Articolo Blog Colori Sapori Mediterraneo Quando il cibo diventa emozione, benessere e poesia Tra i colori della Puglia e il profumo del mare, il cibo mediterraneo diventa emozione, benessere e poesia condivisa. Ci sono luoghi nel mondo in cui il cibo non è soltanto nutrimento. …
TRIPOLINA CON SUGO FRESCO DI POMODORO BASTA POCO IL PIATTO DI OGGI Oggi tutto in semplicità prepariamo un sugo semplicissimo con pomodoro fresco o se non trovate i pomodori una salsa in bottiglia di una buona marca. La salsa la potete preparare con una base …
LE ZUCCHINE ______________________________________________ Le zucchine sono i frutti della Cucurbita pepe, specie appartenente alla famiglia delle Cucurbitaceae. La loro origine è collocata nell’America Centrale e nel Messico. Ne esistono differenti varietà, diverse sia per forma che per colore. ____________________________________________
100 g di zucchine crude apportano circa 15 Calorie suddivise come segue:
46% proteine 46% carboidrati 8% lipidi
___________________________________________ In particolare, in 100 g di zucchine crude, buccia inclusa, si trovano:
3,11 g di carboidrati 1 g di fibre 1,21 g di proteine 0,32 g di lipidi 200 UI di vitamina A 17,9 mg di vitamina C 0,451 mg di niacina 0,204 mg di acido pantotenico 0,163 mg di piridossina 0,12 mg di vitamina E 0,094 mg di riboflavina 0,045 mg tiamina 24 µg di folati 4,3 µg di vitamina K 261 mg di potassio 38 mg di fosforo 18 mg di magnesio 16 mg di calcio 8 mg di sodio 0,37 mg di ferro 0,32 mg di zinco 0,177 mg di manganese 0,2 µg di selenio
Alcune varietà di zucchine – in particolare quelle con buccia gialla – sono una fonte di carotenoidi (beta- carotene e luteina/zeaxantina). _____________________________________ Stagionalità delle zucchine In Italia le zucchine sono di stagione da giugno a settembre. ______________________________________ Le zucchine sono apprezzabili soprattutto per il loro basso apporto calorico e per le fibre, che aiutano a promuovere la regolarità intestinale, a ridurre il rischio di cancro al colon e a controllare l’assorbimento di colesterolo e zuccheri.
I carotenoidi presenti nelle zucchine a buccia gialla – sono invece molecole antiossidanti in grado di proteggere l’organismo dai danni provocati dalla specie reattive dall’ossigeno. Inoltre le zucchine apportano folati importanti per lo sviluppo del sistema nervoso durante la gestazione, potassio alleato della salute cardiovascolare, vitamine A e C dall’azione antiossidante e vitamine del gruppo B, coinvolte in numerosi processi metabolici. _________________________________________________
UOVO IN CAMICIA Per preparare le uova in camicia riempite un tegame capiente con l’acqua lasciando 4-5 cm dal bordo. Accendete il fuoco moderato, poi versate l’aceto di vino bianco e il sale grosso. Quando il sale si sarà sciolto e l’acqua inizierà a bollire …
La torta al limone è un dolce che non può mancare nella vostra cucina! Il suo gusto fresco e acidulo è perfetto per i dessert, soprattutto nei climi caldi o durante i mesi estivi.
– In una casseruola, mettete 500 ml di latte, due uova, 4 cucchiai di farina di mais e 6 cucchiai di zucchero. Cuocete a fuoco medio mescolando continuamente fino a raggiungere la consistenza desiderata.
– Togliete dal fuoco e aggiungete il mascarpone, mescolando fino a quando non sarà ben amalgamato.
– Grattugiate la scorza del limone e spremetelo. Conservate la scorza e aggiungete il succo di limone alla crema, mescolando bene. Mettete da parte.
2. Preparazione dell’impasto:
– In una ciotola, mescolate un uovo, 120 grammi di zucchero e la scorza di limone.
– Aggiungete 320 grammi di farina, 6 grammi di lievito in polvere e 140 grammi di burro tagliato a cubetti. Mescolate con le dita fino a formare un impasto.
– Dividete l’impasto in due parti uguali.
3. Assemblaggio:
– Su uno stampo da 26 cm precedentemente imburrato, stendete una metà dell’impasto coprendo l’intera superficie. Bucherellate la pasta con una forchetta.
– Versate sopra la crema al limone, livellandola bene con una spatola.
– Stendete l’altra metà dell’impasto con un mattarello, utilizzate uno stampino circolare per creare diversi tagli sulla superficie della pasta e disponeteli sopra la crema, coprendo tutto il contorno.
4. Cottura:
– Cuocete in forno preriscaldato a 180°C per 35 minuti. Rimuovete la torta dallo stampo.
– Cospargete con zucchero a velo e posizionate due fette di limone al centro per decorare.
