Seffa (Marocco)

Il Marocco è sicuramente una tra le mete già visitate che merita un approfondimento. Ho visto troppo poco della sua smisurata cultura e soprattutto ho mangiato davvero molto poco della sua cucina e l’ho fatto più spesso altrove, che in loco.

Se già nella prima parte di “Giro del mondo in 80 piatti” avevo espresso il mio desiderio di conoscenza berbera, in questa seconda parte rinnovo desiderio e interesse per un paese e una cucina molto affascinanti…

La mia scelta questa volta è caduta su un dolce molto particolare, che può essere anche cucinato come “salato”: il seffa.
La ricetta del seffa “medfouna” è infatti “con sorpresa” (medfoun = sorpresa) laddove la sorpresa è la carne.

Si tratta di un piatto berbero a base di semola, una sorta di cous cous dolce con mandorle tostate, zucchero a velo e cannella.
Generalmente si utilizza una pasta detta chaariya (vedi foto sotto): un ingrediente popolare che viene usato anche nelle zuppe e che ha la classica forma dei capelli d’angelo o dei vermicelli, ma sono in molti a farlo anche con il cus cus. o con il riso.

Seguendo la tradizione, il seffa andrebbe posizionato al centro della tavola e ogni commensale mangia direttamente dal proprio lato. Questo piatto viene generalmente consumato a fine pasto prima del dessert.
Viene spesso servito durante le cerimonie nuziali tradizionali e i pasti in famiglia.

La versione tradizionale della ricetta, prevede l’uso della cous coussiera, ovvero la pentola che si usa per cuocere il cous cous. La pasta, trattata in precedenza con acqua e olio, va inserita nella pentola con i buchi che viene posta sopra una pentola grande. Il tutto va chiuso con un coperchio e lasciato cuocere a vapore.
Questa è la ricetta “veloce” con bollitura.

  • DifficoltàBassa
  • CostoEconomico
  • Tempo di preparazione10 Minuti
  • Tempo di cottura2 Minuti
  • Porzioni4 persone
  • Metodo di cotturaBollitura
  • CucinaMarocchina

Ingredienti

  • 250 gcapellini d’angelo (o cus cus o riso)
  • 60 gburro
  • 50 gmandorle armelline
  • 80 gzucchero a velo
  • 40 guvetta
  • 50 gzucchero
  • q.b.cannella in polvere

Preparazione

  1. Far bollire la pasta in abbondante acqua bollente salata per pochi minuti (circa 2, deve rimanere indietro con la cottura, altrimenti si scuoce in fretta).

    Contemporaneamente arrostire leggermente le mandorle in una padella (senza olio) finché prendono un colore marrone chiaro. Lasciare raffreddare.

    Scolare bene la pasta, non deve rimanere acqua, e versarla in un piatto capiente. Aggiungere il burro a pezzettini (la pasta NON deve risultare asciutta), lo zucchero e l’uvetta precedentemente ammollata e strizzata, mescolare bene aiutandosi con due posate.

    Sistemare la pasta in un piatto, cercando di formare una cupola, e fare una croce sopra utilizzando una quantità abbondante di cannella in polvere. Aggiungere le mandorle lungo i lati.

    Porre in alto lo zucchero a velo da aggiungere poco alla volta man mano che si mangia (se gradito).

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