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Nel borgo dimenticato: pane cotto nell’antico forno a legna.

Nel borgo dimenticato: pane cotto nell’antico forno a legna.

Prima uscita dell’anno alla ricerca di realtà che regalano esperienza.

Conoscevo da tempo questo forno lassù ai piedi del Monviso in valle Po; famosa non solo per i suoi mirtilli ma per il valore turistico e ambientale;

e non avevo ancora avuto l’opportunità di conoscere da vicino Davide il panettiere gentile.

Mi trovo vicino a quelle che io chiamo “le mie montagne”.

Un paese nasce per costruire e proteggere i ricordi
Custodire le stagioni del nostro cammino
A ritrovare il tempo perduto
Poi tornare a specchiarsi
Negli scrigni segreti della nostra infanzia
Scritti sui muri assopiti
Dalle case ingiallite dal tempo
Custodi fedeli
Un paese nasce
E guarda crescere le nostre ali
Librandoci in volo
Altrove
A cercare nuovi orizzonti
A scoprire il nostro destino
Quando i suoi confini
Diventano stretti
Un paese nasce e ci accoglie
Quando torniamo la sera stanchi
A ritrovare un sorriso
Nei volti e negli occhi
A scandire i giorni vissuti
A rammentar memorie

Mi sembra di essere a casa, tra faggi e castagni la mia mente vola altrove torna indietro nella terra in cui sono nata e lassù il Monviso custodisce storie e segreti.

Dopo aver superato il centro di Paesana, direzione Pian del Re, arrivo in pochi minuti nella frazione Calcinere; un piccolo borgo che fa onore al tempo che passa.

Un tempo dedito anche alla produzione di calce, il nome infatti è una derivazione di questa antica produzione, ora le cave sono abbandonate, un tempo fornivano di marmo bianco utilizzato in tutto il Piemonte.

Nel borgo dimenticato: pane cotto nell’antico forno a legna.

Cammino tra muri che raccontano il viaggio tra popoli, le abitudini e il quotidiano; molte case son rimaste abbandonate, ma restano i segni degli abitanti.

Entro poi in punta di piedi nel tempio di Davide; la bottega del forno a legna datata 1883. Già a dirlo sembra un miracolo.

Ogni giorno il forno viene acceso ancora con le fascine; in quella bocca in ferro forgiato lontano negli anni, avviene la trasformazione.

Sono arrivata giusto in tempo per veder sfornare la fragranza di un pane che sa di autentico, frutto di movimenti lenti e precisi.

La produzione di questa bottega storica…

Il profumo inonda i locali. Era il suo papà che portava avanti questo mestiere, oppure chiamiamola missione, fino agli anni 2000;

Davide ha raccolto quel carico prezioso, consapevole del sapere da custodire.

In questo forno si cuociono ben 60 kg di pane per volta, il panettiere viene aiutato dalla sua impastatrice a braccia tuffanti del 1923, dai movimenti ritmici e solenni.

Con la dedizione che gli appartiene, Davide trasforma acqua, farina e sale e completa l’impasto con la magia della pasta madre che regala il suo inconfondibile aroma, nel pane che sforna ogni giorno.

La bontà non si ferma al pane:

appena si entra nella bottega la vetrina chiama: pizze, biscotti, dolcetti e crostate;

e poi grissini plum cake e molto altro e tra di loro anche i batiaje, i biscotti di meliga che tutta la valle alpina del cuneese ama produrre.

Un inno al gusto, un tripudio aromatico. L’imperfezione perfetta della semplicità.

Lascio la bottega con il calore del pane tra le mani, che non arriva integro alla mia macchina, e una certezza:

Finchè ci saranno mani capaci di onorare la lentezza e il fuoco, le nostre radici non andranno perdute.

Me ne vado in silenzio, con il sorriso nell’anima, mentre il Monviso continua a vegliare su questo piccolo quanto grande miracolo quotidiano di farina e vita.

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Pubblicato da Enza Squillacioti

Bio Enza Squillacioti, da cuoca a fonte di ispirazione nella cucina e nella vita La passione per la vita all’aria aperta e la natura ha sempre caratterizzato la sua vita che, pur avendo lasciato il mondo professionale della cucina alcuni anni fa, non ha mai smesso di nutrire l’amore per il cibo, specializzata nella tradizionale cucina piemontese e italiana rustica. La sua dedizione la porta ad essere non solo un’apprezzata cuoca ma anche una stimata coach di cucina, organizzando corsi per turisti desiderosi di scoprire i segreti di piatti genuini arricchiti da erbe spontanee edibili, le cui virtù sa valorizzare nelle sue preparazioni. La decisione di coltivare un proprio orto, ponendo particolare enfasi sulle erbe aromatiche, e l’allevamento di galline, le sue “polle” per avere sempre a disposizione uova fresche, manifesta il suo profondo legame con la terra. Questa stessa passione è stata trasmessa ai suoi figli, i quali hanno abbracciato la vita agricola, dedicandosi all’allevamento di pecore e capre e alla produzione di formaggi e carni di qualità. Nel corso degli anni, ha scoperto la poesia e la musica, come forma di espressione personale, nella quale riflette non solo su sé stessa ma anche sulla società, condividendo poi queste riflessioni attraverso il suo blog di cucina Variabilicontaminazioni.blog che diventa punto di incontro tra la passione per la natura, l’amore per il cibo. La sua vita è un chiaro esempio di come le passioni possano tessere assieme gli aspetti più disparati dell'esistenza, creando un tessuto ricco di esperienze e condivisioni.