Seconda tappa della crociera a bordo di Costa Venezia e per concludere in bellezza il pranzo presso il ristorante “Ta Kokopia” di Corfù… dolce tipico del Medio Oriente, super calorico a base di tahina e, in questo caso, pistacchi: l’halva al pistacchio, dall’aspetto simile ai nostri torroni natalizi.
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Oggi, è possibile distinguere diverse categorie principali di questo dolce:
– a base di farina di semola (versione turca e greca) – con burro di sesamo (tahina) e zucchero (versione israeliana) – indiano solitamente a base di frutta o verdura (famoso quello di carote gajar ka halwaIl) e spezie.
I gusti più classici degli halva in Grecia sono quelli alla frutta secca, ma si possono trovare anche aromatizzati al cioccolato, all’arancia, alla vaniglia ecc.
La ricetta del l’halva al pistacchio che segue, sebbene assaggiata in Grecia, é la versione israeliana con tahina.
La tahina è una salsa di semi di sesamo ed è la base di molte ricette provenienti soprattutto dal Medio Oriente, una tra tutte l’hummus (fatto con tahina, ceci e aglio) e il babaganoush (melanzane e tahina), recentemente viene utilizzata anche molto da noi come ingrediente per biscotti e altri dolci.
Preparare lo sciroppo sciogliendo in un pentolino lo zucchero nell’ acqua e aggiungendo il succo di limone.
Dal momento in cui inizia a bollire cuocere a fuoco medio finché non assume la consistenza di uno sciroppo.
Aggiungere la tahina e mescolare bene fino ad ottenere un composto omogeneo.
Unire i pistacchi, interi, a granella o tritati grossolanamente a piacere, quindi versare il tutto in uno stampo ricoperto di carta trasparente con cui si sigilla il composto.
Una volta raffreddatosi, conservarlo in frigorifero per almeno 24 ore prima di servirlo tagliato a fette con qualche pistacchio come decorazione.
Note
Il nome “halva” o “hawa” deriva dal termine arabo “helw“, che vuol dire dolce e con il termine halva si indica generalmente la categoria generica dei dolci in molti paesi di lingua araba. Sono un dolce ammesso anche dalla cucina kosher e dalla cucina halal .
In Argentina è popolare un tipo di halva fatto con burro di arachidi, prodotto da una ditta di proprietà di una famiglia di origini greche, la Georgalos, che si consuma come uno snack: Nucrem.
VIDEORICETTA
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Il termine deriva dall’arabo halwa (dolce) e si divide principalmente in due grandi famiglie:
1. Halva a base di Farina o Semolino È la versione tipica della Grecia, della Turchia e dell’India (Sooji Halwa). Di Semolino (Simiydalis): È il classico greco “1-2-3-4” (una parte olio, due semolino, tre zucchero, quattro acqua). Ha una consistenza granulosa e morbida. Di Farina: la farina viene tostata nel grasso (olio o burro chiarificato) finché non imbrunisce, creando un sapore biscottato e intenso.
2. Halva a base di Pasta di Semi o Frutta Secca (Il più diffuso in commercio) È quello che trovi spesso in panetti compatti e friabili nei negozi etnici. Di Sesamo (Tahini Halva): Tipico del Medio Oriente e del Nord Africa. Si ottiene mescolando tahina (pasta di sesamo) con sciroppo di zucchero ad alte temperature. È friabile, quasi “cristallino” e si scioglie in bocca. Di Girasole: Molto popolare in Europa dell’Est (Ucraina, Russia), dove i semi di girasole sostituiscono il sesamo, dando un colore più grigio e un sapore più deciso.
3. Varianti Insolite Halva di Carote (Gajar Halwa): Un pilastro della cucina indiana, dove carote grattugiate vengono cotte a lungo nel latte, zucchero e ghee fino a diventare una crema densa. Halva di Fecola (Farsan): In alcune zone del Golfo, si usa l’amido per ottenere una consistenza gelatinosa e trasparente, spesso aromatizzata con zafferano e cardamomo.
Dosi variate per
porzioni
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Classe 1980, ligure, ha pubblicato tre romanzi e altrettante raccolte di poesia, diplomata al Centro Sperimentabile di Cinematografia in sceneggiatura e produzione fiction televisiva, si occupa dell'organizzazione degli eventi artistico/culturali dell'associazione di cui è presidente.
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