Raccomandazioni:
– Per un sapore ottimale, utilizzate limoni freschi e biologici. La scorza e il succo di limone freschi esalteranno il gusto della torta.
– Per intensificare l’aroma di limone, mescolate la scorza di limone con lo zucchero prima di incorporarla all’impasto. Questo aiuterà a rilasciare gli oli essenziali della scorza.
Provate a fare questa deliziosa torta al limone e scoprite perché è così amata in tutta Italia. Una volta assaggiata, diventerà sicuramente una delle vostre ricette preferite da preparare ogni settimana! Buon appetito!
(Rubus idaeus L., 1753) è un arbusto da frutto appartenente alla famiglia delle Rosaceae; l’omonimo frutto, di colore rosso e sapore dolce-acidulo, è molto apprezzato da solo o come ingrediente nelle preparazioni alimentari.
La fioritura avviene normalmente tra maggio e giugno mentre il frutto, composito, matura in tarda estate o inizio autunno. Cresce tipicamente negli spazi aperti all’interno di un bosco o colonizza opportunisticamente parti di bosco che sono state oggetto di incendi o taglio del legno. È facilmente coltivabile nelle regioni temperate e ha una tendenza a diffondersi rapidamente. Il frutto del lampone è un aggregato di drupe. È un arbusto latifoglia e caducifoglia e produce molti polloni. La pianta può raggiungere 1,8 metri di altezza. Si riproduce per divisione dei polloni (getti nuovi che partono alla base della pianta): si trapiantano in autunno, spuntandoli a un’altezza di 20-30cm.
Ci sono varietà a frutto rosso o giallo. Nero è il colore di Rubus occidentalis, arbusto americano in genere commercializzato come “lampone nero” benché sia una specie a sé stante, con verghe dal tronco rossiccio e di dimensioni maggiori, e con frutti di sapore diverso.
Tra i lamponi ci sono varietà bifere, che producono frutti due volte all’anno, e unifere, che producono frutti una sola volta all’anno. Produce annualmente molti polloni dalle radici, ma ognuno vive due anni, è cioè biennale. I polloni producono frutti al secondo anno in luglio-agosto, dopodiché seccano e vanno tagliati. Nel caso di biferi producono frutti già al primo anno in settembre-ottobre.
Quali sono le proprietà nutrizionali dei lamponi?
100 g di lamponi (Rubus idaeus) apportano 34 Calorie ripartite come segue:
72% carboidrati
16% lipidi
12% proteine
In particolare, 100 grammi di lamponi apportano:
84,6 g di acqua
1 g di proteine
0,6 g di lipidi (fra cui acidi grassi omega 3)
6,5 g di zuccheri solubili
7,4 g di fibra
Fra le vitamine e i minerali, 100 g di lampone apportano:
25 mg di vitamina C
0,5 mg di niacina
0,05 mg di tiamina
0,02 mg di riboflavina
13 µg di vitamina A (retinolo equivalente)
vitamina K
acido pantotenico
biotina
vitamina E
folati
220 g di potassio
52 mg di fosforo
49 mg di calcio
3 mg di sodio
1 mg di ferro
manganese
rame
magnesio
I lamponi contengono inoltre numerosi fitonutrienti: antocianine (come cianidine e delfinidine), flavonoli (quercetina, kempferolo), flavanoli (catechine, epicatechine), glicosidi dei flavonoidi, tannini (ellagitannini, gallotannini, proantocianidine), acidi idrossibenzoici (come acido ellagico, acido vanillico, acido gallico e acido clorogenico), acidi idrossicinnamici (acido caffeico, acido cumarico e acido ferulico), stilbenoidi (resveratrolo).
Quando non mangiare i lamponi?
I lamponi possono interferire con l’attività degli ossazolidinoni, ad esempio il linezolid.
Stagionalità dei lamponi
In Italia la stagione dei lamponi va da maggio a ottobre.
Possibili benefici e controindicazioni dei lamponi
I lamponi possono aumentare il metabolismo delle cellule adipose, per questo si pensa possono essere utili in caso di obesità. Sembra inoltre che esercitino effetti benefici in termini di controllo degli zuccheri nel sangue e che abbiamo proprietà antitumorali. Queste ultime dipenderebbero dalle molecole antiossidanti e antinfiammatorie presenti nei lamponi, ma non solo. Sembra, infatti, che gli ellagitannini possano indurre la morte delle cellule tumorali ed evitarne lo sviluppo.
I lamponi sono fonti di ossalati, sostanze che possono favorire la formazione di calcoli.
IL MIRTILLO Il mirtillo è il nome comune dato alla bacca di colore blu, ottenuta da diverse varietà della sezione Myrtillus del genere Vaccinium e inclusa nella categoria dei frutti di bosco.[1] Il più diffuso in Europa è il mirtillo nero, ottenuto dalla specie Vaccinium …
Cozze da pulire 2 kg
Pepe nero da macinare al momento q.b.
per accompagnare (facoltativo)
Prezzemolo q.b.
