Il túrós csusza è un piatto tradizionale della cucina contadina ungherese, nato nelle zone rurali già dal XVIII-XIX secolo.
Thank you for reading this post, don't forget to subscribe!È parte della più ampia tradizione dei csusza, cioè paste all’uovo fatte in casa, con farina e uova, spezzate a mano in pezzi irregolari e cotte al forno con vari condimenti.
Il termine “csusza” deriva dal verbo ungherese csúszni, che significa scivolare, probabilmente per la consistenza cremosa del piatto quando è condito con panna acida e formaggio.
Il túrós csusza, in particolare, unisce ingredienti tipici della dispensa rurale:
Túró: una ricotta più asciutta e granulosa, tipo fiocchi di latte, ottenuta dal latte acido.
Tejföl: panna acida simile alla crème fraîche o alla smetana.
Bacon o szalonna: grasso di maiale affumicato o pancetta.
In alcune regioni, viene cosparso di aneto
Originariamente era un piatto povero, ma nutriente, spesso servito come secondo dopo una zuppa.
Col tempo è diventato uno dei comfort food ungheresi più amati, ancora oggi servito sia nelle case che nei ristoranti tipici.
Esistono versioni dolci, con zucchero e uvetta, ma quella salata con pancetta è la più classica.

- DifficoltàFacile
- CostoEconomico
- Tempo di preparazione8 Minuti
- Tempo di cottura10 Minuti
- Metodo di cotturaFornelloForno
- CucinaUngherese
- StagionalitàTutte le stagioni
Ingredienti
Strumenti
Passaggi
Cuocete la pasta in acqua salata e scolatela.
Ungete il fondo di una pirofila con un po’ di grasso di pancetta, aggiungete uno strato di pasta cotta, poi uno strato di ricotta, guarnite con pancetta e panna acida (aggiustando di sale se necessario).
Potete fare più strati, ma mettete sopra una porzione di pasta e la pancetta croccante (szalonna).
Cuocete in forno preriscaldato, coperto, per 10-15 minuti, finché la superficie non sarà leggermente dorata e i sapori non si saranno amalgamati.
Tagliate a cubetti o a fette, guarnite con un po’ di panna acida fredda e servite caldo.



Curiosità letterarie…
In”Tragédia” di Zsigmond Móricz , la seconda portata alle nozze era la csusza. Anche se Kis János non la trovava più così.
Nel racconto di Gyula Krúdy “Dio ti benedica, felice Vendelins!” , l’ospite, “lo sciocco signore del villaggio”, lo mangia come ultima portata e nel farlo dice a Vendelins, il cameriere, che anche Pazienza lo ha abbandonato.
Nella fiaba di Ágnes Bálint “Cosa c’è di nuovo in via Futrinka?”, la csusza di formaggio è preparata due volte.
Uno dei motivi più caratteristici del romanzo “Rozsdatemető” di Endre Fejes è il mangiare in occasioni speciali, che lo scrittore introduce più volte: “Mária Pék friggeva il pesce e preparava la csusá di ricotta…”
Nell’opera Itthonév di Zsolt Láng c’è una sezione chiamata Túrós csusza.

FAQ (Domande e Risposte)
Che cosa è il Túró ?
Il Túró è un formaggio fresco ungherese, simile al quark o al formaggio fresco, con una consistenza grumosa e un sapore leggermente acido. È un ingrediente fondamentale in molte preparazioni dolci e salate della cucina ungherese.
Consistenza:
Il Túró si presenta come una massa di grumi di cagliata, simile al cavolfiore.
Sapore:
Ha un gusto gradevolmente acido, fresco e aromatico.
Utilizzo:
Viene impiegato in piatti come il Körözött (una crema spalmabile) e appunto il Túrós csusza.
Túró Rudi:
Uno snack che ha fatto la sua prima apparizione nel 1968, composto da una barretta di túró ricoperta di cioccolato. Il nome, che è anche un marchio registrato, significa “bastoncino di túró”.
Rögös Túró:
Un tipo specifico di Túró, il “Rögös túró” (túró grumoso), è protetto come Specialità Tradizionale Garantita (STG) dall’Unione Europea. Questo tipo di Túró presenta una consistenza grumosa ben definita e un sapore e aroma caratteristici.
Dosi variate per porzioni
In questa pagina sono presenti link di affiliazione che garantiscono a questo sito una piccola quota di ricavi, senza variazione del prezzo per l'acquirente.
