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Cucinare le torte salate per tante persone

Cucinare le torte salate per tante persone

Cucinare le torte salate per tante persone è sempre un’ottima idea. Noi genovesi lo facciamo sempre: polpettone, torta di bietole o di zucca e pasqualina di carciofi non mancano quasi mai sui buffet della nostre feste. Anche se oggi è difficile immaginare di poter stare in tanti intorno a un tavolo, noi ci prepariamo per giorni migliori, quando potremo riaprire le case, i giardini e i terrazzi alle feste tra amici. Le torte salate sono una soluzione economica e piuttosto veloce, che potremo declinare in tanti modi, sia preparando una sola teglia e poi tagliando a pezzi piccoli, sia presentando versioni finger food, più eleganti ma più laboriose. Comunque sia, le torte salate ci permetteranno di cucinare per tante persone spendendo poco.

Parliamo di dosi

Prendiamo la ricetta del polpettone genovese come esempio. La dose della mia ricetta riempe egregiamente una teglia da trenta centimetri di diametro. Insieme a una ricca insalata e un po’ di pane o – meglio – un po’ di focaccia genovese, un polpettone di queste dimensioni può far felici sei persone.

Se cuciniamo per tanti le cose però cambiano. Infatti moltiplicando per due la dose non accontenteremo dodici persone, ma un numero variabile tra sedici e venti, a seconda delle altre portate previste. Lo stesso concetto vale per le altre torte salate: se ne preparerete più di una, regolatevi come se i bocconcini che pensate di mettere nel piatto di ogni commensale formassero circa la fetta che servirebbe per avere una portata classica da pasto. Per esempio, quattro bocconi da 50 grammi formano una porzione da due etti – cioè una porzione abbondante. Ne consegue che con un polpettone da un chilo possiamo contare fino ad un massimo di venti persone.

Il mio consiglio è, ancora una volta, quello spiegato per le mugs cake: pesate la dose che vi convince, e saprete quanto preparare.

Consigli furbi su cosa fare e cosa non fare, quando si cucinano le torte salate per tante persone

Usando teglie rettangolari taglieremo meglio, in modo regolare e senza sprechi. È indispensabile pensare prima a dove mettere le torte tagliate e soprattutto a come toglierle dalle teglie. Quindi SÌ ad abbondante carta forno, che permetta di sollevare le torte cotte, e SÌ a teglie non esageratamente grandi e possibilmente a cerniera o con il fondo rimovibile.

Volendo optare per qualche finger food, io consiglio senza esitazioni le quiches (per esempio questa di broccoli e caprino), oppure delle piccole crostate salate. Qualche volta ho fatto anche delle mini pasqualine: sono bellissime ma… che lavoraccio! Ai coraggiosi che volessero tentare, consiglio comunque di armarsi di stampi multipli da muffins e crostate di varie misure. Tutto si può fare e i risultati sono molto soddisfacenti.

Diciamo invece NO alle ricette nuove mai collaudate: bisogna sempre provare prima a piccole dosi. Inoltre NO, NO, e NO alla tentazione di pensare che stiamo cucinando troppo poco, che gli ospiti avranno fame e faremo brutta figura. Non è vero: di solito gli ospiti sono contenti, allegri, chiacchierano e mangiucchiano – e di sicuro non arriveranno anni di digiuno! Consideriamo un po’ di bis (non troppo) e stiamo sereni.

Attenzione alle uova. Le torte di verdura sono buone morbide, ma se dobbiamo tagliarle in porzioni, non devono sfaldarsi. Quindi aggiungiamo le uova nel ripieno delle torte genovesi, eliminando le uova intere previste dalle ricette originali: solo per questa volta ce lo possiamo perdonare.

Concludendo

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Pubblicato da lareginadelfocolare

Mi chiamo Silvia e vivo a Genova. Da tanti anni cucino per amore. Se volete conoscermi meglio, venite a fare quattro chiacchiere in cucina.