Limoni q.b.
1) Pulizia delle cozze
2) Scaldate una pentola molto capiente, buttate le cozze e aggiungete subito il pepe nero (meglio macinare il pepe al momento, otterrete un risultato dal gusto più aromatico e intenso)
3) Coprite con il coperchio e lasciate schiudere completamente le bivalve .
Di tanto in tanto agitate la pentola per rimestare. Ci vorranno 3-4 minuti.
4) A fine cottura togliete il coperchio e disponete nei piatti da portata guarnendo a piacere con degli spicchi di limone e del prezzemolo tritato.
La vostra impepata di cozze è pronta: buon appetito!
STORIA DELLA COZZA NERA
Il mitilo mediterraneo (Mytilus galloprovincialis Lamarck, 1819), Regolamento (CE) N. 1638/2001 e Regolamento (CE) N. 216/2009), è un mollusco bivalve ed equivalve. I mitili vengono chiamati comunemente cozze, muscoli, peoci, pedoli, móscioli, a seconda della zona geografica.
È un mollusco lamellibranco, dotato cioè di branchie a lamelle che assorbono l’ossigeno per la respirazione e che trattengono contemporaneamente il cibo per l’alimentazione, costituita soprattutto da plancton e particellato organico in sospensione.
La valva, composta principalmente da carbonato di calcio, si presenta esternamente di colore nero o nero-viola, con sottili cerchi d’accrescimento radiali e concentrici verso la parte appuntita; internamente si presenta invece di colore madreperla, ma con una superficie liscia. Le due valve sono tenute insieme da una cerniera con tre o quattro dentelli.
La forma è grossolanamente a goccia, con il margine valvare arrotondato da un lato e appuntito e leggermente incurvato dall’altro.
Una volta aperto, il mollusco mostra il mantello che contiene tutti gli organi interni, tra cui quelli riproduttivi.
La distinzione tra i due sessi è possibile grazie all’osservazione del colore del mantello stesso, il quale, una volta raggiunta la piena maturità sessuale, si presenta di colore giallo crema nei maschi e di colore rosso arancio nelle femmine.
L’animale si lega al supporto attraverso il bisso, costituito da fibre composte da L-3,4-diidrossifenilalanina (DOPA), sostanza studiata per la sua straordinaria resistenza alla trazione: per la parte prossimale della fibra la resistenza è di 35 megapascal e per la parte distale di 75 megapascal. La parte prossimale del bisso può essere allungata fino a tre volte la sua lunghezza e quindi ha una relativamente elevata estensibilità, che viene superata solo dalla seta di ragno, tra le fibre naturali di origine animale. La parte distale, più resistente allo strappo, può essere allungata fino al doppio della sua lunghezza. Rispetto ai capelli, i fili di bisso hanno una superficie della fibra liscia e senza squame; la sezione trasversale ellittica permette di distinguerla dalle fibre della seta. Il diametro delle fibre di bisso è compreso tra 10 e 45 micrometri, il che significa che sono tra le fibre animali naturali più fini.
La distribuzione naturale del mitilo mediterraneo comprende tutte le zone ove vi siano scogli, emersi o sommersi, in tutto il Mediterraneo, il Mar Nero e la fascia costiera dell’Atlantico orientale, dal Marocco alle Isole Britanniche.
Il mitilo si è naturalizzato in diverse regioni del mondo: in Giappone, California, Sudafrica, Australia meridionale e Nuova Zelanda. In queste località il mitilo mediterraneo compete con la fauna locale ed è perciò considerata specie invasiva, dannosa per gli ecosistemi. Per questo motivo esso compare nella lista delle cento specie invasive più dannose.
I mitili sono frutti di mare molto apprezzati. Per questo motivo essi sono allevati in vivai distribuiti in tutto il Mediterraneo e in alcune zone, particolarmente vocate, si pratica la pesca dei mitili selvatici.
Nella parte edibile del mitilo si ha una media di 58 calorie ogni 100 g. I mitili sono caratterizzati dalla presenza di sostanze importanti dal punto di vista nutrizionale: il ferro ammonta a 5,8 mg ogni 100 g di parte edibile e significativa è l’alta percentuale di acidi grassi polinsaturi, tra cui l’acido eicosapentaenoico e l’acido docosaesaenoico, come anche è rilevante la presenza di pochi acidi grassi saturi, rispetto ad altri cibi di origine animale. Altrettanto importante è la presenza nei mitili di sostanze antiossidanti, come il selenio e la vitamina E.
