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Anelli alle erbe selvatiche

Vi scrivo la ricetta degli anelli alle erbe selvatiche, mentre vi racconto la storia di Filomena, quasi cinquantenne che continuava a studiare le erbe, per passione, per lavoro; già, il lavoro era importante, e lei lo svolgeva da casa; la sua passione le dava la forza di sapersi adattare.

Storia di Filomena

Filomena aveva fatto una scelta, viveva in un luogo solitario, tra campi e boschi.Due caprette il gatto e il cane e qualche gallina.

Pura vita bucolica, dettata dalla lentezza. Aveva anche un lavoro che le permetteva di vivere così lontano dal traffico e dalle persone.

Con il suo PC, svolgeva da casa il suo contributo alla libertà, poiché studiava le piante preferiva potersi muovere agevolmente e proprio per questo motivo fece questa scelta drastica ma efficace per i suoi studi.

Conosceva ogni dettaglio e la sua vita la passava per molte ore, tra campi e boschi per inseguire ogni trasformazione o nuovo germoglio.

Aveva notato che alcune piante che crescevano al limite del bosco modificavano il colore con il cambio dell’ esposizione solare o delle caratteristiche del terreno.

Perché all’ interno del bosco le foglie, i rami creavano quel sub strano che offriva protezione e nutrimento proprio per il deterioramento degli stessi, mentre verso il sentiero dove i castagni si facevano meno numerosi, il terreno era più scoperto e spesso argilloso.

E lei ogni giorno annotava tutto nel suo quaderno.

Una vita ricca di scoperte e semplicità

Aveva anche intorno casa un piccolo spazio che aveva trasformato in piccolo laboratorio botanico, per cui trasferiva alcune piante per poter e studiare le caratteristiche in cattività.

Si nutriva di erbe selvatiche, verdure del suo orto e latte della sua capretta, qualche uovo di gallina.

Per cui potevo conoscere altri modi per nutrirsi e utilizzare il selvatico.

Mi ricordava sempre che non bisogna fidarsi ciecamente delle piante, poiché subiscono trasformazioni e soprattutto trasformano gli elementi del terreno in cui crescono in nutrimento e poi proprietà.

Per cui bisognava raccogliere su terreni sani.

Calibrava le sue tisane e le erbe per le sue zuppe per ottenere la giusta combinazione aromatica, sia olfattiva che di gradevolezza al gusto.

Passando il tempo tra ascolto e osservazione captai qualche segreto, imparai una filosofia semplice, mi innamorai della vita semplice, che già custodivo nel progetto futuro.

Così quando raccolgo le mie erbe, quando vado nell’orto e mi guardo intorno penso a lei, con il suo angolo selvatico.

Filomena diceva che le piante hanno bisogno del loro tempo, del loro spazio; e noi non possiamo stravolgere la loro natura.

Ho raccolto gli stridoli, il finocchietto, la cicoria e il tarassaco e la rucola per il mio pranzo, un contrasto dolce, amaro; durante la settimana il lavoro mi porta a essere fuori casa tutto il giorno, per cui, il fine settimana posso permettermi di fare un giro nell’orto con tranquillità, per mettere insieme le erbe che la stagione mi regala. Molte le ho spostate, per poter controllare la loro crescita, per averle a disposizione senza togliere loro la libertà di riprodursi. La silene o stridoli oppure bubbolini, hanno preso bene il mio pensiero e ora crescono indisturbate un poco ovunque, idem con il finocchietto, che invece ogni tanto devo controllarne la propagazione, perchè la pianta è particolarmente grande e mi copre altre piante.

Tarassaco e cicoria le trovo passo, passo.

Vi scrivo ora la ricetta che ho preparato:

Anelli alle erbe selvatiche

Anelli di pasta preparata con farina di semola rimacinata.

Dopo aver preparato l’impasto e fatto riposare, con l’aiuto del mattarello prima liscio e poi rigato ho ricavato dei fili di circa tre cm, poi girati intorno al dito per formare gli anelli.

Nell’orto avevo raccolto le erbe che vi ho illustrato sopra e dopo averle pulite e tritate grossolanamente, ho aggiunto quattro fette di speck, che è il salume che preferisco, e il porro tagliato a rondelle.

Ho soffritto tutto insieme velocemente, mentre cuocevo i miei anelli in acqua salata e…

Fatto saltare tutto insieme in padella per amalgamare bene i sapori et voilà il mio pranzo era pronto!

Sapore fresco, insolito, cambia ogni volta che la preparo, perche cambio le erbe, per cui il risultato è sempre una sorpresa e una conferma alla scelta fatta; oppure capita che a volte prevale un’erba anziche un’altra e risulta diversa, ma sempre gratificante!

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Pubblicato da Enza Squillacioti

Bio Enza Squillacioti, da cuoca a fonte di ispirazione nella cucina e nella vita La passione per la vita all’aria aperta e la natura ha sempre caratterizzato la sua vita che, pur avendo lasciato il mondo professionale della cucina alcuni anni fa, non ha mai smesso di nutrire l’amore per il cibo, specializzata nella tradizionale cucina piemontese e italiana rustica. La sua dedizione la porta ad essere non solo un’apprezzata cuoca ma anche una stimata coach di cucina, organizzando corsi per turisti desiderosi di scoprire i segreti di piatti genuini arricchiti da erbe spontanee edibili, le cui virtù sa valorizzare nelle sue preparazioni. La decisione di coltivare un proprio orto, ponendo particolare enfasi sulle erbe aromatiche, e l’allevamento di galline, le sue “polle” per avere sempre a disposizione uova fresche, manifesta il suo profondo legame con la terra. Questa stessa passione è stata trasmessa ai suoi figli, i quali hanno abbracciato la vita agricola, dedicandosi all’allevamento di pecore e capre e alla produzione di formaggi e carni di qualità. Nel corso degli anni, ha scoperto la poesia e la musica, come forma di espressione personale, nella quale riflette non solo su sé stessa ma anche sulla società, condividendo poi queste riflessioni attraverso il suo blog di cucina Variabilicontaminazioni.blog che diventa punto di incontro tra la passione per la natura, l’amore per il cibo. La sua vita è un chiaro esempio di come le passioni possano tessere assieme gli aspetti più disparati dell'esistenza, creando un tessuto ricco di esperienze e condivisioni.


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