La Pinsa Romana è un’antica ricetta romana che negli ultimi anni ha conosciuto una rinascita grazie alla sua leggerezza e digeribilità. Il termine “pinsa” deriva dal latino pinsere, che significa stendere”, e infatti la sua caratteristica forma rettangolare/ovale la distingue dalle pizze tradizionali. L’impasto della pinsa è unico e diverso da quello della pizza classica: una miscela di farina di frumento, riso e soia, idratato con una buona dose di acqua fredda, e lasciato riposare per un lungo tempo di lievitazione, solitamente 24 ore, ma si può arrivare anche fino a 72 ore. Questo processo rende la pinsa più soffice, leggera e con un sapore rustico irresistibile, con una crosta croccante fuori e un interno morbido e alveolato. Perfetta da gustare con una varietà di condimenti, dai classici pomodoro e mozzarella alle combinazioni più moderne e creative.
Per preparare la pinsa romana iniziate setacciando la farina all’interno della ciotola della planetaria. Aggiungete quindi il lievito sbriciolato, e versate metà parte di acqua. Azionate la planetaria con il gancio ad uncino, quindi lasciate impastare a velocità bassa. Appena l’acqua sarà completamente assorbita aggiungete l’olio e il sale. E mentre l’impastatrice continua a lavorare aggiungere il resto dell’acqua a filo, così da farla incorporare lentamente. Lasciate impastare circa 15 minuti ancora, per un totale di 20 minuti al massimo. L’impasto dovrà risultare ben legato. N.B. Si può lavorare l’impasto anche a mano. Trasferite ora l’impasto in una ciotola, coprite con pellicola trasparente e lasciate lievitare in frigo per almeno 24 ore.
Trascorse le 24 ore, o poco più, dividete l’impasto in 4 parti formando dei panetti. Quindi trasferite i panetti in una teglia infarinata, copriteli con un canovaccio e lasciate riposare per almeno 2 ore a temperatura ambiente.
Trascorso l’ultimo tempo di lievitazione dei panetti, prendetene uno e posizionatelo su un piano di lavoro cosparso con moltissima semola. Spolverizzate con un po’ di semola anche la superficie del panetto.
Quindi procedete con la stesura. Partendo dal bordo vicino a voi a salire pressate leggermente con le dita per schiacciare l’impasto formando delle fossete. Man a mano l’aria si distribuirà sull’impasto creando delle bolle. Date una forma il più possibile rettangolare. Poi sollevate delicatamente l’impasto, cercando di rimuovere la semola in eccesso e trasferite la pinsa su una teglia rivestita con carta forno, o in alternativa sulla pietra refrattaria preriscaldata. In entrambi i casi la pinsa va messa in forno a 230° per 8 minuti se si vuole una precottura, oppure 10 minuti per la cottura completa.
Trascorsi gli 8 minuti potete condire la pinsa come più vi piace e ripassarla nel forno per altri 2 minuti. Se invece volete consumarla con un condimento a crudo lasciatela cuocere 10 minuti, condite e mangiate.
Io l’ho condita con speck, qualche fogliolina di rucola e salsa yogurt.
Pinsa Romana con speck, rucola e salsa yogurt
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