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Ptitim israeliano: La Ricetta Tradizionale con Concentrato di Pomodoro

Il Ptitim è pesso confuso con il couscous o presentato all’estero come “couscous israeliano”, in realtà un formato di pasta di grano duro tostato, la cui origine affonda le radici nella storia economica e sociale dello Stato d’Israele.

Il ptitim nacque negli anni ’50 su specifica richiesta di David Ben-Gurion, il primo Primo Ministro d’Israele.

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Durante quel periodo, noto come Tzena (austerità), il riso — alimento base per molti immigrati provenienti dai paesi arabi — scarseggiava.

Ben-Gurion chiese alla società alimentare Osem di sviluppare un sostituto a base di grano che potesse essere prodotto localmente.

Il risultato fu una pasta estrusa a forma di chicco di riso e successivamente tostata al forno; per questo motivo, il ptitim fu inizialmente soprannominato “Riso di Ben-Gurion”.

Mentre, a differenza del couscous tradizionale, che è semola lavorata a mano, il ptitim è una vera pasta che mantiene una consistenza soda e “al dente” grazie al processo di tostatura industriale.

Nel corso dei decenni, la gamma si è ampliata includendo forme a perla (le più comuni oggi), anellini e stelline, prestandosi a innumerevoli interpretazioni: dalle insalate fredde mediterranee ai piatti unici con legumi e carni speziate.

Ma la tecnica di cottura del ptitim differisce da quella della pasta convenzionale. Si predilige il metodo pilaf: i chicchi vengono brevemente tostati in un grasso (olio o burro) insieme a degli aromatici, per poi cuocere in una quantità misurata di acqua bollente o brodo fino al completo assorbimento.

Questo garantisce che i grani rimangano ben separati e ricchi di sapore.

Sebbene le tendenze culinarie contemporanee esplorino varianti gourmet con erbe fresche e verdure di stagione, oggi vi propongo la versione più autentica e casalinga: il ptitim condito con concentrato di pomodoro.

In ebraico è chiamata Ptitim be-rotev agvaniyot (פתיתים ברוטב עגבניות), che significa letteralmente “Ptitim in salsa di pomodoro”.

L’uso di passate liquide o pomodori freschi aggiungerebbe troppa acqua, rischiando di scuocere la pasta o renderla una “colla”. Il concentrato permette di dare un colore rosso intenso e un sapore concentrato senza alterare il rapporto critico tra pasta e acqua.

Questa versione rappresenta il pilastro della cucina familiare israeliana; spesso servito con lo schnitzel – in ebraico שניצל, pronunciato shnitzel –  (la cotoletta di pollo impanata), l’abbinamento iconico dei pranzi in famiglia.

  • DifficoltàFacile
  • CostoMolto economico
  • Tempo di preparazione5 Minuti
  • Tempo di riposo5 Minuti
  • Tempo di cottura10 Minuti
  • Porzioni4Persone
  • Metodo di cotturaAltro
  • CucinaEbraica
  • StagionalitàTutte le stagioni
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Ingredienti

1 cipolla (tritata)
800 ml acqua (bollente)
3 cucchiai concentrato di pomodoro
1 cucchiaio paprika dolce
1/2 cucchiaino zucchero
1 cucchiaio curcuma
1 cucchiaino cumino (o Baharat)
q.b. sale e pepe
q.b. olio di semi

Strumenti

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Passaggi

Soffritto: Scalda l’olio in una pentola e rosola la cipolla finché non è ben dorata.


Tostatura e Spezie: Aggiungi i ptitim crudi e tostali per 2 minuti mescolando spesso. A metà tostatura, aggiungi la paprika, la curcuma, Cumino o Baharat, il sale, il pepe e lo zucchero. Tostare brevemente la paprika nell’olio ne esalta il colore e il profumo.


Il Pomodoro: Aggiungi il concentrato di pomodoro direttamente sui chicchi tostati e mescola per un minuto. Questo passaggio “frigge” leggermente il pomodoro, eliminando il gusto di crudo e rendendolo più dolce.


Cottura: Versa l’acqua bollente. Mescola bene per sciogliere il concentrato, copri con il coperchio e abbassa la fiamma al minimo.


Il trucco del tempo: Cuoci per 8 minuti, poi spegni il fuoco e — fondamentale — lascia riposare senza aprire per altri 5-10 minuti.

La ricetta è intrinsecamente Parve (neutra), il che la rende perfetta per accompagnare sia la carne che i latticini, rispettando le leggi alimentari ebraiche (Kosher).

Altri abbinamienti classici con Ptitim:

Polpette (Ktziot): Cotte in un sugo di pomodoro denso che condisce anche pasta.

Pollo in padella: Pezzetti di pollo cotti insieme al ptitim in un’unica pentola (One-pot meal)

Ptitim “Mujadara”: Ispirata al classico piatto di riso e lenticchie mediorientale, questa versione mescola il ptitim con lenticchie nere o verdi e una generosa dose di cipolle fritte croccanti in cima.

Con cipolle caramellate: vicina al sapore del Kugel di Gerusalemme, si utilizzano molte cipolle affettate sottilmente e fatte caramellare a lungo con un tocco di miele o zucchero prima di tostare la pasta.

Ptitim vs Fregula: Due Mondi a Confronto

Analogie e differenze tra i “cugini” del Mediterraneo

Caratteristica Ptitim (Israele) Fregula (Sardegna)
Origine Moderna (Anni ’50) Antica/Medievale
Produzione Industriale (Estrusione) Artigianale (Sfregamento)
Forma Perfettamente sferica o a chicco Irregolare e granulosa
Superficie Liscia ed elastica Ruvida e porosa
Tostatura Uniforme e delicata Intensa e policromatica
Uso Tipico Contorno, pomodoro, bambini Zuppe di pesce, crostacei
Nota: Sebbene diversi per storia, possono essere usati in cucina in modo intercambiabile per cotture “risottate”.

Ptitim vs Fregula

Nonostante le origini diverse (la fregula è antichissima, il ptitim ha circa 70 anni), sono cucinati in modo quasi identico: entrambi amano la cottura per assorbimento e sono eccellenti nelle minestre o risottati.


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Pubblicato da viaggiandomangiando

Classe 1980, ligure, ha pubblicato tre romanzi e altrettante raccolte di poesia, diplomata al Centro Sperimentabile di Cinematografia in sceneggiatura e produzione fiction televisiva, si occupa dell'organizzazione degli eventi artistico/culturali dell'associazione di cui è presidente.