Molte sono le ricette gastronomiche che vedono i mitili come protagonisti; se ne segnalano alcune:
come componente di spiedini;
fritti in pastella;
come componente di sughi per condire la pasta, da soli o con altri frutti di mare, in ricette come la pasta allo scoglio;
cucinati assieme alla pasta, come in pasta, fagioli e cozze;
cucinati assieme al riso, come in riso, patate e cozze o nel risotto alla pescatora;
gratinati al forno con pan grattato, prezzemolo, aglio ed olio di oliva;
in pentola o padella insieme ai loro gusci con solo pepe e cotti con il coperchio (dopo opportuna pulizia dei gusci dalle concrezioni biologiche e l’eliminazione del bisso, ossia dei filamenti che li tengono ancorati agli scogli). Nel napoletano questa preparazione si chiama “impepata di cozze”, mentre se vi si aggiungono l’aglio e l’olio si chiama “sauté di cozze”.
Il mitilo mediterraneo è edule, ma il suo consumo richiede molte precauzioni poiché esso, se cresciuto in zone marine prossime a scarichi urbani o in zone ove le correnti marine trascinano elementi provenienti da acque reflue, può essere facilmente ricettacolo di batteri e/o virus molto pericolosi. Infatti i mitili, come d’altro canto tutti i lamellibranchi, filtrano attraverso le loro branchie una gran quantità di acqua trattenendone particelle e microorganismi in essa sospesi..
I mitili potrebbero essere utilizzati per la depurazione delle acque, in quanto possono filtrare fino a 1 000 litri di acqua al giorno[Specificare la quantità di cozze necessaria a filtrare 1000 l d’acqua.].
Per i motivi suddetti è sconsigliabile l’uso comune di mangiarli crudi, conditi con succo di limone. In alcune zone del meridione d’Italia questo modo di cibarsene è considerato, erroneamente, apportatore di effetti afrodisiaci. La credenza poi, che succo di limone spruzzato sul mollusco uccida i batteri è assolutamente infondata, dato che per eliminare tutti i batteri il succo di limone impiegherebbe diverse ore, o addirittura giorni.
Le patologie più comuni che possono insorgere a seguito di ingestione di mitili crudi cresciuti in acque non perfettamente sane sono: tifo, paratifo, colera, Norovirus ed epatite virale. Le tossine algali DSP e PSP rispettivamente causa di sindromi gastroenteriche e neurologiche di cui i mitili sono accumulatori qualora presenti nell’acqua, sono termoresistenti.
In ogni caso nella cottura i mitili devono necessariamente aprirsi in modo tale da far fluire il calore al centro del mollusco uccidendo tutti i batteri, il che richiede idoneo tempo.
Nell’Italia meridionale il mitilo è conosciuto con il nome di “cozza”, termine derivante dal latino cochleam, ossia “chiocciola” e quindi “guscio”. Il termine meridionale “cozza” è compreso in tutta Italia e negli ultimi decenni viene spesso usato anche nel resto d’Italia, a livello però esclusivamente commerciale. In ambito non commerciale, continuano invece a prevalere i nomi locali.
Muscoli:
In Liguria, e nelle province toscane di Massa-Carrara, di Lucca e di Pisa, il termine locale per indicare i mitili è muscoli. A La Spezia la tradizione dei coltivatori di mitili (detti, muscolai) risale alla fine del 1800. Da notare che i muscoli di Spezia sono citati da Fabrizio De André nell’album Creuza de mä all’inizio della canzone Jamin-a.
Il termine “muscolo” deriva dal latino musculus, dal quale hanno avuto origine anche i corrispondenti termini di numerose lingue europee. Alcuni esempi sono: il tedesco Muscheln, l’inglese mussels, il francese moules, il portoghese mexilhão, il catalano musclos, l’olandese mosselen, il danese muslinger, lo svedese musslor.
Móscioli
Ad Ancona, alle pendici del promontorio del Conero, i mitili non vengono allevati, ma si pratica la raccolta di quelli selvatici, molto abbondanti sugli scogli. Il nome locale dei mitili è móscioli; essi sono uno dei simboli identitari della città e di tutta la Riviera del Conero. Il mósciolo selvatico di Portonovo è un Presidio Slow Food e “presidio di bio-sociodiversità” del Comune e della Provincia di Ancona. Il mòsciolo cresce tra la spiaggia del Passetto di Ancona e la spiaggia dei Sassi Neri di Sirolo; il guscio è caratterizzato da uno spesso strato di concrezioni ed è tradizione degli anconetani raccoglierlo sugli scogli “facendo i fiati”, ovvero in apnea. La pesca professionale viene però condotta da pescatori subacquei. Il sapore del mósciolo è più intenso di quello dei mitili d’allevamento.
Gli usi culinari della zona prevedono varie ricette con i móscioli, ma soprattutto essi vengono gratinati o preparati alla marinara, ossia conditi con olio di oliva, limone, prezzemolo e pepe macinato fresco[22]; I mòscioli sono molto frequentemente utilizzati per la preparazione di sughi per la pasta; se utilizzati da soli si hanno così le tipiche paste “con i móscioli”, bianche o con il pomodoro; se invece i móscioli sono associati ad altri frutti di mare si ha la pasta “alla marinara” (in bianco) o “alla pescatora” (con il pomodoro).
