Oggi vi ri-lascio una ricetta tradizionale dell’Alto Adige, il muas. Scrivo ri-lascio, perché in realtà questa ricetta era sul mio blog da anni ormai ed era proprio giunta l’ora di cambiarne la foto. Tornando alla ricetta, forse vi state chiedendo cosa significa “Muas”? Eh, c’è chi lo chiama mosa, o anche chi lo chiama budino morbido, ma quest’ultima non la trovo molto adatta come definizione.
E’ un piatto che qui si prepara da sempre, soprattutto nei masi di montagna, dove lo si preparava con il latte appena munto. Pochi altri ingredienti come farina, farina di mais e un po’ di zucchero, tutto cotto in una padella, rigorosamente di ferro, che alla fine si possa grattare sul fondo. Sì perché è proprio quella la parte più buona del muas, lo strato che si forma sul fondo, chiamato “Schearn”, che è praticamente uno strato a sé, che non significa che il muas sia bruciato, anzi, quello strato, deve esserci!
Ah sì, e non si serve neanche nel piatto… si mangia tutti insieme dalla padella… quindi, cucchiai alla mano, e via a chi riesce a mangiarne di più prima che finisca.
Come tutti i piatti altoatesini, ho imparato a farlo da mia mamma ovviamente.