Migliaccio napoletano tradizionale
Il Migliaccio è il dolce tipico del Carnevale napoletano (insieme alle chiacchiere e al sanguinaccio) un dolce napoletano gustosissimo, umido, profumato e cremoso (si scioglie in bocca) che ha origini antichissime, forse il dolce più antico della tradizione partenopea, tra quelli carnevaleschi.
Il gusto ed il profumo del migliaccio napoletano tradizionale, ricordano quello della pastiera napoletana, infatti viene definito “il cugino povero della pastiera”
E’ un dolce delizioso ed il profumo di acqua millefiori si sprigiona per tutta la casa, come un anticipo di primavera.
E’una ricetta molto facile da realizzare, ma per ottenere il vero migliaccio napoletano ci sono dei segreti che ti spiego passo passo in questa ricetta.
Il migliaccio di Carnevale perfetto è sciropposo e lucido in superficie (v.foto della fetta in basso)
Nota importante: il migliaccio dolce NON va mangiato subito, ma solo dopo almeno 12 ore, per dar modo ai sapori di fondersi, proprio come la pastiera napoletana.
Fondamentale per la sua riuscita è non avere grumi nell’impasto, che deve risultare quanto più liscio possibile.
Il migliaccio viene preparato tradizionalmente a Carnevale e precisamente per il martedì grasso, ma anche in occasione della Pasqua.
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- DifficoltàMolto facile
- CostoEconomico
- Tempo di preparazione20 Minuti
- Tempo di riposo12 Ore
- Tempo di cottura1 Ora
- Porzioni5 persone
- Metodo di cotturaFornoFornello
- CucinaRegionale Italiana
- StagionalitàCarnevalePrimavera
- RegioneCampania
Ingredienti per il Migliaccio napoletano tradizionale
Strumenti
Passaggi per il Migliaccio napoletano tradizionale
Premesse:
E’importante che tutti gli ingredienti siano a temperatura ambiente.
Il migliaccio si prepara 1 o 2 giorni prima di servirlo.

Prendete un pentolino e mettete a scaldare il latte, il sale, il burro, la scorza grattata del limone e arancia, portare a sfiorare il bollore e – fuori fuoco – incorporate la semola, poco alla volta, con una frusta a mano, poi rimettere sul fuoco al minimo, fino a quando sfrigola e si stacca dalle pareti (ci vorranno 3-4 minuti).

Togliete il pentolino dal fuoco e unite subito lo zucchero, mischiando fino a quando si scioglie completamente (circa 1 minuto).
A questo punto, lavorate il composto di semola, con il frullatore ad immersione (per ottenere un impasto liscio e senza grumi) ed infine fatelo raffreddare bene del tutto (questo passaggio è importante perchè altrimenti, se aggiungete il composto di semola caldo alle uova, saprà di uova).
Passate anche la ricotta al setaccio, per evitare grumi.

Quindi, aggiungete alla ricotta setacciata, il composto di semola raffreddato (e precedentemente lavorato con il frullatore ad immersione) poi aggiungete anche le 3 uova – una alla volta – l’estratto di vaniglia e sbattere per circa 5 minuti, poi aggiungere il limoncello e solo alla fine, aggiungete l’acqua millefiori.

Imburrate ed infarinate uno stampo a cerniera da 20 cm di diametro.
Versate l’impasto nello stampo e cuocete in forno statico a 170°C, per circa 90 minuti, dipende dal vostro forno (deve cuocere lentamente) in ogni caso ricordate che il composto è umido.
A fine cottura, spolverizzate il migliaccio di zucchero a velo e lasciatelo raffreddare nel forno spento con lo sportello aperto.
Servitelo dopo almeno 12-24 ore di riposo.

Ecco il migliaccio (raffreddato nel forno) dopo 12 ore di riposo, come vedete dalla foto: il migliaccio perfetto, si presenta lucido e sciropposo in superficie, l’effetto sciropposo in superficie si forma solo dopo le 12 ore di riposo.

Potete conservare il migliaccio ben coperto anche 4 giorni a temperatura ambiente!
Si può anche congelare porzionato , per circa 3 mesi, giusto il tempo per arrivare a Pasqua !
Note e Consigli
Se volete rendere il migliaccio più goloso, potete gustarlo insieme al sanguinaccio oppure provate ad aggiungere all’ultimo momento delle gocce di cioccolato fondente, congelate e infarinate. Potete insaporire l’impasto anche aggiungendo del limoncello.
Alcuni, invece degli aromi agli agrumi, preferiscono aggiungere la cannella.
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FAQ (Domande e Risposte)
Quali sono le origini del migliaccio napoletano ?
Il migliaccio è un dolce tipico della tradizione contadina partenopea preparato fin dal Medioevo.
Come quasi tutti i dolci della tradizione culinaria napoletana, anche il migliaccio ha origini antichissime.
La prima ricetta risalirebbe al periodo medievale (intorno all’anno 1000) e, probabilmente, è stata inventata da qualche contadina. A confermare questa tesi sarebbe uno degli ingredienti necessari per la preparazione del dolce: il sangue di maiale.
Quest’ultimo era un alimento tipico delle mense contadine povere, perchè era considerato un cibo completo e molto nutriente, e, per questo motivo, in grado di sostenere le fatiche di chi lavorava in campagna.
La ricetta, però, fu ben presto modificata per volontà della Chiesa cattolica e della ricca borghesia. Secondo loro, l’utilizzo in cucina del sangue di maiale era legato a tradizioni “pagane”.
Nonostante per molti secoli le stesse autorità abbiano cercato di contrastare l’utilizzo di questo ingrediente, il sangue di animale continuò ad essere utilizzato nella cucina povera e contadina, impreziosito da cioccolata (il sanguinaccio) spezie varie e vaniglia.
Fu solo verso la fine del Settecento che la ricetta tradizionale venne modificata: il sangue venne sostituito dall’acqua e dal latte e la semola prese il posto della farina di miglio, trasformandosi, così, nel dolce che tutti conosciamo.
Va detto che la scomparsa del sangue di maiale non fu particolarmente rapida: per alcuni secoli, nei luoghi più poveri del Regno di Napoli, il sangue venne sostituito dai cigoli del maiale.
Oggi quest’usanza é andata completamente persa, anche perchè la vendita del sangue di maiale è vietata dagli anni ’90 per motivi igenico/sanitari e il sangue è stato sostituito da acqua/latte.
Anticamente, il migliaccio dolce (esiste anche una versione salata) si preparava con pane di miglio e sangue di maiale. Il nome della torta, infatti, deriva dal latino “miliaccium” che significa pane di miglio, un cereale legato alla cucina povera partenopea.
Oggi i vecchi ingredienti sono stati sostituiti da semola, latte e burro.
L’impasto del migliaccio ricorda molto anche un altro dolce partenopeo: la sfogliatella, gli ingredienti utilizzati per la realizzazione del migliaccio napoletano, infatti, sono i medesimi utilizzati per il ripieno della sfogliatella napoletana (semola, zucchero e ricotta), ed è per questo motivo che in alcune zone della campania il migliaccio è conosciuto anche come “sfogliata”.

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