Peoci e Pedoli
In Veneto il mitilo viene chiamato peocio o pedocio, generando omonimia con il termine dialettale per pidocchio e anche con l’aggettivo gergale, presente anche nella variante peocìn, per definire una persona spilorcia, equivalente dell’italiano “pidocchioso”. In lingua friulana si usa un termine corrispondente a quello veneto: “pedoli” (pidocchi).
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Mitilicoltura
La mitilicoltura è un tipo particolare di acquacoltura; quella italiana, nonostante l’incremento della produzione degli ultimi decenni, non riesce a coprire il fabbisogno nazionale di mitili: nel 2006 l’importazione di questi molluschi in Italia è stata di circa 25700 tonnellate, di cui più della metà è costituita dai mitili della Galizia (Spagna).
In Italia si utilizzano tre diversi sistemi di allevamento:
il sistema fisso è il più antico ed è tipico delle aree lagunari o comunque molto riparate, non potendo resistere a condizioni di mare agitato;
il sistema “a monoventia” è stato introdotto a partire dagli anni novanta del Novecento e in breve tempo è diventato quello prevalente. È utilizzato in mare aperto in quanto ha un’alta resistenza, anche nei confronti di burrasche violente.
il sistema a “pluriventie” si è diffuso nei primi anni ottanta del Novecento, e viene utilizzato soprattutto nel Golfo di Trieste; è adatto a zone parzialmente riparate dalle condizioni meteomarine avverse.
Gli addetti alla mitilicoltura in Italia sono circa 1 400.
Le zone in cui la mitilicoltura è di più antica tradizione sono il golfo di Taranto (cozza tarantina), il golfo della Spezia, la Laguna Veneta, il litorale Flegreo. Furono i pescatori tarantini che emigrarono nel 1800 ad esportare a La Spezia il modo di allevare i mitili.
Zone di mitilicoltura più recenti sono il litorale Triestino (Friuli-Venezia Giulia), il golfo di Olbia (Sardegna), l’Emilia-Romagna, che è oggi il primo produttore nazionale con circa 20000 t all’anno, l’Abruzzo e il litorale adriatico della Puglia, specie nel territorio di Cagnano Varano, nel Gargano.
Nelle Marche la mitilicoltura è recente e di sviluppo limitato, in quanto in questa regione prevale la pesca subacquea in banchi di mitili selvatici, praticata nella zona di Ancona, Portonovo e in genere in tutto il Promontorio del Conero.
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Mitili della Galizia
I mitili della Galizia (Spagna), della specie Mytilus galloprovincialis, sono il primo prodotto marino ad aver ottenuto la denominazione di origine protetta dell’Unione Europea, il 1º gennaio 2007, con il nome di “Mexillón de Galicia”.
I mitili galiziani sono allevati in acquacoltura da diverse generazioni. Gli allevamenti sono concentrati in cinque grandi estuari simili a fiordi: le Rías Baixas. La raccolta in queste acquacolture quasi naturali avviene senza alcuna compromissione significativa della fauna marina. La Galizia è oggi il più grande produttore di mitili d’allevamento in Europa e il secondo produttore al mondo, dopo la Cina. Con circa 250.000 tonnellate all’anno (a partire dal 2004), la produzione galiziana di mitili rappresenta il 95% di quella spagnola, il 45% di quella europea e il 21% della produzione mondiale.
L’ambiente delle Rías Baixas è particolarmente adatto all’allevamento dei mitili: in questa zona l’Atlantico ha un forte movimento di marea, un’acqua ricca di ossigeno e, per la sua vicinanza alla Corrente del Golfo, una grande ricchezza di fitoplancton, la principale fonte alimentare dei mitili.
La base dell’allevamento è la batea, una zattera in legno di eucalipto con una lunghezza laterale di 25 metri che può trasportare fino a 500 corde, su cui crescono i mitili, lunghe fino a 15 metri. Alla fine della fase di crescita, ogni corda ha da 200 a 220 kg di mitili
La notte del 31 Ottobre si festaggia Halloween, una festa popolare di origine celtica, caratterizzata da scherzi e travestimenti. Ma perchè in questa notte è tradizione bussare alle porte delle case chiedendo “dolcetto o scherzetto”?
Nel Medioevo contadini e mendicanti bussavano a tutte le porte per ricevere in doto aiuti per affrontare l’inverno, offrendo in cambio preghiere per le anime dei loro cari defunti. A coloro che non offrivano nulla, questi mendicanti auguravano una cattiva sorte e niente preghiere. Al tempo dei celti, in questo giorno, si festeggiava la fine dell’anno della luce e l’inizio di quello oscuro cioè l’inverno. Si narra che le fatine, dispettose, si divertivano a fare scherzetti e che, i Celti, per evitare di caderne vittima, offrivano loro del cibo.
