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I miei impasti dolci senza burro, senza latte e senza uova

I miei impasti dolci senza burro, senza latte e senza uova

Oggi voglio parlarvi dei miei impasti dolci senza burro, senza latte e senza uova.

Oltreché naturalmente senza o quasi zucchero.

Premessa

In caso di diabete il burro è controindicato mentre latte e uova sono assolutamente e normalmente inseriti nello schema alimentare.

L’esigenza di preparare degli impasti dolci con tutti questi “senza” nasce molto sinceramente da un mio cattivo rapporto, fin da bambina, con questi tre alimenti: burro, latte e uova.

Al burro ho sempre preferito l’olio extravergine d’oliva, nei dolci lo sostituisco con l’olio di semi di girasole.

Oltre il fatto che non mangio burro, questo condimento di origine animale è assolutamente da evitare in caso di iperglicemiaprediabete e diabete.

In realtà, cercando informazioni relativamente a burro e diabete su google, si trovano addirittura articoli che sostengono come il burro svolga un’azione protettiva nei confronti dell’insorgenza di tale patologia.

Approfondendo il problema, consultando diverse fonti e ascoltando esperienze personali diverse, ho rafforzato la convinzione opposta ovvero che in caso di iperglicemiaprediabete e diabete il burro sia assolutamente da evitare.

I grassi, infatti, causano un innalzamento della glicemia a distanza di più ore dal pasto il che può significare valori di glicemia normali a distanza di 2 ore ma picco glicemico alle 4-6 o addirittura 8 ore.

Il latte… lasciato da piccolissima; da grande ho iniziato a mangiare e gradire vari tipi di formaggi grazie alla presenza della mozzarella sulla pizza ma tuttora non bevo e non mangio latte, nei dolci lo sostituisco con l’acqua. E lo yogurt? Dipende, nel gelato ad esempio lo mangio molto volentieri [cerca “cubetti di gelato yogurt” sul blog]!

L’uovo lo mangio solo in ricette salate e assolutamente ben cotto: sodo, al tegamino, a frittata senza l’aggiunta di formaggio, non lo metto mai nelle polpette [cerca “polpette” sul blog] e la carbonara la faccio addirittura senza [cerca “finta carbonara senza uova” sul blog]. Nei dolci assolutamente no, quel “profumo” che sprigionano in cottura le torte della nonna e della mamma preparate con tante uova e che tutti trovano buono a me non risulta affatto gradevole.

Per tutti questi motivi, prima di avere un food blog ma soprattutto prima di avere l’esigenza di preparare dolci in casa a misura di prediabete… non mi ero MAI cimentata nella preparazione di impasti dolci.

Ho iniziato a farlo ma nel rispetto dei miei gusti, sperimentando e cercando soluzioni alternative.

Per creme e farciture utilizzo o lo yogurt bianco magro che contiene solo gli zuccheri naturali del latte o la ricotta vaccina per il contenuto lipidico inferiore a panna e crema: lavorata bene e arricchita con cannella risulta gradevole con pochissimo zucchero.

I biscotti e le torte arricchiti con frutta, cannella, cioccolato extra fondente e una spolverizzata appena di zucchero a velo non hanno bisogno dell’aggiunta di zucchero e dolcificanti per risultare buoni.

In ogni caso, per quanto riguarda lo zucchero, scelgo lo zucchero di cocco integrale: ha indice glicemico più basso dello zucchero bianco [35 vs 70] e potere dolcificante doppio, questo già consente di dimezzarne la dose, io ne utilizzo ancora meno… quasi zero! Inoltre ha un gradevole sapore di caramello e per questo lo preferisco alla stevia che ha un retrogusto di liquirizia.

Per scelta, non utilizzo dolcificanti.

A prescindere dai problemi di iperglicemia, è importante essere consapevoli del fatto che il palato si abitua allo zucchero [così come alla sua assenza] e più se ne assume più se ne diventa dipendenti.

Provate a pensare al caffè: chi si abitua a prenderlo amaro 1] ne gusta appieno il sapore e 2] con il tempo non riesce più a berlo zuccherato!

Torniamo ai miei impasti dolci senza burro, senza latte e senza uova, per una che ha sempre avuto molta passione per il salato e poca per i dolci risultano assolutamente gradevoli e mi auguro anche per voi che mi seguite.

Sono sicuramente lontani dai dolci alti e soffici della nonna e della mamma. Inizialmente più bassi e croccanti e simili ai panificati, sono felice di poter affermare che nel tempo i miei esperimenti di impasti dolci senza burro, senza latte e senza uova sono di gran lunga migliorati acquistando sofficità.

Gli ingredienti base sono naturalmente farine integrali [semola integrale e farine integrali: quali utilizzo nei miei impasti] e acqua per un risultato finale gradevole e sicuramente sano!

Ho deciso, molto coraggiosamente, di portarne sempre uno a pranzi e cene che si concludono con abbuffate di dolci molto dolci; prego sempre i commensali di assaggiarlo per primo proprio per apprezzarlo, comprenderne e capirne le differenze.

Mai come in questo caso, per me, “less is more” [celebre affermazione dell’architetto tedesco Ludwig Mies van der Rohe il cui significato è “il di più si ottiene costruendo un edificio sul concetto dell’essenzialità (il meno)”].

I miei dolci “senza”, essendo impasti fondamentalmente a base di semola o farina e acqua, non sono dolci bilanciati: li consumiamo a colazione al posto delle fette biscottate integrali o del pane di semola integrale in associazione al latte o allo yogurt andando a comporre un pasto bilanciato che contiene tutti i nutrienti: carboidratiproteinegrassi e fibre.

La mia personale sfida è quella di creare dolci buoni e golosi senza aggiungere troppi ingredienti, adatti a chi ha problemi di prediabete o altre malattie connesse con la cucina degli eccessi che rappresentino una valida alternativa a biscotti e dolciumi confezionati che per il contenuto in zuccheri e grassi non sono adatti in caso di iperglicemia, prediabete e diabete di tipo 2.

Consiglio di preparare questo tipo di impasti in piccole dosi e di consumarli in uno-due giorni per gustarne al meglio le caratteristiche poiché naturalmente per la mancanza di determinati ingredienti tendono a indurire.

Spero di riuscire a farvi contente/i.

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Pubblicato da azuccherozero

Mi chiamo Francesca e la mia mission è: prevenire o tardare l’insorgenza del diabete attraverso un’alimentazione corretta.

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