a mano che mescoliamo con un cucchiaio aggiungiamo tutta l’acqua che serve per ottenere un composto morbido e appiccicoso, ideale da lavorare con un cucchiaio o una forchetta. L’impasto non deve essere troppo duro, che sia difficile da lavorare con cucchiaio, ma neanche troppo liquido, altrimenti si impregna d’olio in cottura, o se troppo duro, otterremo delle pettole troppo dure e non soffici come devono essere.

  4. Lasciare lievitare il composto per almeno 4 ore, in un luogo caldo e lontano da correnti d’aria, che bloccano la lievitazione.

  5. pettole

    Per l’impasto con patate cuociamo prima le patate, o lesse, ben lavate, e fatte bollire coperte di acqua, con tutta la buccia, fino a che non sono morbide, circa 30 minuti dal bollore, per patate di piccole dimensioni. Possiamo anche cuocerle al forno a microonde, per circa 5-6 minuti alla massima potenza, avvolte nella pellicola una volta ben lavate. Peliamo le patate e prepariamo l’impasto.

  6. Nella ciotola mettiamo la farina, aggiungiamo le patate schiacciate con una forchetta o meglio con lo schiacciapatate. Aggiungiamo il sale e mescoliamo.

  7. Sciogliamo il lievito in poca acqua tiepida, poi lo versiamo nella farina e cominciamo a mescolare con un cucchiaio, mano a mano aggiungiamo tutta l’acqua che serve per ottenere un composto morbido, leggermente più duro rispetto a quello di sola farina, lavoriamo l’impasto per qualche minuto, fino a che non si lega alla cucchiaio. L’impasto con le patate una volta lievitato risulta più morbido di quello di sola farina. Lasciamo lievitare al caldo lontano da correnti d’aria, sempre per circa 4 ore.

  8. Quando l’impasto sarà raddoppiato di volume, e avrà in superficie tante bollicine sarà pronto da friggere. Mettiamo abbondante olio di semi di girasole o di arachidi in padella antiaderente. Lo scaldiamo e friggiamo il composto a cucchiaiate, che mettiamo ben distanziate nell’olio caldo.

  9. Giriamo le pettole nell’olio caldo solo quando saranno già dorate da un lato, così le giriamo solo una volta e non assorbono olio. E’ importante preparare un impasto della giusta consistenza per non far assorbire olio all’impasto, non troppo morbido, ma neanche troppo sodo, altrimenti poi le pettole vengono dure.

  10. Se vogliamo prepararle farcite a metà impasto aggiungiamo olive schiacciate, o lavorando le pettole con le mani unte di olio, le farciamo con ‘nduja o acciughe.

  11. Asciughiamo su carta appena sono dorate, e se le vogliamo in versione dolce, le passiamo nello zucchero semolato, ovviamente quelle senza ripieno, oppure le possiamo mangiare cosparse di miele cotto di fichi.

  12. Ideali da gustare ancora calde, appena fritte, e se le prepariamo in anticipo le possiamo scaldare in forno a 160°c, o l’indomani possiamo rifriggerle velocemente per farle tornare buone come appena fatte.

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