La festa di Halloween venne tramandata nel corso degli anni, arrivando anche nella tradizione romana, ed in seguito cristianizzata come la Festa di Tutti i Santi.
FRASI SU HALLOWEEN
“Non c’è niente di più divertente di Halloween. Questa festa sarcastica riflette una domanda infernale di vendetta da parte dei bambini sul mondo degli adulti.”
JEAN BAUDRILLARD
“Halloween è il giorno in cui ci si ricorda che viviamo in un piccolo angolo di luce circondati dall’oscurità di ciò che non conosciamo. Un piccolo giro al di fuori della percezione abituata a vedere solo un certo percorso, una piccola occhiata verso quell’oscurità.”
STEPHEN KING
“Ora è nella notte il momento delle streghe, quando i cimiteri sbadigliano e l’inferno stesso alita il contagio su questo mondo.”
WILLIAM SHAKESPEARE
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Biscotti di Halloween
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INGREDIENTI
per circa 10-12 biscotti
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300 g di farina 00
150 g di burro freddo di frigo
110 g di zucchero semolato
1 uovo
1 pizzico di lievito per dolci
cannella in polvere
noce moscata in polvere
chiodi di garofano in polvere
1 pizzico di sale
Nutella o altra crema al cioccolato
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PREPARAZIONE
Preparate la pasta frolla lavorando con la frusta k della planetaria e a bassa velocità l’uovo con il sale, il burro freddo a dadini e lo zucchero. Aggiungete la farina, il lievito e le spezie in quantità a piacere.
Quando avrete ottenuto un impasto omogeneo avvolgetelo nella pellicola alimentare e fatelo riposare in frigorifero per 30 minuti. Trascorso questo tempo stendete la pasta frolla speziata con il mattarello in una sfoglia di 5 mm. Utilizzando un tagliabiscotti a forma di zucca di 8 cm di larghezza ricavate tante sagome di biscotti.
Adagiate metà di esse in una teglia foderata con carta forno, distanziandole opportunamente. Intagliate con la punta di un coltellino l’altra metà in modo da scavare gli occhi, il naso e la bocca secondo la traccia lasciata dal tagliabiscotti. Sistemate anche queste sagome sulla teglia, sempre ben distanziate. Cuocete nel forno già caldo a 180° per circa 12-14 minuti o fino a doratura leggera.
Sfornate e fate raffreddare completamente. Farcite i biscotti con un cucchiaino di Nutella e accoppiateli facendo una leggera pressione con le dita. Procedete in questo modo fino a esaurimento degli ingredienti. I biscotti di Halloween sono pronti per essere serviti.
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Le più belle frasi dello Chef Antonino Cannavacciuolo __________________________________________________________________________________________________________________________Amici, pensieri, tempo libero, lavoro, amori: tutto passa dalla tavola, è un punto di ritrovo. Per questo il lavoro dello Chef non smetterà mai di esistere. __________________________________________________________________________________________________________________________ “Molti giovani sognano di aprire il proprio ristorante e mi …
Dorate e abbrustolite fuori, dal ripieno saporito e filante sono una vera golosità! Si possono prepare in casa ecco per voi la Ricetta Bombette pugliesi. Si tratta una preparazione molto facile , basta utilizzare delle fettine sottili di maiale , in particolare capocollo, ma vanno …
La Puglia è terra di tradizioni culinarie contadine e semplici.
Dalle nostre burrate servite con fichi freschi alle deliziose treccine di mozzarelle per poi portare in tavola la focacce tipiche della città di Bari.
Ma certamente i panzerotti fritti sono i più imitati e gustati realizzati con pasta di lievito madre conditi all’interno con i tipici latticini serviti con le dolci e tenere rape come accompagnamento del fritto.
La Puglia nel primo piatto viene identificata come “Orecchiette e Rape” ma non è così anche se è uno dei piatti caratteristici dei pugliesi ma in modo particolare dei baresi che viene sempre condito con del buon olio bitontino extra vergine d’oliva nel quale si fa soffriggere della cipolla bianca con alici salate.
Puglia è semplicità contadina e marinara ogni piatto è tramandato da mamma a figlia non servono grandi o costosi ingredienti ma certamente uno sì è indispensabile: é l’Amore e la Passione! Perchè se si cucina con amore tutto diventa poesia e con l’aggiunta di un pizzico di passione tutto diventa più buono.
