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Pignolata o cicerchiata di struffoli calabrese con miele

Pignolata o cicerchiata di struffoli dolce tipico calabrese, si prepara durante le feste di Natale e a Carnevale. La pignolata che deve il nome alla sua forma, che ricorda una pigna, è composta da tante palline di pasta frolla fritta. La pasta fritta è composta da farina e uova,  ma nel corso degli anni alla ricetta originaria si sono aggiunti altri ingredienti per rendere la pignolata sempre più buona e attuale, io sinceramente preferisco la versione moderna, con un gusto più amabile, io la aromatizzo con scorzetta d’arancia, e ammetto così è favolosa. La cicerchiata, da ceci, per la forma delle piccole palline di frolla fritte, è preparata sempre con lo stesso impasto, di struffoli, che poi vengono girati nel miele, con aggiunta di frutta candita e frutta secca. La differenza sostanziale sta nella forma che gli viene data, nel momento che si glassano col miele, si forma una sorta di corona o ghirlanda, sovrapponendo gli struffoli a cerchio, lasciando un buco al centro.

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  • DifficoltàMolto facile
  • CostoMolto economico
  • Tempo di preparazione20 Minuti
  • Tempo di cottura5 Minuti
  • Porzioni8 Persone
  • CucinaItaliana

Ingredienti

  • 250 gFarina
  • 2Uova
  • 2 cucchiaiOlio di semi (+ quello per friggere)
  • 50 gZucchero
  • q.b.Miele millefiori
  • q.b.Scorza d’arancia
  • 1/4 bustinaLievito in polvere per dolci
  • 1 cucchiaioLiquore
  • q.b.Mandorle in scaglie

Preparazione

  1. pignolata o cicerchiata struffoli

    In una ciotola mettiamo la farina, con un cucchiaio facciamo un buco al centro e aggiungiamo lo zucchero, le uova, il liquore, l’olio di semi di girasole, un po’ di scorzetta d’arancia e il lievito per dolci. Iniziamo a lavorare con una forchetta, poi con le mani, ad amalgamare tutti gli ingredienti. Lavoriamo il panetto per qualche minuto su un piano infarinato, ad ottenere un panetto omogeneo, tipo la classica pasta frolla.

  2. Lavoriamo 1 pezzo di impasto per volta. Lavorando su una superficie leggermente infarinata ricaviamo un cordoncino sottile, meno di un mignolo. Poi con un coltello tagliamo dei pezzettini piccoli di impasto, come dei piccoli gnocchetti. Ottenuti tutti i turdilluzzi, o struffoletti, andiamo a friggerli in olio bollente e abbondante. Basta una comune padella, meglio una di medie dimensioni, così non usiamo tanto olio. Li lasciamo dorare nell’olio, senza farli scurire troppo. Li togliamo dall’olio e li lasciamo su carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso.

  3. Quando abbiamo finito con la frittura ci prepariamo per glassare i turdilluzzi col miele d’api, ma si può usare anche il miele cotto di fichi, o il cioccolato, come da tradizione siciliana.

  4. In un pentolino sciogliamo il miele con un po’ di scorzetta d’arancia, o se preferite con mandorle tostate. Possiamo usare anche un goccino d’acqua, ma se vogliamo far legare bene i turdilli fra loro è meglio non usarne, io a volte un pochino la uso, così la pignolata si riesce a mangiare staccando ogni singolo dolcetto, senza bisogno di affettarlo

  5. Quando il miele è diventato liquido aggiungiamogli struffoletti e li giriamo nel miele, ora li lasciamo così per qualche secondo, in particolar modo se abbiamo usato acqua, così evapora e i dolcetti rimangono più intrisi di miele. Possiamo passare a comporre il dolce. Diamo la forma classica di pignolata, disponendo le palline fritte tutte insieme in un piatto da portata, a formare una pigna, una sorta di montagnetta. Poi cospargiamo con confettini colorati o con ciliegie candite e altra frutta candita. Se preferite potete preparare delle mini pignolate, in monoprzione, basta preparare delle piccole pignolate, su dei pirottini di carta.

  6. Oltre alla classica forma a pigna, si può anche preparare a forma di ciambella o ghirlanda, conosciuta con il nome di cicerchiata o cicerata, da ceci, preparata in particolar modo a Natale in Calabria, ma come in molte regioni del Sud Italia si prepara anche a Carnevale.

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Note

La ricetta è perfetta per una o due persone, ma se siete in tanti, basta moltiplicare per 2-3 e così via, al posto di un uovo ne metterete due o tre e tutto moltiplicato nella stessa misura.

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