Durante il nostro viaggio a Napoli del 2020 , dopo aver trascorso la mattinata a Spaccanapoli, il 2 ottobre abbiamo pranzato al “Nam43“.
Tante erano le scelte da poter compiere di un menù davvero vario e appetitoso.
Per cominciare…una gustosa e bella fresella napoletana.
La frisella (o come dicono i napoletani “fresella“) è un tarallo preparato con grano duro e cotto al forno, porosa all’apparenza, in realtà dura e croccante, ha la particolarotà di essere bis-cottata, perchè cotta due volte in forno.
Pane nautico, pane dei crociati, pane di sopravvivenza per navigatori e marinai, a Napoli invece veniva venduta per strada dai “tarallari” gli antichi venditori ambulanti.
Sembra che l’origine del termine “fresella” sia derivato dal latino “frendere” ossia “macinare, pestare, stritolare” e che, come già scriveva Plinio il Vecchio (Naturalis Historia, libro XXII, 138), a proposito del pane nautico, significasse “ridurre in pezzi”.
A Napoli la fresella è la base della caponata, fatta con pomodoro a pezzetti, aglio, olio, origano e basilico, noi l’abbiamo assaggiata con mozzarella di bufala, pomodorini, olive, cipolle e melanzane sott’olio (vedi foto).
Le farciture sono davvero infinite, basterà bagnare la fresella prima in acqua fredda per un tempo che dipende dal gusto individuale e dalla consistenza della pasta cotta, per poi condirla con tutto quello che più vi piace!
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