La cucina è di per sé scienza. Sta al cuoco farla divenire arte. Gualtiero Marchesi Biografia Chef di fama internazionale, Gualtiero Marchesi nasce a Milano il giorno 19 marzo 1930, in una famiglia di albergatori. Nel dopoguerra si trasferisce in Svizzera, dove perfeziona la propria …
Ecco alcune ricette semplici per torte da colazione tra le quali scegliere e con cui mettersi alla prova per organizzare pasti sani alla maniera della nonna. Basta che l’impasto sia soffice e vaporoso: una fetta di torta può dare una svolta alla giornata piena di impegni e incombenze.
Torta margherita
Un classico. La torta adatta per essere gustata al naturale o farcita con creme, marmellate o differenti confetture per chi ama osare un po’ anche di prima mattina.
Ciambella allo yogurt
Come i sapori di una volta dalla consistenza spugnosa perfetto da inzuppare nel latte. Proviamo la versione allo yogurt bianco classico o alla frutta. Come resistere?
Angel Cake
Tipica torta americana, dolce light per eccellenza preparato con gli albumi. Basta usare lo stampo giusto. Buonissima al naturale ma anche farcita. Provare per credere.
Torta di mele
Perfetta per le colazioni invernali, gustosa anche nella versione senza uova e burro. Per chi ama i cibi leggerissimi ma dal sapore ugualmente intenso.
Torta Paradiso
Dolce da preparare con la farina 00 oppure la fecola di patate, per chi è intollerante al glutine. Il dolce é tra i più semplici e vaporosi: perfetto per ogni tipo di esigenza e palato.
Frasi Cucina scritto da Cresy Caradonna “Ricetta dell’amore: 2 etti di baci, 5 etti di coccole, 1 chilo di passione, ed un pizzico di fantasia!” Anonimo “Quando mia madre ci dava da mangiare il pane, distribuiva amore” Joel Robuchon, chef “Se hai un problema… aggiungi …
Ingredienti
320 gr di mezze maniche200 gr di ricotta1 melanzana media80 gr di speck tagliato spessotimo essiccatoolio EVOsale e pepe
Per preparare la pasta con melanzane grigliate e ricotta innanzitutto portate ad ebollizione l’acqua, salatela e calate la pasta.
Grigliate la melanzana tagliata a fette di mezzo centimetro di spessore, salatele appena, tenetene 4 da parte e tagliate il resto a pezzetti.
Scaldate la ricotta a fuoco dolcissimo in una ampia padella per pochi minuti con poco sale e pepe.
Scolate la pasta al dente e gettatela direttamente nella padella con la ricotta, unite le melanzane a pezzetti, lo speck a listarelle, un cucchiaino di timo essiccato tritato e mescolate.
Servite guarnendo con le fette di melanzane tenute da parte tagliate a metà e completate con un filo d’olio a crudo.
Lavate i pomodorini, la rucola e fate sgocciolare.
Spuntate, lavate le zucchine e affettatele sottili con una mandolina nel senso della lunghezza.
Fate scaldare una piastra antiaderente per grigliare le zucchine da ambo i lati. Conditele con un pizzico di sale e un filo di olio evo.
Rivestite con pellicola lo stampo rettangolare.
Sistemate sul fondo dello stampo la prima fetta di pane per tramezzini, spalmate un velo leggero di maionese e aggiungete pomodorini a cubetti e foglie di rucola. Procedendo a strati, coprite con un fetta di pane per tramezzini, spalmate la maionese e adagiate le zucchine grigliate. Un’altra fetta di pane con maionese, pomodorini e rucola. Chiudete con l’ultima fetta di pane e compattate la torta con una leggera pressione. Coprite con pellicola e fate riposare in frigo per almeno 1 ora.
Ricetta realizzata dalla foodblogger Marisa Malomo
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“Con la prima acqua d’agosto, il caldo è riposto” ORTO E GIARDINO. Il piacere di dedicarsi alla cura dell’orto, delle piante in casa, sul terrazzo o in giardino. Una pratica, a volte un hobby, che sta conquistando sempre più estimatori. Per gli appassionati, per gli …
BUON APPETITO NON SI DICE Non si dice “buon appetito”, tutto quello che devi sapere per essere educato a tavola. A tavola non si dice “Buon Appetito!”, questo ormai lo sanno anche i muri! Augurare un appetito maggiore di quello che già si ha è …
La focaccia genovese, (in lingua ligure a fugässa), è una specialità tipica della cucina ligure: alta all’incirca un centimetro, di colore dorato/ambrato e con alveoli ben marcati, si distingue perché prima dell’ultima lievitazione viene spennellata con un’emulsione composta da olio extravergine d’oliva, acqua e sale grosso.
La si può consumare già a colazione, come “rompi digiuno” nella mattinata o come aperitivo-antipasto. È tradizionalmente accompagnata con un piccolo bicchiere di vino bianco, (o gianchetto (pronuncia [u ʤaŋˈkettu] in ligure). È uso (non tipicamente genovese) inzuppare la focaccia nel cappuccino o nel latte come colazione.
