Il Maritozzo è una delle specialità più rappresentative della panificazione tradizionale del Lazio, in particolare della città di Roma.
Thank you for reading this post, don't forget to subscribe!L’origine di questa specialità risale all’epoca romana, quando consisteva in una pagnotta rustica di grandi dimensioni, addolcita con miele e arricchita con uvetta secca, che i braccianti portavano con sé come pasto energetico durante le giornate di lavoro nei campi.
Il nome attuale deriva da una storpiatura affettuosa e popolare del termine “marito”.
Secondo la tradizione ottocentesca, il primo venerdì di marzo i giovani promessi sposi usavano regalare questo panetto alla futura sposa; all’interno della mollica veniva frequentemente nascosto un anello di fidanzamento o un piccolo oggetto d’oro.
Nel Medioevo, il maritozzo divenne l’unico peccato di gola consentito dalle regole ecclesiastiche durante il periodo del digiuno quaresimale.
Per questo motivo era noto anche come “Quaresimale”, una versione leggermente più piccola rispetto a quella attuale, preparata sostituendo i grassi animali con l’olio d’oliva, ma arricchita con pinoli e canditi.
Sebbene la versione dolce farcita con panna montata sia oggi la più diffusa nei banchi da colazione capitolini, la variante salata vanta un legame altrettanto profondo con la gastronomia del territorio.
L’impasto di base, caratterizzato da una leggera nota zuccherina e da un profumo agrumato dato dalle scorze d’arancia, si presta storicamente a fare da contrasto a farciture sapide e robuste.
Nella tradizione laziale, infatti, questo panetto accoglieva i tagli della cucina del “quinto quarto” (come la trippa alla romana o la coratella) o il pesce conservato del venerdì.
Nello street food contemporaneo, questa combinazione agrodolce è diventata un canovaccio per la valorizzazione delle eccellenze regionali.
La mia versione prevede una rivisitazione del maritozzo romano salato in chiave gluten – free e con lievito madre, e due farciture:
– Tradizionale: Un maritozzo salato farcito con una base di stracciatella di burrata fresca, completata dall’inserimento a gocce della colatura di alici di Cetara. La finitura prevede l’uso di scorza di limone grattugiata, pepe nero e un filo di olio extravergine d’oliva a crudo per bilanciare l’intensità della colatura.
– Di ispirazione al Bagel al Salmone: con uova strapazzate, salmone affumicato ed erba cipollina fresca tagliata al momento.

- DifficoltàMedia
- CostoEconomico
- Tempo di preparazione15 Minuti
- Tempo di riposo5 Ore
- Tempo di cottura14 Minuti
- Porzioni9Pezzi
- Metodo di cotturaFornoForno elettrico
- CucinaItaliana
Ingredienti
Per i Maritozzi Salati Senza Glutine:
Per le farciture:
Strumenti
Passaggi
La Ricetta dei Maritozzi Salati Senza Glutine (9 Pezzi)
Scioglimento del Lievito: Nella ciotola della planetaria, unisci il lievito madre senza glutine ben attivo, l’acqua tiepida, il latte tiepido, lo zucchero. Mescola con una frusta a mano fino a dissolvere completamente il lievito.
Fase di Impasto: Aggiungi l’uovo leggermente battuto e la scorza d’arancia grattugiata. Infine il mix di farine.
Inserimento Grassi e Sale: Incorpora il burro a pomata un pezzetto alla volta, attendendo che ogni frazione sia assorbita prima di aggiungere la successiva. In ultimo, unisci il sale fino e lavora per altri 2 minuti.
Prima Lievitazione: Trasferisci la massa, aiutandoti con una spatola unta d’olio, in una ciotola capiente precedentemente oliata. Copri ermeticamente con pellicola trasparente e posiziona nel forno spento con la luce accesa (temperatura di circa 26-28°C). Lascia lievitare per 3 ore.

Le due Farciture del Maritozzo Salato:
Spezzatura e Formatura Geometrica: Trasferisci l’impasto sulla spianatoia spolverata con poca farina di riso. Dividi la massa in 9 pezzi da circa 80 g ciascuno.
Seconda Lievitazione: Disponi i pezzi su teglie foderate di carta forno, mantenendo una corretta distanza tra loro. Copri con un canovaccio leggero e riponi nuovamente nel forno spento con luce accesa per circa 2 ore.
Cottura Tradizionale in Forno: Estrai le teglie e preriscalda il forno in modalità statica a 180°C. Spennella delicatamente la superficie dei pezzi con l’emulsione di tuorlo e latte. Inforna e cuoci per 15-18 minuti, fino a ottenere una colorazione bruno-dorata intensa e lucida. (160°C per 14 minuti in friggitrice ad aria)
Trasferisci su una gratella fino a completo raffreddamento.
Farcitura tradizionale: Pratica un taglio longitudinale profondo al centro del maritozzo ovale, aprendolo a libro senza separare le due metà. Inserisci una generosa dose di stracciatella di burrata.
Con un cucchiaino o un contagocce, distribuisci poche gocce di colatura di alici sulla burrata. Completa con la scorza di limone, una macinata di pepe nero e un filo d’olio EVO.
Farcitura stile Bagel: Prepara le uova strapazzate in padella con il olio e il sale, mantenendole cremose e morbide (baveuse). Seziona il maritozzo bagel orizzontalmente in due parti.
Distribuisci le uova strapazzate sulla base, adagia sopra le fette di salmone affumicato piegate leggermente per creare volume e cospargi con l’erba cipollina tagliata fine.





Nel Medioevo, il maritozzo divenne l’unico peccato di gola concesso durante la Quaresima: per questo motivo era anche chiamato “Quaresimale”.
Il poeta romano Giuseppe Gioachino Belli lo ha celebrato nel 1833 nel suo celebre sonetto “La Quaresima”, definendolo ironicamente come una dolce deroga al digiuno
Dosi variate per porzioni
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