L’elaborata lievitazione e l’accurata lavorazione della pasta richiedono una ventina di ore, ragion per cui il prodotto risente delle condizioni climatiche, riuscendo meno ottimale nelle giornate umide e/o piovose. L’ottima cottura è garantita da un forno da panettiere (meglio se a legna), tuttavia una discreta focaccia può essere preparata anche nella cucina di casa.
La sua variante più classica consiste nella sua ricopertura con cipolle tagliate assai finemente (fugàssa co-a çiòula).
Nella sua versione classica gli ingredienti occorrenti sono:
farina bianca di grano tenero tipo 00 rinforzata (W 280, 500 g);
acqua pura (300 g) oppure una miscela di acqua e vino bianco;
estratto di malto (25 g);
lievito di birra (quantità variabile a seconda delle condizioni climatiche. Per una lievitazione di 20 ore con temperatura ambiente di 20 °C 0,1%);
sale fino per l’impasto (10-15 g) e sale grosso per il condimento (10 g);
olio d’oliva extravergine (100 g, includendo sia quello dell’impasto sia quello usato per ungerla).
All’impasto base possono essere aggiunte olive o rosmarino, oppure possono essere aggiunte sopra alla focaccia cipolle bianche tagliate a fettine, dopo averle unte con olio extravergine di oliva e salate, e lasciate riposare per una ventina di minuti.
Focaccia barese: la ricetta originale Gli ingredienti 200 g di farina di grano tenero 150 g di farina di semola rimacinata 300 ml di acqua tiepida 80 g di lievito naturale e/o pasta madre 100 g di olio extra vergine d’oliva sale q. b. mezza …
Meglio un pezzo di pane col formaggio piuttosto che una pizza lievitata in fretta, gommosa e indigeribile. Meglio far mangiare a casa i nostri figli, potendo, piuttosto che affidarli a mense scolastiche dove rovinano il palato. L’educazione è una cosa seria anche a tavola. (Carlo …
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“Spaghetti alle cozze” INGREDIENTI per 4 persone 400 gr. di spaghetti ristorante. 1 pelato grande (450 gr.) di pomodori rossi in barattolo. 400 gr. di cozze nere pulite 1 spicchio d’aglio 2/3 cucchiai di olio extra vergine di oliva Sale Pepe Prezzemolo PREPARAZIONE …
200 gr. di bavette
400 gr. di seppie 1 cipolla 2 dl. di vino bianco secco 150 gr. di salsa di pomodoro olio extra vergine d’oliva Sale Pepe
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Pulite le seppie, eliminate l’osso, il becco corneo, gli occhi e prelevate la sacca dell’inchiostro senza romperla.
Tagliate le teste a striscioline e i ciuffetti a metà; lavate e asciugate tamponando con carta assorbente da cucina. Riducete a velo la cipolla.
In una padella fate rosolare la cipolla affettata con due cucchiai di olio, quando sarà diventata trasparente unite le seppie, fatele insaporire, salate, pepate e sfumate con il vino. Aggiungete il nero di seppia e la salsa di pomodoro e cuocete per 10 minuti, mescolando spesso.
Fate cuocere la pasta in abbondante acqua salata, scolatela al dente e conditela con due cucchiai di olio.
Suddividete la pasta nei piatti individuali, adagiate sulle bavette il sugo di seppie, decorate a piacere, con un ciuffetto di basilico, irrorate con un filo d’olio crudo e servite.
“FRITTURA DI CALAMARI” Frittura di calamari in un buon olio di oliva con pastella semplicissima fatta di sola farina bianca così mi piace friggere senza aggiungere altro e vi assicuro che è ottima! E vi assicuro che: ” Anche una ciabatta se fritta diventa …
Aria di Pasqua quì nella mia cucina casalinga. “Scarcelle a modo mio” CresyCrescenza Caradonna http://blog.giallozafferano.it/baresana/inf Ricette Facili by Cresy la baresana@
Il Formaggio Rodez è prodotto con latte selezionato dei migliori pascoli, per garantirne integralmente le proprietà proteiche ed un gusto inconfondibile leggermente piccante, secondo la più rigorosa tradizione dei Maestri casari del Mediterraneo, è stagionato per oltre sei mesi.
Ogni forma è caratterizzata dal marchio RODEZ impresso al centro, grazie alla sua particolare ricetta, il formaggio permette un connubio perfetto tra valori nutrizionali ed alta digeribilità è ricco di calcio e di sostanze nutritive perfetto alleato per la salute e il benessere psicofisico. Ricco di sostanze nutritive è utile alla crescita dei bimbi, per la salute degli adolescenti e degli anziani e per fornire energia necessaria alla pratica dello sport.
Esalta le ricette della tradizione il formaggio accompagna le ricette tradizionali, valorizza ogni ricetta della cucina pugliese ed è il partner ideale di una straordinaria gamma di abbinamenti enograstronomici.
Diffidate delle imitazioni.